Due giornate intense di prevenzione, vicinanza e solidarietà al Foro Italico di Roma. Un’esperienza fatta di centinaia di incontri, screening e gesti di gratitudine, che restituisce ai farmacisti il significato più autentico della loro professione.
Ci sono esperienze che si raccontano con i numeri. E altre che restano impresse soprattutto per le persone incontrate, per una stretta di mano, un sorriso, un “grazie” pronunciato alla fine di uno screening. La partecipazione dei farmacisti volontari all’edizione 2026 di “Tennis & Friends – Salute e Sport” al Foro Italico di Roma è stata entrambe le cose: un grande impegno sul fronte della prevenzione e, allo stesso tempo, un’esperienza umana difficile da dimenticare.
La nostra avventura è cominciata venerdì, con l’arrivo dei primi farmacisti volontari. Giorgio, Antonello e Angela sono giunti nel pomeriggio da L’Aquila per unirsi ai colleghi e preparare lo stand della Federazione degli Ordini dei Farmacisti (FOFI) in vista dell'apertura della manifestazione.
Già dalla mattina Luca e Alessandra avevano partecipato al corso intensivo organizzato dal partner tecnologico MedEA sull’utilizzo delle apparecchiature per gli elettrocardiogrammi e le analisi del sangue capillare. Nel pomeriggio, con il progressivo completamento degli allestimenti del Foro Italico, il gruppo si è messo subito al lavoro: materiali da sistemare, postazioni da organizzare, apparecchiature da predisporre e attività da pianificare nei minimi dettagli.
Grazie alla collaborazione con l’organizzazione di “Tennis & Friends” e al coordinamento di Gianfranco presente in rappresentanza della Federazione, lo spazio ha rapidamente preso forma. Sotto la regia operativa di Giorgio e Luca, ciascuno ha trovato il proprio compito e, nel giro di poche ore, tutto era pronto per accogliere i cittadini.
D'altra parte, organizzarsi rapidamente, fare squadra e trovare soluzioni è parte del DNA dei farmacisti volontari. La loro storia nasce nei drammatici giorni del terremoto de L’Aquila ed è proseguita durante il sisma del Centro Italia e in molte altre emergenze, nelle quali hanno portato assistenza, competenze e solidarietà alle popolazioni colpite. Esperienze che hanno insegnato loro il valore della prontezza, della collaborazione e, soprattutto, della capacità di esserci quando serve.
Sabato mattina è arrivata la risposta più bella. Ancor prima dell’apertura ufficiale, le persone erano già in attesa di poter accedere agli screening. Con l'inizio della manifestazione, l'afflusso è diventato rapidamente molto intenso e davanti allo stand si è formata una lunga fila.
Il servizio è stato organizzato per consentire a tutti un primo momento di valutazione, con raccolta dei dati, anamnesi e misurazione della pressione. Gli approfondimenti attraverso elettrocardiogramma (ECG) e analisi del sangue capillare sono stati quindi rivolti in particolare alle persone che presentavano parametri meritevoli di maggiore attenzione, come valori pressori o indice di massa corporea.
A fine weekend, i numeri restituiscono tutta la forza della partecipazione: 435 accessi per la misurazione della pressione e la raccolta dei dati, ai quali si aggiungono oltre 190 approfondimenti effettuati attraverso ECG e analisi del sangue capillare.
Il bilancio complessivo delle persone accolte e delle prestazioni effettuate ha confermato quanto forte sia, tra i cittadini, il bisogno di occasioni di prevenzione accessibili e vicine ela disponibilità a confrontarsi con i farmacisti per prendersi cura della propria salute.
A fermarsi allo stand sono stati anche numerosi rappresentanti delle istituzioni e volti noti. Tra loro i vicepresidenti del Consiglio Matteo Salvini e Antonio Tajani, il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, il presidente del Consiglio regionale Antonello Aurigemma, il professor Valerio Rossi Albertini, divulgatore scientifico del CNR e docente dell’Università di Roma Tor Vergata, oltre al professor Giorgio Meneschincheri, ideatore e anima di “Tennis & Friends”. Nel corso della manifestazione abbiamo avuto occasione di incontrare anche Mara Venier, Paolo Bonolis, Alberto Matano e Francesca Fagnani.
Ma i protagonisti di queste giornate sono stati soprattutto loro: Angela, Alessandra, Luca, Giorgio, Antonello, Francesca, Niccolò, Benedetta, Angela F., Chiara, Elisabetta, Matteo e Antonella, insieme a tutti coloro che, con il proprio lavoro, hanno contribuito a rendere possibile questa esperienza.
Perché dietro ogni prestazione ci sono state persone. Farmacisti che hanno lasciato per un fine settimana le proprie città, le proprie famiglie e le proprie attività per mettere gratuitamente tempo e competenze a disposizione degli altri.
E proprio uno dei momenti più significativi è arrivato quando la prima lunga giornata era ormai finita. Durante il viaggio notturno di ritorno verso Grosseto, Jacopo ha inviato un messaggio al gruppo. Poche parole, capaci però di commuovere tutti e di raccontare meglio di qualsiasi statistica il senso di ciò che stavamo vivendo.
A tenere unito il gruppo, anche a distanza, non è mai mancato il filo diretto con Enrica Bianchi, presidente dell’Associazione Nazionale dei Farmacisti Volontari per la Protezione Civile, che ha seguito costantemente le attività, condividendo l’orgoglio e la soddisfazione per il lavoro dei suoi ragazzi. Continuo anche il collegamento con il presidente della FOFI, Andrea Mandelli: fotografie, video e messaggi hanno scandito le due giornate. Impegnato in un appuntamento istituzionale in un’altra parte d’Italia, non ha potuto raggiungere il Foro Italico ma ha voluto far sentire costantemente la propria vicinanza ai farmacisti impegnati sul campo.
Eppure, alla fine, il dato più importante non compare in nessuna statistica.
È la gratitudine delle persone.
Come ha ricordato Jacopo, sono stati i tanti “grazie” ricevuti dai cittadini la ricompensa più grande per lo sforzo, la stanchezza, i chilometri percorsi e il fine settimana trascorso al servizio degli altri. Una ‘moneta’ che non si conta, ma che pesa moltissimo.
È forse proprio qui che questa esperienza restituisce il significato più profondo della professione. Essere farmacisti significa esserci: ascoltare, orientare, intercettare un bisogno di salute, dedicare tempo a una persona e contribuire concretamente alla prevenzione. Significa mettere le proprie competenze al servizio della comunità e costruire, incontro dopo incontro, quel rapporto di fiducia che da sempre lega il farmacista ai cittadini.
È questo ciò che portiamo a casa da “Tennis & Friends”: i volti delle persone incontrate, le storie ascoltate, il lavoro fatto insieme. E soprattutto rimarranno quei tanti, semplicissimi “grazie” che ci hanno ricordato perché, ogni volta, vale la pena esserci.