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Farmaci. Scontro alla Camera sulle politiche di Trump. Gemmato: "Nessun effetto negativo". Ricciardi: "Farmaci innovativi calati del 67%"

Il sottosegretario alla Salute rassicura sull'impatto della clausola americana Mfn: "L'Aifa contratta bene, la spesa è sotto controllo". La deputata pentastellata replica: "Non è un problema di prezzi, è un attacco all'Europa. Dobbiamo tassare le big tech per contrattaccare".

30 OTT -

Un confronto acceso, quello andato in scena questa mattina in Aula alla Camera, sull'impatto delle politiche statunitensi sul prezzo dei farmaci. Oggetto dell'interrogazione presentata da Marianna Ricciardi (M5S): gli effetti del principio della "nazione più favorita" (Most Favoured Nation, Mfn) sul mercato italiano e sull'accesso alle terapie innovative. A rispondere, per il Governo, il sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato.

La difesa del Governo e il "complimento" all'Aifa

Gemmato ha respinto le preoccupazioni, partendo da una premessa: "Non siamo assolutamente un Paese povero; tutto si può dire, fuorché che l'Italia sia annoverato fra i Paesi poveri". Il sottosegretario ha rivendicato la performance dell'Agenzia italiana del farmaco: "Finalmente facciamo i complimenti al nostro ente regolatorio, perché riesce evidentemente a contrattare i prezzi dei farmaci in maniera estremamente accurata". E ha aggiunto: "Il costo dei farmaci ci viene riconosciuto basso perché abbiamo riformato l'Aifa e l'Aifa è sempre stata performante in tema di prezzi. Non abbiamo prezzi bassi perché siamo un Paese povero".

Sul fronte della spesa, Gemmato ha fornito i numeri del Governo: "Nel quinquennio 2014-2019, la spesa farmaceutica è cresciuta del 7 per cento; dal 2019 al 2024 del 7,2 per cento; l'anno scorso del 6 per cento. Abbiamo raffreddato la curva di crescita, pur aumentando la vita media dei cittadini e immettendo in commercio farmaci innovativi". E ha citato i dati Aifa dei primi mesi del 2026, con un aumento dell'1,1 per cento a gennaio e febbraio, definendo la curva "ulteriormente in flessione".

La posizione sulla politica del Mfn

Entrando nel merito dell'interrogazione, Gemmato ha spiegato che il Ministero della Salute segue "con particolare attenzione" gli effetti del modello statunitense. È stato istituito "uno specifico gruppo di lavoro" per analizzare le misure e valutare le conseguenze sull'accesso alle cure e sulla sostenibilità del Ssn. "Allo stato, non emergono evidenze di effetti negativi direttamente riconducibili alle politiche statunitensi sull'accesso ai medicinali in Italia", ha affermato il sottosegretario, precisando che le dinamiche sui tempi di accesso sono influenzate "da molteplici fattori di natura industriale, regolatoria e commerciale".

Quanto alla richiesta di rafforzare la trasparenza sulle negoziazioni, Gemmato ha evidenziato la necessità di conciliare la trasparenza con la riservatezza: "La divulgazione dei prezzi effettivi potrebbe indebolire la capacità negoziale dei sistemi sanitari". Infine, ha ricordato il ruolo del "Testo unico sulla legislazione farmaceutica" in esame alla Camera per rendere il Paese più competitivo e "evitare gli effetti nefasti del most favoured nation". E ha concluso con un appello: "Non facciamo polemica su tematiche che riguardano la pelle, la vita e la cura di milioni di cittadini italiani".

La replica di Ricciardi: "Non è un problema di prezzi, è un attacco frontale"

La deputata del M5S non ha gradito il tono della risposta e ha replicato punto su punto. "Non è mia abitudine essere polemica", ha esordito, respingendo l'accusa di speculazione. "Non ho detto che l'Italia è un Paese povero, ho detto che è un Paese meno ricco rispetto ai 25 Paesi, quindi di fatto è un po' più povero". Ricciardi ha poi contestato i dati sulla spesa, attribuendo l'aumento a "scelte di questo Governo", come lo spostamento di alcuni farmaci dalla distribuzione diretta a quella convenzionata.

Ma il cuore del suo intervento è stato un attacco frontale alla strategia dell'esecutivo di fronte a quella che ha definito "una tigre" americana. "Nei dieci mesi precedenti l'entrata in vigore della most favoured nation sono entrati in Italia 99 nuovi farmaci, nei dieci mesi successivi ne sono arrivati 33. C'è un calo del 67 per cento. Questo è un dato", ha tuonato Ricciardi.

"Non è un problema di prezzi, è un attacco frontale. Dopo averci imposto i dazi, dopo aver scelto di comprare più gas americano, dopo averci detto di comprare più armi, ora mettono a rischio l'arrivo dei farmaci innovativi in Italia e noi continuiamo a rispondere con una risposta pavida". La deputata ha poi lanciato una proposta: "Non è possibile che loro ci diano schiaffi e che noi continuiamo a porgere l'altra guancia. Dobbiamo contrattaccare: aumentiamo la web tax, tassiamo Google, Amazon, Meta, tassiamo l'intelligenza artificiale che viene prodotta in America".

E ha concluso con un monito al Governo: "Chi si fa pecora, il lupo se lo mangia. Dobbiamo decidere se continuare a subire passivamente o iniziare ad alzare la testa e contrattaccare quello che sta facendo Trump".

30 ottobre 2026
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