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Manovra. La Sif guarda con interesse all'early access: "Ma serve un nuovo assetto, stop alla dipendenza dal payback"

Il presidente Genazzani: "Velocizzare l'accesso alle terapie è una questione di equità. Il payback è diventato strutturale e controproducente: va superato". L'allarme sui farmaci generici e biosimilari esclusi dal meccanismo, con il rischio di rendere il mercato meno competitivo.

03 NOV -

La Società Italiana di Farmacologia guarda con interesse alle proposte sul farmaco avanzate per la Manovra e alle posizioni espresse dal comparto industriale. Di particolare interesse, spiega la Sif in una nota, è la proposta sull'early access: "velocizzare l'accesso alle terapie che apportano miglioramenti considerevoli alla salute è una questione di equità e di tutela della salute dei cittadini".

"Una priorità per arginare la privatizzazione"

"Già nel 2024 avanzammo una proposta di early access molto simile a quella proposta adesso dal Governo e reputiamo che questa sia una priorità per il nostro sistema per arginare la deriva verso la privatizzazione della sanità", dichiara Armando Genazzani, Presidente della Società Italiana di Farmacologia. "Rimane ancora irrisolto il tema della clausola di salvaguardia nel caso in cui le successive negoziazioni non vadano a buon fine, ma siamo sicuri che il Governo troverà una soluzione".

Il nodo del payback

"Di altrettanto interesse è aver messo a disposizione ulteriori risorse, per quanto il sistema del payback rimanga un pilastro che non viene superato. È quindi fondamentale trovare un nuovo assetto che permetta la sostenibilità e, contemporaneamente, renda il mercato italiano attrattivo, riducendo la dipendenza dal payback". Genazzani solleva poi un problema specifico: "Ancora una volta, inoltre, farmaci generici, biosimilari e farmaci acquistati attraverso gare non vengono esclusi da questo strumento, rischiando così di rendere questo mercato sempre meno competitivo e di portare alla scomparsa dal mercato di farmaci a basso costo che hanno però importanti risvolti per la salute".

"Un meccanismo controproducente"

Sul payback il presidente della Sif è netto: "Il tema è estremamente complesso e ha raggiunto un'entità tale da essere diventato strutturale. Questo porta però a distorsioni, come un incremento del costo delle terapie, che devono tenere conto del payback, e la necessità di questa restituzione per chiudere il bilancio delle Regioni. Come per qualunque elemento strutturale, il suo superamento non è semplice, ma è diventato necessario poiché il meccanismo è controproducente".

"La spesa farmaceutica è controllata"

Infine, una precisazione sul monitoraggio della spesa: "È importante sottolineare che la spesa farmaceutica è estremamente controllata: è in aumento, ma non è fuori controllo. Sarebbe importante trovare strumenti di monitoraggio di pari efficacia per tutte le altre voci che concorrono alla spesa sanitaria. Questo permetterebbe di ottimizzare l'intera spesa sanitaria e di non concentrarsi esclusivamente sulla spesa farmaceutica, come troppo spesso accade", conclude Genazzani.

03 novembre 2026
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