L'ultimo monitoraggio del Ministero della Salute non rileva variazioni significative negli accessi in Pronto Soccorso, salvo lievi incrementi a Venezia, Roma, Reggio Calabria e Palermo. Tra gli over 65 la mortalità complessiva è in linea con l’atteso, mentre gli eccessi registrati hanno interessato soprattutto gli over 85, in particolare al Nord
Luglio, come già giugno, è stato il secondo mese più caldo di sempre, ma nonostante le temperature elevate l’impatto sulla salute della popolazione in Italia è rimasto contenuto.
È quanto emerge dal Rapporto mensile sul sistema di monitoraggio e allerta in relazione alle ondate di calore e sulla sorveglianza della mortalità giornaliera e degli accessi in Pronto Soccorso, relativo al periodo dal 1° al 31 luglio 2026 e pubblicato nei giorni scorsi sul sito del Ministero della Salute. I dati sono stati raccolti dal Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale del Lazio (DEP) per il Ministero della Salute.
Sul fronte dell’assistenza sanitaria, in concomitanza con le ondate di calore registrate nel corso del mese non sono state osservate variazioni rilevanti nell’andamento degli accessi in Pronto Soccorso. Sono stati rilevati soltanto lievi incrementi a Venezia, Roma, Reggio Calabria e Palermo.
Un quadro sostanzialmente stabile emerge anche dalla sorveglianza della mortalità giornaliera. Considerando complessivamente la popolazione con più di 65 anni, la mortalità registrata a luglio è risultata in linea con quella attesa.
Nelle fasce di età 64-74 e 75-84 anni, in particolare, la mortalità è stata addirittura inferiore all’atteso. Gli eccessi di mortalità, dove registrati, si sono invece concentrati nella popolazione più fragile, ovvero tra gli over 85, soprattutto nelle città del Nord.