La presidente del Consiglio sottolinea il peso dell’industria farmaceutica italiana, con esportazioni superiori a 69 miliardi di euro. E rilancia la riforma della legislazione farmaceutica per semplificare le regole e favorire l’accesso alle nuove terapie. Sul Fondo sanitario nazionale: 146,3 miliardi nel 2027.
Una produzione da 74 miliardi di euro e un export che supera i 69 miliardi nel 2025.
Sono i numeri con cui la presidente del Consiglio Giorgia Meloni rivendica il ruolo strategico dell’industria farmaceutica italiana e rilancia l’impegno del Governo per rafforzarne la competitività e attrarre nuovi investimenti. Sul fronte sanitario, l’attenzione è rivolta all’accesso alle terapie innovative e alla sostenibilità della spesa, mentre sul piano normativo resta centrale il percorso verso il nuovo Testo unico della legislazione farmaceutica.
“Questo Governo ha sempre riconosciuto nell’industria farmaceutica uno dei settori trainanti del Made in Italy”, sottolinea Meloni in occasione di un evento a Latina evidenziando come ricerca scientifica, tecnologie avanzate e capacità industriale contribuiscano alla competitività del Paese e alla sua autonomia strategica. I risultati raggiunti, aggiunge, rappresentano uno stimolo a rafforzare ulteriormente l’attrazione degli investimenti e la valorizzazione delle eccellenze nazionali.
Ma il peso della farmaceutica, osserva la presidente del Consiglio, non si esaurisce nei risultati economici. Il suo valore si misura anche nella capacità di contribuire al progresso della medicina, rendere disponibili terapie più efficaci e migliorare la qualità e l’aspettativa di vita delle persone.
Spesa farmaceutica, la sfida tra accesso alle cure e sostenibilità
È in questa prospettiva che Meloni colloca anche il tema della spesa farmaceutica, chiamata a rispondere ai bisogni di una popolazione che invecchia e convive sempre più a lungo con patologie croniche.
“Sostenere la sanità pubblica significa investire nella prevenzione, nella capacità di risposta delle strutture e nella disponibilità di strumenti terapeutici adeguati”, afferma la premier, indicando la necessità di garantire l’accesso alle cure e, al tempo stesso, un utilizzo responsabile delle risorse.
“La sfida è coniugare appropriatezza, equità di accesso e impiego responsabile delle risorse, riconoscendo il valore delle nuove terapie come investimento nella salute dei cittadini”.
Un equilibrio che, secondo Meloni, deve accompagnare anche il rafforzamento del Servizio sanitario nazionale. La presidente del Consiglio richiama la crescita delle risorse destinate al Fondo sanitario nazionale dall’inizio della legislatura e sottolinea che la nuova legge di Bilancio approvata dal Governo prevede ulteriori stanziamenti, portando il Fondo a 146,3 miliardi di euro nel 2027.
Testo unico della farmaceutica, più certezza normativa e accesso all’innovazione
In questo quadro si inserisce il lavoro avviato dal Governo per la definizione del nuovo Testo unico della legislazione farmaceutica, una riforma che Meloni definisce attesa da decenni.
L’obiettivo è “semplificare l’impianto regolatorio e mettere un settore strategico per la salute e la competitività nelle condizioni di liberare al massimo il proprio potenziale”. Secondo la premier, una normativa più organica e aggiornata potrà favorire la programmazione, accelerare l’accesso all’innovazione, offrire maggiore certezza agli operatori e rafforzare la capacità dell’Italia di attrarre investimenti e creare occupazione.
Un percorso che, sottolinea, richiede politiche riconoscibili e durature per sostenere le eccellenze nazionali in un contesto internazionale caratterizzato da una competizione crescente.