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Martedì 18 DICEMBRE 2018
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Giornata mondiale del diabete. Quest’anno è dedicata alla famiglia “culla della prevenzione. Perché ormai è un problema globale
E’ dedicata alla famiglia l’edizione 2018 e quella 2019 della Giornata Mondiale del Diabete. Perché tutte le famiglie sono ormai toccate da questa condizione e perché la prevenzione deve iniziare a casa. Fin da bambini e addirittura prima del concepimento. E’ necessario parlare di prevenzione anche alle nuove generazioni ma per farlo servono strumenti e linguaggi adeguati. La Società Italiana di Diabetologia ci prova, con il concorso fotografico su Instagram #MoveAndTheCity, lanciato in questi giorni
14 NOV - Sono 4 milioni gli italiani con diabete, più un altro milione che non sa di esserlo. E quelli con prediabete (una condizione che può portare al diabete nell’arco di 5 anni) sono altri 6 milioni. In pratica un italiano su 6 si trova a fare i conti con il diabete e con lui la sua famiglia. Un dato sul quale riflettere in occasione della giornata mondiale del diabete che sia quest’anno, che nel 2019 è dedicata a ‘diabete e famiglia’.
 
Contro le cifre spaventose delle proiezioni per gli anni a venire, l’unico baluardo al quale affidarsi è quello della prevenzione. Si parla tanto di diabete urbano, di strategie da implementare a scuola o sul posto di lavoro, di sugar tax. Ma qualcosa nelle strategie  di prevenzione messe in campo fino ad oggi non ha evidentemente funzionato. Bisogna cambiare le parole per parlare di prevenzione e forse anche i ‘luoghi’.
 
A cominciare dalla famiglia, che può essere tanto culla di sane abitudini, quanto ‘matrigna’ di stili di vita scorretti. Per questo la famiglia, intesa come nucleo di persone che si amano e si prendono cura le une delle altre, può giocare un ruolo decisivo.
 
“E’ arrivato il momento di cambiare decisamente strategia per combattere questo inarrestabile aumento dei casi di diabete – afferma il professor Francesco Purrello, presidente della Società Italiana di Diabetologia – Sappiamo quali sono i principali fattori responsabili di questa epidemia: sedentarietà e alimentazione scorretta, sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo. In modo coerente, la SID ha aderito all’iniziativa volta ad introdurre anche nel nostro paese la ‘Sugar Tax’, che deve però essere inserita in un contesto più ampio di iniziative che investano i vari campi della prevenzione, dall’alimentazione sana ed equilibrata, alla lotta alla sedentarietà, alla promozione dell’attività fisica”.
 
Dedicare il tema della giornata mondiale alla famiglia rappresenta una valida strategia di prevenzione, che offre anche un’adeguata sottolineatura epidemiologica perché ormai, visti i numeri del diabete, è logico presumere che il ‘diabete riguardi ogni famiglia’(diabetes concerns every familyè lo slogan della giornata mondiale) e la riguardi peraltro in maniera ‘longitudinale’, dalla nascita (e ancor prima, dalla gravidanza), all’età avanzata.
 
Il diabetepuò riguardarela famiglia in tanti modi diversi: “Come ad esempio – spiega il professor Agostino Consoli, presidente eletto della Società Italiana di Diabetologia – nella possibilità di dare alla luce un bambino perfettamente sano. Per una donna diabetica, i rischi di malformazione per il feto o di complicanze per il neonato sono maggiori che per una donna non diabetica. Maggiori, ma non così elevati da dover vivere nell’angoscia una così bella fase della vita. Maggiori, ma non talmente elevati da dover scoraggiare la gravidanza. Maggiori, ma sicuramente ‘abbattibili’, attraverso una gravidanza consapevole ed un controllo glicemico ottimale al concepimento e per tutta la gestazione. Il diabete riguarda anche l’insieme delle famiglie ed il tessuto sociale. Perché per prevenire e battere il diabete sono necessari interventi profondi nelle scuole, nei luoghi di lavoro, nei centri di aggregazione sociale. E’ necessario ripensare i layout delle nostre città. E’ necessario che tutta la popolazione e tutte le famiglie vengano coinvolte in una incessante opera di aumento della consapevolezza”.
 
