Pechino propone l'esperta di salute materna per succedere a Tedros. La mossa arriva dopo la scadenza del 24 settembre e mentre gli Stati Uniti si preparano a lasciare l'organizzazione. Sette i candidati in corsa per la successione, con mandato di Tedros in scadenza ad agosto 2027
La Cina ha annunciato la candidatura di una propria rappresentante alla guida dell'Organizzazione mondiale della sanità. Pechino propone per la massima carica nell'agenzia Onu per la salute Song Li, esperta di salute materna, come dichiarato dalla portavoce del ministero degli Esteri, Mao Ning, durante un briefing con la stampa. Una mossa che potrebbe accrescere l'influenza cinese sull'ente internazionale in seguito all'uscita degli Stati Uniti, prevista per quest'anno.
L'annuncio del gigante asiatico arriva dopo la scadenza del 24 settembre fissata per la presentazione delle candidature a questo ruolo. Song Li competerà con una rosa di sei nomi – tre uomini e tre donne – proposti da Qatar, Arabia Saudita, Belgio, Spagna, Indonesia e Botswana, per succedere all'attuale direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus, il cui mandato scade nell'agosto 2027. L'attuale Dg uscente non può ricandidarsi a causa del limite dei due mandati.
Nel dettaglio, i sei nomi proposti finora sono: Hanan Mohammed Al-Kuwari, proposta dal Qatar; Hanan Balkhy, proposta dall'Arabia Saudita; Hans Henri P. Kluge, che ha ricoperto l'incarico di direttore regionale dell'Oms Europa, proposto dal Belgio; María P. Neira, proposta dalla Spagna; Budi Gunadi Sadikin, proposto dall'Indonesia; e Gevorg Tamamyan, proposto dal Botswana.
La candidatura "dimostra il fermo sostegno della Cina al multilateralismo", ha affermato la portavoce Mao Ning, e "contribuirà a far sì che l'organizzazione svolga un ruolo più attivo nel migliorare la salute e il benessere di tutta l'umanità".
Secondo i dati dell'Oms, Song Li è a capo del Dipartimento per la salute delle donne e dei bambini nella Commissione sanitaria nazionale cinese e vanta una carriera ventennale. Ha partecipato alla stesura o all'organizzazione di diverse leggi relative alla salute di donne e bambini, inclusi ambiti quali la diagnosi prenatale e le tecniche di procreazione assistita.
L'iniziativa, secondo le analisi, offre a Pechino l'opportunità di colmare il vuoto lasciato dopo che il presidente statunitense Donald Trump ha ritirato gli Stati Uniti dall'organizzazione in seguito alla sua rielezione a gennaio. Trump ha a lungo accusato l'Oms di essere una "marionetta della Cina", in particolare durante la pandemia di Covid-19. La Cina, dal canto suo, aveva precedentemente accusato Trump di cercare di "scaricare le responsabilità" sull'Oms.
Se eletta, Song Li sarebbe la seconda cittadina cinese a guidare l'Oms dopo Margaret Chan, che è stata a capo dell'organizzazione tra il 2007 e il 2017.