Il provvedimento avrà effetto immediato e dispone restrizioni a persone con passaporto non statunitense che siano state in Congo, Uganda o Sud Sudan nei 21 giorni precedenti.
Controlli di viaggio rafforzati, restrizioni all'ingresso e misure di salute pubblica: sono gli interventi disposti per "impedire l'ingresso del virus Ebola negli Stati Uniti, nel contesto delle epidemie in corso nell'Africa orientale e centrale", dai Cdc Usa (Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie) e dal Dipartimento per la sicurezza interna (Dhs) e le altre agenzie federali competenti.
La decisione è di oggi, lunedì 18 maggio 2026, e il provvedimento, che ha "effetto immediato" e "validità limitata nel tempo", rimarrà "in vigore per 30 giorni a decorrere dalla data di emissione", in attesa dell'esito di una valutazione completa in corso sul rischio per la salute pubblica. Fra le misure proattive indicate figurano anche "restrizioni all'ingresso" di viaggiatori con "passaporto non statunitense che siano stati in Uganda, nella Repubblica democratica del Congo o nel Sud Sudan nei 21 giorni precedenti".
L'obiettivo è "proteggere la salute e la sicurezza degli americani" in risposta all'epidemia da virus Bundibugyo che è stata dichiarata emergenza internazionale dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms).
L'agenzia Cdc "sta attuando misure mirate di sanità pubblica volte a ridurre il rischio, prevenendone l'introduzione negli Stati Uniti", spiega l'ente federale in una nota. "Queste misure si basano sulle attuali evidenze epidemiologiche, sulle continue valutazioni del rischio e sulla gravità della malattia Ebola. Il presente provvedimento avrà una durata di 30 giorni, con effetto immediato". Le misure includono anche il potenziamento degli screening di salute pubblica e il monitoraggio dei viaggiatori per chi arriva da aree colpite da epidemie di Ebola nella regione; il coordinamento con compagnie aeree, partner internazionali e funzionari dei punti di ingresso per identificare e gestire i viaggiatori che potrebbero essere stati esposti al virus; il potenziamento delle attività di risposta in materia di protezione sanitaria a livello portuale, tracciamento dei contatti, capacità di test e preparazione degli ospedali a livello nazionale. Prosegue anche l'invio di personale Cdc a supporto degli sforzi di contenimento dell'epidemia nelle regioni colpite.
"Al momento - scrive l'agenzia Usa - il Cdc valuta come basso il rischio immediato per la popolazione statunitense in generale, ma continueremo a valutare l'evolversi della situazione e potremmo adeguare le misure di salute pubblica man mano che saranno disponibili ulteriori informazioni. Se avete viaggiato nei Paesi colpiti - è il messaggio degli esperti dell'ente - siete invitati a monitorare gli avvisi sanitari di viaggio del Cdc e a consultare immediatamente un medico se, entro 21 giorni dal viaggio nelle aree colpite, sviluppate sintomi compatibili con Ebola, tra cui febbre, debolezza, vomito, diarrea o sanguinamento inspiegabile".