Secondo il Financial Times le due aziende sono in trattative per un'operazione che darebbe vita a uno dei maggiori colossi del farmaco a livello globale. L'accordo rafforzerebbe la presenza di AstraZeneca negli Stati Uniti e potrebbe ridisegnare gli equilibri dell'industria farmaceutica internazionale.
AstraZeneca e Bristol Myers Squibb sarebbero impegnate in trattative per una fusione che, se portata a termine, darebbe vita a un gruppo dal valore di circa 400 miliardi di dollari, destinato a diventare il quarto produttore farmaceutico al mondo per capitalizzazione di mercato.
L'indiscrezione è stata pubblicata dal Financial Times, che cita fonti vicine al dossier. Secondo il quotidiano britannico, i colloqui tra le due aziende sarebbero in corso da alcuni mesi e potrebbero concludersi con un accordo nel prossimo futuro. Le stesse fonti precisano tuttavia che le trattative potrebbero anche subire rallentamenti o interrompersi senza arrivare a una fusione.
Attualmente AstraZeneca, seconda società quotata del Regno Unito per valore di mercato, ha una capitalizzazione di circa 264 miliardi di dollari, mentre Bristol Myers Squibb vale circa 133 miliardi di dollari.
Secondo il Financial Times, l'operazione sarebbe sostenuta dall'amministratore delegato di AstraZeneca, Pascal Soriot, alla guida del gruppo dal 2012. Una fusione con Bristol Myers Squibb consentirebbe alla multinazionale anglo-svedese di rafforzare ulteriormente la propria presenza negli Stati Uniti, il principale mercato mondiale del farmaco.
L'eventuale aggregazione avrebbe anche un importante valore strategico. Oltre a creare uno dei maggiori player globali nelle aree dell'oncologia, dell'immunologia e delle malattie cardiovascolari, alimenterebbe nel Regno Unito il dibattito sul progressivo spostamento del baricentro delle grandi imprese britanniche verso il mercato statunitense.
Se l'operazione dovesse concretizzarsi, rappresenterebbe una delle più grandi fusioni nella storia dell'industria farmaceutica e potrebbe innescare una nuova fase di consolidamento del settore, in un contesto caratterizzato dalla crescente competizione sull'innovazione terapeutica, dall'espansione dei farmaci biologici e delle terapie avanzate e dalla pressione sui brevetti dei blockbuster nei prossimi anni.
Al momento né AstraZeneca né Bristol Myers Squibb hanno rilasciato dichiarazioni ufficiali in merito alle indiscrezioni riportate dal Financial Times.