West Nile continua a rappresentare la principale emergenza tra le arbovirosi in Italia. Al 3 novembre 2026 sono 790 i casi umani confermati, con 61 decessi e una circolazione del virus documentata in 88 Province di 20 Regioni. La letalità delle forme neuro-invasive autoctone si attesta al 14,3%, in calo rispetto al 19,6% registrato nello stesso periodo del 2025. Sul fronte della Dengue, i casi salgono a 376, di cui 76 autoctoni.
Sono i dati aggiornati al 3 novembre 2026 della sorveglianza nazionale delle arbovirosi coordinata dall'Istituto superiore di sanità, che fotografa la diffusione delle infezioni trasmesse da vettori nel nostro Paese.
West Nile: 790 casi e 61 decessi
Il West Nile Virus si conferma il fenomeno epidemiologico più rilevante. Il quattordicesimo bollettino settimanale registra 790 casi confermati nell'uomo, contro i 787 del precedente aggiornamento.
Di questi, 424 hanno sviluppato una forma neuro-invasiva, quella clinicamente più grave. Cinque sono casi importati, con esposizione alle Maldive, in Francia, Belgio, Grecia e Olanda. Si aggiungono 96 casi asintomatici individuati tra i donatori di sangue, 264 casi di febbre, di cui due importati dal Burkina Faso e dalla Grecia, cinque casi caratterizzati da altri sintomi e un ulteriore caso asintomatico.
Il bilancio complessivo comprende 61 decessi, uno dei quali relativo a un caso importato. Un dato particolarmente significativo riguarda la letalità delle forme neuro-invasive autoctone confermate, che si attesta al 14,3%. Un valore inferiore rispetto al 19,6% registrato nello stesso periodo del 2025.
La circolazione del virus interessa ormai un'ampia parte del territorio nazionale: sono 88 le Province nelle quali è stata dimostrata la presenza del West Nile Virus, distribuite in 20 Regioni.
Dengue: 376 casi, 76 sono autoctoni
Sul fronte della Dengue, dall'inizio dell'anno al 3 novembre sono stati confermati 376 casi. Di questi, 76 sono autoctoni, mentre gli altri risultano associati a viaggi all'estero. Nel 51% dei casi importati il luogo di esposizione indicato sono le Maldive.
I casi di trasmissione locale sono riconducibili a cinque focolai e ad altri due episodi che, sulla base delle indagini epidemiologiche disponibili, non risultano al momento collegati ad altri casi né tra loro. Non sono stati segnalati decessi.
Chikungunya e Zika: numeri più contenuti
Per quanto riguarda la Chikungunya, i casi confermati sono 30, di cui uno autoctono. Gli altri sono associati a viaggi internazionali, con le Seychelles indicate come luogo di esposizione nel 34% dei casi. Anche in questo caso non si registrano decessi.
Sono invece quattro i casi confermati di Zika virus, tutti importati e senza decessi.
Infine, la sorveglianza ha registrato nello stesso periodo 19 casi di infezione da Usutu virus: otto in Lombardia, quattro nel Lazio, due nelle Marche, due in Veneto e un caso ciascuno in Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna e Piemonte.