Il ministro della Salute spiega: “Occorre contribuire al controllo dell'epidemia alla fonte e sostenere i Paesi colpiti, e parallelamente garantire una preparedness europea efficace e coerente”.
"La presidente del Consiglio Giorgia Meloni solleverà il tema" dell'epidemia di Ebola in corso nell'Africa Centrale "anche in sede di Consiglio europeo, mentre conosciamo l'approccio auspicato nei giorni scorsi da Washington. Anche in tale ottica, propongo di valutare con urgenza di convergere in ambito Ue sul tipo di misure già adottate in Italia, che riteniamo idonee sia a garantire al meglio la sicurezza dei nostri cittadini, che a evitare dinamiche negative nei rapporti con gli Stati Uniti".
Così il ministro della Salute, Orazio Schillaci, intervenendo oggi a Lussemburgo all'Employment, Social Policy, Health and Consumer Affairs (Health) Council.
Ringraziando "la Presidenza, i commissari Várhelyi e Lahbib e tutti gli Stati membri per l'attenzione dedicata a questo tema delicato, anche con la videoconferenza informale dei giorni scorsi", Schillaci ha ribadito che "l'Italia valuta la situazione con vigile attenzione, senza allarmismi: il rischio per la popolazione europea al momento non è elevato: occorre contribuire al controllo dell'epidemia alla fonte, così come sostenere la risposta nelle nazioni colpite. In parallelo è necessario sempre garantire una preparedness europea efficace e coerente", ha aggiunto il ministro, ricordando che "in Italia abbiamo adottato linee-guida nazionali, fondate sulla stratificazione del rischio, che prevedono misure proporzionate per viaggiatori, contatti e casi sospetti, con una strutturazione della sorveglianza più elevata rispetto alla media degli Stati membri".