Il ministro risponde a un question time di Forza Italia. "Nessun grande Paese europeo li rimborsa. L'Aifa ha confermato la non rimborsabilità degli anticorpi, il loro impiego resta sperimentale".
"L'invecchiamento della popolazione è tra le priorità di questo Ministero e l'Alzheimer ne è il volto più difficile." Lo ha dichiarato il ministro della Salute, Orazio Schillaci, rispondendo oggi in Aula alla Camera a un question time presentato da Forza Italia sulle risorse destinate alla lotta contro l'Alzheimer e le demenze.
Le risorse stanziate
Il ministro ha ricordato che la legge di bilancio per il 2026 ha destinato "fondi importanti alla lotta contro l'Alzheimer e le demenze: cento milioni per quest'anno e altre risorse negli anni successivi". Si tratta di fondi destinati alle Regioni, all'interno del fabbisogno sanitario nazionale standard, per "migliorare la protezione sociale dei malati, garantire la diagnosi precoce e assicurare una presa in carico tempestiva".
Schillaci ha annunciato di aver avviato interlocuzioni con il Ministro Giorgetti per la prossima legge di bilancio, affinché "una parte delle risorse deve continuare a servire per sostenere queste fasce fragilissime". Il ministro ha inoltre ricordato che il tema delle RSA "merita una soluzione normativa nazionale" e che il Governo ci sta lavorando.
I nuovi farmaci: non rimborsabili
Sul capitolo dei nuovi farmaci, al centro dell'interrogazione, Schillaci ha ribadito che "la nostra bussola è come sempre una sola: le evidenze scientifiche". "Questi farmaci rimuovono le placche dal cervello, è vero – ha riconosciuto il ministro – Oggi il beneficio clinico ancora non è chiaramente dimostrato, rimane modesto. Ci sono effetti di rischi gravi: gli eventi avversi noti come Amyloid-Related Imaging Abnormalities rendono necessario un impiego in contesti assistenziali adeguatamente strutturati."
Per questo, ha spiegato, "la Commissione scientifica dell'AIFA, in piena autonomia, lo scorso giugno ha confermato la non rimborsabilità di questi anticorpi. Il loro impiego più appropriato oggi resta quello sperimentale. Nessun grande Paese europeo, oggi, li rimborsa."
Accesso alle cure e disuguaglianze
Schillaci ha compreso la preoccupazione che muove l'interrogazione: "che l'accesso alle cure dipenda dal reddito o dalla Regione di residenza". Ma ha sottolineato che "è proprio una valutazione nazionale, unica e rigorosa, a impedire che questo accada: la stessa regola per ogni cittadino, ovunque viva".
"Quando le evidenze saranno solide, quelle terapie potranno entrare nel Servizio sanitario, in sicurezza e per tutti", ha concluso il ministro. "Nel frattempo, il nostro impegno rimane concreto: sulla diagnosi, sulla presa in carico, sul sostegno alle famiglie che ogni giorno convivono con questa terribile malattia."