Secondo i dati della sorveglianza nazionale Iss, sono 70 i casi autoctoni di Dengue, riconducibili a cinque focolai di trasmissione locale e a un caso isolato. Per il West Nile virus si registrano 16 nuove infezioni e quattro decessi in più rispetto al precedente bollettino. La letalità delle forme neuroinvasive autoctone è del 14,8%, contro il 18,8% dello stesso periodo del 2025. Circolazione del virus accertata in 88 Province di 20 Regioni.
Sono 357 i casi confermati di Dengue, 30 quelli di Chikungunya e 4 le infezioni da Zika virus registrati in Italia dal 1° gennaio al 13 ottobre 2026. Per quanto riguarda il West Nile virus, i dati aggiornati al 14 ottobre indicano 770 casi confermati nell’uomo, 16 in più rispetto alla settimana precedente, e 61 decessi, quattro in più rispetto al precedente bollettino.
È quanto emerge dagli ultimi aggiornamenti del sistema di sorveglianza nazionale coordinato dall’Istituto superiore di sanità (Iss).
Dengue: 70 casi autoctoni e cinque focolai di trasmissione locale Dei 357 casi confermati di Dengue, 70 sono autoctoni, mentre i restanti 287 sono associati a viaggi all’estero. Per il 52% dei casi importati, il luogo di esposizione è rappresentato dalle Maldive. I casi autoctoni sono riconducibili a cinque focolai di trasmissione locale e a un ulteriore caso che, allo stato attuale delle indagini, non risulta epidemiologicamente collegato ad altri casi. Non sono stati registrati decessi.
Per quanto riguarda la Chikungunya, i casi confermati sono 30, di cui uno autoctono e 29 associati a viaggi all’estero. Nel 34% dei casi importati il luogo di esposizione è rappresentato dalle Seychelles. Anche in questo caso non si registrano decessi.
Sono invece quattro i casi confermati di infezione da Zika virus, tutti associati a viaggi all’estero e senza decessi.
West Nile: 770 casi e 61 decessi. Letalità delle forme neuroinvasive al 14,8% Secondo il dodicesimo bollettino settimanale della sorveglianza, i casi confermati di infezione da West Nile virus (WNV) nell’uomo sono saliti a 770, rispetto ai 754 del precedente aggiornamento. Di questi, 411 si sono manifestati nella forma neuroinvasiva, compresi cinque casi importati rispettivamente da Maldive, Francia, Belgio, Grecia e Olanda.
Sono stati inoltre identificati 96 casi asintomatici tra i donatori di sangue, 257 casi di febbre, di cui uno importato dal Burkina Faso, cinque casi con altri sintomi e un ulteriore caso asintomatico.
Tra i casi confermati sono stati notificati complessivamente 61 decessi, di cui uno relativo a un caso importato. La letalità, calcolata sulle forme neuroinvasive autoctone finora segnalate e confermate, è pari al 14,8%, rispetto al 18,8% registrato nello stesso periodo del 2025.
Il confronto con lo scorso anno evidenzia un numero di infezioni sostanzialmente analogo: nello stesso periodo del 2025 erano stati segnalati 767 casi e 69 decessi, contro i 770 casi e 61 decessi del 2026.
La circolazione del West Nile virus è stata dimostrata in 88 Province appartenenti a 20 Regioni.
Usutu virus: 18 casi segnalati in sette Regioni Nello stesso periodo sono stati segnalati anche 18 casi di infezione da Usutu virus, distribuiti in sette Regioni: otto in Lombardia, tre nel Lazio, due nelle Marche, due in Veneto, uno in Friuli-Venezia Giulia, uno in Emilia-Romagna e uno in Piemonte.
I dati sono consultabili nella dashboard nazionale sulle arbovirosi dell’Iss e nel dodicesimo bollettino della sorveglianza West Nile