Contro la diffusione di arbovirosi in Italia (Dengue, Chikungunya e Zika), la Società Italiana d’Igiene (SItI) ribadisce la necessità di rafforzare la sorveglianza epidemiologica, entomologica e virologica, migliorare la tempestività delle segnalazioni e consolidare l’integrazione operativa tra Sanità umana, veterinaria ed ambientale in un’ottica “One Health”.
Con una stagione estiva fatta di temperature elevate, ondate di calore frequenti e condizioni favorevoli anche alla proliferazione dei vettori, al centro dell'attenzione tornano le arbovirosi, ovvero le malattie trasmesse da zanzare e altri artropodi. Lo ricorda la Società Italiana d'Igiene (SItI), che ribadisce la necessità di rafforzare la sorveglianza epidemiologica, entomologica e virologica.
Le prime segnalazioni di casi importati e autoctoni, registrate in diverse aree d'Italia con Dengue, Chikungunya e Zika, confermano come il rischio di diffusione di queste infezioni rappresenti ormai una realtà con cui il Servizio Sanitario Nazionale deve confrontarsi ogni anno.
La SItI condivide pienamente l’impostazione delineata dal Ministero della Salute e ribadisce la necessità di migliorare la tempestività delle segnalazioni e consolidare l’integrazione operativa tra sanità umana, veterinaria e ambientale secondo i principi dell’approccio “One Health”.
“Il contesto epidemiologico nazionale ed internazionale è caratterizzato dall’aumento dei flussi di viaggiatori, dai cambiamenti climatici e dalla crescente diffusione dei vettori. In queste condizioni diventa sempre più importante investire in prevenzione, sorveglianza e capacità di risposta tempestiva – afferma Enrico Di Rosa, presidente SItI –. Le arbovirosi non rappresentano più un rischio occasionale, o limitato a specifiche aree geografiche, ma una sfida strutturale per la Sanità Pubblica che richiede una programmazione stabile e un approccio pienamente preventivo”.