A Palazzo Ducale l'incontro promosso da Aifa su come misurare il valore di un farmaco oltre il costo. Il sottosegretario Gemmato: "Negli ultimi tre anni 18 miliardi in più alla sanità". Il presidente Nisticò: "Il farmaco non è solo una voce di spesa, è un investimento per la salute".
Come misurare il valore di un farmaco andando oltre il suo costo e considerando i benefici che produce sulla salute delle persone, sulla qualità della vita e sulla sostenibilità complessiva del Servizio sanitario. È il tema al centro dell'incontro "Misurare il valore dell'innovazione – Dalla valutazione del farmaco agli esiti di salute", promosso dall'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa), oggi a Palazzo Ducale a Genova.
Un confronto che ha coinvolto istituzioni nazionali e regionali su una delle principali sfide della sanità: garantire ai cittadini l'accesso alle terapie più innovative, valutandone l'efficacia nella pratica clinica e l'impatto sulla spesa sanitaria. Un tema particolarmente rilevante per la Liguria, regione caratterizzata da una popolazione longeva e da bisogni assistenziali in evoluzione.
Nicolò: "Non possiamo fermarci al costo della terapia"
"Siamo molto contenti che Aifa abbia scelto Genova per questo appuntamento. La valutazione dei farmaci innovativi è una questione strategica: la spesa farmaceutica è una voce importante del bilancio sanitario, ma non possiamo fermarci al costo della terapia", sottolinea l'assessore alla Sanità di Regione Liguria Massimo Nicolò.
"Dobbiamo considerare anche i risultati che produce sulla vita delle persone: oggi i farmaci consentono, in moltissimi casi, non soltanto di sopravvivere più a lungo, ma di vivere meglio, anche grazie alla possibilità di controllare patologie che in passato avevano prospettive molto più limitate. Questo significa migliorare la qualità della vita e può contribuire anche a ridurre altri costi, diretti e indiretti, legati alla malattia. Per una regione come la Liguria, dove la longevità è un dato strutturale, poter contare su terapie sempre più mirate e personalizzate è fondamentale. Ringrazio il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato e il presidente di Aifa Robert Nisticò, per la presenza a Genova e per il contributo a un confronto importante tra istituzioni nazionali e regionali".
Gemmato: "Negli ultimi tre anni 18 miliardi in più alla sanità"
"L'Italia è tra i Paesi più longevi al mondo, prima in Europa, con un'aspettativa di vita di 84,1 anni, e questo risultato è legato anche alla capacità del nostro Servizio sanitario nazionale di garantire cure efficaci e all'evoluzione della ricerca farmacologica", dichiara il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato.
"L'innovazione sta consentendo di cronicizzare patologie oncologiche e di trattare malattie rare e condizioni complesse, con benefici importanti per i pazienti, ma anche con un aumento della spesa. Negli ultimi tre anni il Governo ha destinato 18 miliardi di euro in più alla sanità e una quota significativa delle risorse è assorbita dalla farmaceutica. Dobbiamo continuare a investire, governando la spesa e ottimizzando l'impiego delle risorse, affinché il progresso terapeutico si traduca nella migliore cura possibile per tutti i cittadini".
Nisticò: "Il farmaco è un investimento per la salute"
Il presidente di Aifa, Robert Nisticò, ha richiamato l'importanza di un confronto tra istituzioni nazionali e Regioni per affrontare le trasformazioni legate all'innovazione terapeutica e individuare strumenti di valutazione capaci di considerare, oltre all'efficacia e alla sicurezza, gli esiti di salute e il valore complessivo delle cure.
"La ricerca sta portando sul mercato terapie profondamente diverse da quelle del passato, come le terapie geniche, le CAR-T e le tecnologie di editing genomico, capaci di incidere in modo significativo sulla progressione delle malattie e sulla qualità della vita dei pazienti", dichiara Nisticò.
"In questo scenario, il farmaco non può essere valutato soltanto come una voce di costo, ma deve essere considerato per il suo valore complessivo: quando una terapia è in grado di migliorare concretamente gli esiti di salute, diventa un investimento per la salute delle persone. Per valutare correttamente questa innovazione è sempre più importante mettere in dialogo clinici, economisti e pazienti, costruendo un approccio condiviso che tenga insieme benefici terapeutici, sostenibilità e bisogni reali dei cittadini".