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Infiltrazioni di cortisone nell’anca e nel ginocchio: radiologi Usa lanciano allarme complicanze
Fino al 10% dei pazienti ‘infiltrati’ nell’anca e il 4% di quelli trattati con iniezioni intra-articolari di cortisone nel ginocchio, presentano una complicanza che può essere anche importante: osteonecrosi, frattura da insufficienza sotto-cartilaginea e malattia osteo-articolare rapidamente progressiva. Vista la popolarità di queste procedure gli esperti invitano ad un’accurata selezione dei pazienti che, in fase di consenso, dovrebbero essere informati dettagliatamente della possibilità di queste complicanze.
15 OTT - Uno studio appena pubblicato su Radiology rivela che le infiltrazioni di cortisone a livello di anca e di ginocchio potrebbero essere dannose per alcuni pazienti o causare complicanze importanti.
 
La ricerca, effettuata dalla Boston University School of Medicine (BUSM), ha evidenziato che le iniezioni intra-articolari di corticosteroidi possono provocare un’accelerazione delle patologie osteo-articolari fino alla distruzione dell’articolazione.
 
L’artrosi dell’anca e del ginocchio sono tra le condizioni reumatologiche più comuni e migliaia di persone al mondo ogni giorno vengono sottoposte a infiltrazioni di cortisone, nonostante ci si interroghi da tempo sui loro effettivi benefici.
 
I ricercatori americani hanno preso in esame tutti i loro pazienti sottoposti a infiltrazioni dell’anca o del ginocchio nel 2018, scoprendo così che l’8% aveva presentato delle complicanze (il 10% dei pazienti trattati a livello dell’anca, il 4% di quelli sottoposti a infiltrazioni del ginocchio).
 
“Abbiamo osservato – riferisce Ali Guermazi, direttore della radiologia presso il VA Boston Healthcare System e professore di radiologia alla BUSM - che queste iniezioni possono essere molto pericolose perché possono dare complicanze quali osteonecrosi, frattura da insufficienza sotto-cartilaginea e malattia osteo-articolare rapidamente progressiva. Le iniezioni intra-articolari di corticosteroidi dovrebbero essere seriamente ponderate in tutti i loro pro e contro e il paziente, nel dare il consenso informato, dovrebbe essere messo al corrente della possibilità di queste complicanze.”
 
Un allarme non infondato questo dei ricercatori americani anche perché le infiltrazioni di cortisone sono sempre più utilizzate per trattare il dolore derivante dalle patologie osteo-articolari di ginocchio e anca. Gli autori dello studio invitano inoltre la comunità scientifica radiologica a impegnarsi in ricerche di elevata qualità sull’argomento per comprendere meglio le condizioni potenzialmente a rischio prima della procedura e per meglio comprendere i potenziali eventi indesiderati conseguenti a questi trattamenti, al fine di evitare possibili complicanze.
 
Maria Rita Montebelli
15 ottobre 2019
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