Sul fronte della disponibilità di apparecchiature, l'Italia si colloca ai primi posti con 3,7 unità ogni 100mila abitanti nel 2024 (in aumento rispetto al 2019), tuttavia la quota di donne 50-69 anni sottoposte a screening è ferma al 53,8% e in calo rispetto al 60,7% del 2019. Sette Paesi hanno aumentato la copertura, prima Slovacchia (+12,5%)
Aumentano, in Italia e in Europa, i centri e le apparecchiature per lo screening contro il tumore al seno, eppure in molti posti la partecipazione delle donne alla prevenzione diminuisce. Lo mostrano i dati Eurostat pubblicati oggi.
Nel 2024, Danimarca (82,1%), Svezia (82,0%) e Finlandia (81,6%) hanno registrato i tassi più elevati di screening per il tumore al seno tra le donne di età compresa tra i 50 e i 69 anni che si erano sottoposte a mammografia nei due anni precedenti. Seguivano a breve distanza Slovenia (77,8%) e Irlanda (71,2%). All'estremo opposto, Ungheria (27,2%), Cipro (29,2%), Polonia (33,8%), Lettonia (38,2%) e Austria (41,3%) hanno registrato i tassi più bassi di screening per il tumore al seno.
L’Italia ferma 53,8%, peraltro in calo rispetto al 60,7% del 2019.
Rispetto al 2019, i tassi di screening per il tumore al seno sono aumentati in 9 paesi dell'UE per i quali erano disponibili dati; gli incrementi maggiori sono stati osservati in Slovacchia (+12,5 punti percentuali - pp), Croazia (+10,0 pp) ed Estonia (+9,9 pp). In Svezia e Finlandia i tassi sono rimasti invariati, mentre negli altri 11 paesi dell'UE sono diminuiti, con variazioni comprese tra -0,4 pp in Irlanda e -21,8 pp a Malta.

Questo nonostante la maggiore disponibilità di servizi di mammografia. Tra i paesi dell'UE con dati disponibili (mancano, tra gli altri, Francia e Germania), la Grecia (con 7,6 unità) e Cipro (con 6,9) hanno registrato la maggiore disponibilità di unità mammografiche (apparecchiature progettate esclusivamente per l'esecuzione di mammografie) ogni 100.000 abitanti, seguite dall'Italia (3,7, il dato era 3,45 nel 2019). Per contro, Polonia, Cechia, Svezia e Romania hanno registrato la disponibilità più bassa, pari a 1,1 unità ogni 100.000 abitanti. Rispetto al 2019, il numero di unità per mammografia ogni 100.000 abitanti è aumentato in 10 paesi dell'UE – in particolare a Cipro (+1,3 unità) – ed è diminuito in 4, tra cui la Svezia (-0,8 unità) e Malta (-0,7). Negli altri 6 paesi, la disponibilità è rimasta invariata.
