Assofarm: "Un accordo non solo di lavoro, ma di forte condivisione sullo sviluppo strategico della farmacia pubblica". Pieri: "I nostri farmacisti diventano protagonisti dei servizi". Prevista una una tantum di 500 euro.
"Con i sindacati abbiamo raggiunto un accordo non solo di lavoro, ma di forte condivisione sullo sviluppo strategico della farmacia pubblica e sul suo ruolo nella futura sanità pubblica territoriale. A fronte di un sensibile miglioramento delle condizioni economiche, i nostri farmacisti dipendenti diventano i protagonisti dello sviluppo dei servizi in farmacia. È un contratto che permette alle farmacie di rispondere alle sfide che ci attendono".
Queste le prime parole a caldo del presidente di Assofarm Luca Pieri poco dopo l'approvazione da parte dell'Assemblea federale della bozza del CCNL dei farmacisti dipendenti delle Farmacie Comunali.
L'intesa con Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs prevede 220 euro mensili a regime al primo livello, 30 euro di indennità professionale per i farmacisti e una una tantum di 500 euro. Più in generale, il nuovo CCNL valorizza l'evoluzione della farmacia pubblica regolando il ruolo del farmacista nelle vaccinazioni e negli altri servizi, dalla prevenzione alla presa in carico.
"La portata di questo contratto è davvero notevole non solo per il tenore di vita dei nostri farmacisti, ma anche per la tenuta economica delle nostre aziende e per il futuro del servizio farmaceutico territoriale: il miglioramento delle condizioni economiche e lo sviluppo consulenziale della professione contribuiranno alla soluzione della carenza di farmacisti, fenomeno che ha già iniziato a dare i primi sintomi e che nei prossimi anni rischia di diventare sempre più grave", conclude Pieri.