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Farmaceutica convenzionata. Nei primi 11 mesi del 2025 spesa al 6,4% del Fsn: sotto il tetto nazionale, ma otto Regioni superano il limite del 6,8%

Il dato conferma dunque una tenuta complessiva del sistema rispetto al vincolo nazionale, ma segnala anche il permanere di forti squilibri territoriali. La spesa convenzionata continua infatti a pesare in modo molto diverso sui bilanci regionali, con alcune Regioni stabilmente sopra il tetto e altre ampiamente sotto la soglia.

08 GIU -

Nei primi undici mesi del 2025 la spesa farmaceutica convenzionata netta si attesta a 7,5 miliardi di euro, pari al 6,40% del Fondo sanitario nazionale. Il dato nazionale resta quindi sotto il tetto programmato del 6,80%, con uno scostamento complessivo positivo di quasi 498 milioni rispetto al limite di spesa. Ma il quadro regionale evidenzia forti differenze: sono otto le Regioni che superano la soglia, con la Lombardia in testa per incidenza e per valore assoluto dello sforamento.

È quanto emerge dal monitoraggio Aifa sulla spesa farmaceutica convenzionata nel periodo gennaio-novembre 2025, che verifica il rispetto del tetto del 6,80% per singola Regione.

A livello nazionale, a fronte di un Fsn provvisorio di 124,07 miliardi, il tetto del 6,80% vale 8,437 miliardi. La spesa convenzionata da tetto, calcolata al netto dei payback e comprensiva del ticket fisso per ricetta, si ferma invece a 7,939 miliardi. Il risultato è uno scostamento negativo di 497,9 milioni, quindi un margine di capienza rispetto al tetto.

Il dato aggregato, tuttavia, nasconde una geografia molto disomogenea. Le Regioni in rosso sono Lombardia, Basilicata, Calabria, Sardegna, Campania, Abruzzo, Puglia e Molise. In cima alla graduatoria si colloca la Lombardia, con un’incidenza della spesa sul Fsn pari al 7,39%, in aumento rispetto al 7,09% registrato nel 2024. Lo scostamento assoluto supera i 124 milioni di euro, il valore più alto tra tutte le Regioni.

Segue la Basilicata, con un’incidenza del 7,34% e uno sforamento di 6,1 milioni, anch’essa in crescita rispetto al 7,03% del 2024. La Calabria registra un’incidenza del 7,27%, per uno scostamento di 18,5 milioni. Anche in questo caso il dato risulta superiore al 2024, quando l’incidenza era al 7,10%.

Sopra il tetto anche la Sardegna, con il 7,04% e uno scostamento di quasi 8 milioni; la Campania, al 7,00%, con oltre 23 milioni di superamento; l’Abruzzo, sempre al 7,00%, con 5,4 milioni; la Puglia, al 6,98%, con 15,1 milioni; e il Molise, al 6,96%, con poco più di un milione di sforamento.

Sul versante opposto, le Regioni con il margine più ampio rispetto al tetto sono il Veneto, con una spesa pari al 5,28% del Fsn e uno scostamento negativo di 155,4 milioni, l’Emilia-Romagna, al 5,16% con 154,4 milioni sotto il tetto, e la Toscana, al 5,41% con un margine di 108,5 milioni. Ampio anche il differenziale del Piemonte, che si colloca al 5,73% e resta sotto il tetto di 96,9 milioni.

Tra le grandi Regioni, il Lazio presenta un’incidenza del 6,51%, stabile rispetto al 2024, e rimane sotto il tetto di 34,8 milioni. La Sicilia si attesta al 6,43%, con un margine di 36,7 milioni. Le Marche sono al 6,61%, poco sotto la soglia, con 5,95 milioni di capienza.

Nel confronto con il 2024 il dato nazionale mostra un incremento dell’incidenza della spesa convenzionata sul Fsn, che passa dal 6,30% al 6,40%. L’aumento è particolarmente evidente in alcune Regioni già sopra il tetto, come Lombardia, Basilicata e Campania. In altri territori, invece, il quadro resta sostanzialmente stabile o in lieve miglioramento.

Il totale della spesa netta convenzionata ammonta a 7,732 miliardi. Dopo il payback dell’1,83%, pari a 157,4 milioni, e gli altri payback, pari a 73,2 milioni, la spesa netta si riduce a 7,501 miliardi. A questa si aggiungono 437,5 milioni di ticket fisso per ricetta, determinando la spesa convenzionata da tetto pari, appunto, a 7,939 miliardi.

Il dato conferma dunque una tenuta complessiva del sistema rispetto al vincolo nazionale, ma segnala anche il permanere di forti squilibri territoriali. La spesa convenzionata continua infatti a pesare in modo molto diverso sui bilanci regionali, con alcune Regioni stabilmente sopra il tetto e altre ampiamente sotto la soglia. Un elemento che, in vista della chiusura dell’anno, potrebbe riaprire il tema della governance regionale della farmaceutica territoriale e della capacità di controllo della spesa nei diversi sistemi sanitari.

08 giugno 2026
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