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Coronavirus. Il Decalogo della Fofi per farmacie e parafarmacie “sicure” per pazienti e operatori
Individuate dieci semplici azioni efficaci ed importanti per la sicurezza dei pazienti e dei farmacisti. La Fofi ha inoltre inviato una richiesta pressante a ministero della Salute, Dipartimento della Protezione civile e a tutte le Regioni per ribadire la necessità di adottare, con la massima urgenza, misure di protezione anche per i farmacisti, nonché specifiche indicazioni a loro mirate, al fine di garantire adeguati livelli di sicurezza nell’esercizio della professione. IL DECALOGO FOFI
06 MAR - “Dal 24 febbraio, data in cui si è palesata l’emergenza dell’infezione da nuovo coronavirus, le farmacie lombarde, venete, emiliane e di tutto il paese che non hanno mai chiuso, sono rimaste disponibili anche nei giorni festivi, non hanno mai ridotto la loro operatività. Per questo ringrazio i farmacisti italiani che sul territorio, negli ospedali e nelle strutture del servizio sanitario si sono adoperati senza risparmio”, così Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani. 
 
“I nostri colleghi hanno svolto un’opera di informazione faccia a faccia con le persone, facendosi portavoce delle misure di igiene e prevenzione raccomandate da ISS e Ministero della Salute, anche colmando le lacune nell’informazione su alcune misure. Ma soprattutto rassicurando con la propria presenza. E tutto questo” prosegue Mandelli “continuando a svolgere le quotidiane funzioni di assistenza farmaceutica“. 
 
Per il presidente della FOFI, però è necessario che a livello centrale e regionale si riconosca il ruolo della professione in questa fase di emergenza: “La Federazione si è nuovamente rivolta a Ministero della salute, al Dipartimento della Protezione civile e a tutte le Regioni per ribadire la necessità di adottare subito misure di protezione anche per i farmacisti e di fornire specifiche indicazioni per l’operatività delle farmacie di comunità. Mi riferisco per esempio a misure che semplifichino le procedure di dispensazione dei medicinali e di gestione delle prescrizioni”. 
E per offrire un supporto informativo concreto la Fofi ha poi messo a punto 10 indicazioni operative per tutti i farmacisti italiani cui attenersi durante l'esercizio della loro attività quotidiana in farmacia per la tutela della salute dei pazienti e per la loro stessa tutela e protezione del contagio.
 
Ecco il decalogo della Fofi: 
 
1. Evitare assembramenti nei locali, eventualmente disciplinando gli accessi con l’apertura regolata delle porte di ingresso
 
2. Garantire una distanza minima di almeno un metro sia tra i pazienti presenti sia tra questi ultimi e i farmacisti al banco, nonché il personale addetto
 
3. Ove la specifica situazione territoriale sia valutata a rischio, indossare dispositivi di protezione individuale (mascherine e guanti)
 
4. Rendere disponibili ai cittadini nei locali i prodotti per la igienizzazione o disinfezione delle mani
 
5. Lavarsi frequentemente le mani ed evitare di toccarsi occhi, naso e bocca
 
6. Effettuare una pulizia accurata degli ambienti (in particolare, del bancone e dell’area prospiciente ad esso) con disinfettanti a base di alcol o cloro
 
7. Nebulizzare nell’ambiente spray igienizzanti
 
8. Esporre l’ultima versione del decalogo dell’istituto superiore di sanità, nonché eventuali altre informazioni di pubblica utilità
 
9. Sospendere le attività dei tirocini dei corsi di laurea per tutta la durata di interruzione delle attività didattiche negli atenei
 
10. Gestire i rapporti con i fornitori e con i loro incaricati in modo da limitare i contatti con i pazienti
 
La Fofi ha inoltre inviato una nota al Ministero della salute, al Dipartimento della Protezione civile e a tutte le Regioni per ribadire la necessità di adottare, con la massima urgenza, misure di protezione anche per i farmacisti, nonché specifiche indicazioni a loro mirate, al fine di garantire adeguati livelli di sicurezza nell’esercizio della professione.
 
In particolare, nella nota sono state avanzate le seguenti richieste:
- indicazioni operative, condivise ed uniformi su tutto il territorio nazionale, che consentano ai farmacisti e ai loro collaboratori di operare in modo corretto per la loro salute, garantendo al contempo la sicurezza dei cittadini con i quali entrano in contatto;
 
- misure organizzative, nei casi in cui si ravvisino le condizioni, tali da consentire un accesso alle farmacie aperte al pubblico con modalità contingentate o comunque idonee ad evitare assembramenti di persone;
 
- idonee procedure volte a facilitare l’erogazione delle prestazioni farmaceutiche, al fine di consentire un’efficiente gestione delle prescrizioni, garantendo l’accessibilità dei pazienti all’assistenza farmaceutica e la gestione dell’emergenza sanitaria in corso;
 
- apposite misure di protezione individuale anche per i farmacisti e il personale che opera negli esercizi commerciali di vicinato di cui all’art. 5 del D.L. 223/2006, convertito, con modificazioni, dalla L. 248/2006;
 
- disciplina delle esportazioni dei medicinali, di dispositivi medici e di presidi medico-chirurgici, anche sulla base del principio di precauzione, al fine di prevenire situazioni di rarefazione di tali prodotti sul territorio nazionale.
 
Dalla Fofi arriva infine un chiarimento circa i profili di responsabilità del farmacista datore di lavoro per contagio da Covid- 19 del dipendente. 
In proposito, Fofi mette in evidenza che la responsabilità del datore di lavoro è limitata all’applicazione delle misure in materia di salute e sicurezza sul lavoro di cui al D.Lgs. 81/2008, di tutte le indicazioni diramate dal Ministero della Salute, nonché di decreti e ordinanze, differenziati su base territoriale, emanati dalle competenti Autorità.
06 marzo 2020
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