 “Il diabete – riflette il professor Giorgio Sesti, presidente della Fondazione Diabete Ricerca – è una patologia unica nel suo genere perché insorge a tutte le età, da quella neonatale a quella senile. Ed è anche una patologia cronica, che necessita di interventi su stili di vita e trattamenti farmacologici a lungo termine e di gestione condivisa delle eventuale complicanze. In questo scenario la famiglia ha un ruolo fondamentale nella prevenzione del diabete tipo 2 legato ai non corretti stili di vita, in quanto può aiutare con esempi virtuosi e compartecipati alla realizzazione di programmi dietetici e di attività motoria. Inoltre la famiglia assume un ruolo chiave nella difficile gestione del diabete tipo 1 in età pediatrica, dove la compartecipazione familiare ha una importanza sostanziale nella educazione del bambino volta al controllo ottimale della glicemia. La famiglia ha anche un ruolo basilare nella gestione del paziente anziano non autosufficiente che richiede non solo cure adeguate ma anche affetto familiare”.
 
"Oggi i fattori socio-economici e culturali caratteristici delle nostre città – riflette il professor Andrea Lenzi, ordinario di Endocrinologia dell’Università ‘Sapienza’ di Roma, presidente del Comitato Nazionale per la Biosicurezza, le Biotecnologie e le Scienze della Vita e presidente dell’Health City Institute – rappresentano un potente volano per la diffusione delle malattie croniche non trasmissibili (NCDs) come il diabete, un fenomeno che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha recentemente definito come la 'nuova pandemia', capace di compromettere la qualità della vita delle generazioni future e la prosperità delle città stesse. Proprio allo scopo di supportare le istituzioni e le amministrazioni locali nello studio e nella divulgazione di una cultura della ‘salute nelle città’ è nato Health City Institute (HCI), un think tank indipendente che agisce a supporto dell’implementazione di azioni effettive per la creazione di contesti urbani più sostenibili. Tra gli obiettivi, la lotta all'urban diabetes: grazie al progetto Cities Changing Diabetes, un'iniziativa promossa dall’University College London (UCL) e dallo Steno Diabetes Center,si studia il legame fra il diabete e le città e si promuovono iniziative per salvaguardare la salute e prevenire la malattia. Il programma ha già coinvolto 17 metropoli in tutto il mondo: l’Italia sta portando il proprio contributo con le città di Roma, la metropoli con il maggior numero assoluto di persone con diabete, e di Milano, insieme alle advocate cities partner Bari, Bologna e Torino". 
 
“Dobbiamo avviare un vero e proprio movimento di opinione che porti nel tempo ad un radicale cambiamento culturale – conclude il professor Francesco Purrello – Arginare i danni causati dal cibo spazzatura e offrire incentivi a chi pratica attività fisica riducendo di pari passo il peso corporeo. Questo ridurrà il numero di nuovi casi di diabete e porterà ad un miglior controllo della malattia nei casi già diagnosticati. Non arrendiamoci al diabete. E’ necessaria una forte alleanza e comunione d’intenti di società scientifiche, organizzazioni sanitarie e forze politiche per organizzare una campagna di sensibilizzazione continua e su vasta scala. Dobbiamo essere convinti e convincenti. Cerchiamo di trarre da queste riflessioni un nuovo slancio per affrontare con decisione e continuità una campagna di sensibilizzazione dell’opinione pubblica che inizi domani e duri tutto l’anno, fino alla Giornata Mondiale 2019”.

"Vivere in un’area urbana oggi – afferma l’onorevole Roberto Pella, co-presidente dell’Intergruppo Parlamentare ‘Qualità di Vita nelle Città’ – si accompagna a cambiamenti sostanziali degli stili di vita e delle abitudini, ove elementi come sedentarietà, cattiva alimentazione, fattori ambientali inquinanti diventano concause dello sviluppo di malattie croniche come il diabete. Per tale ragione la promozione della salute come bene comune deve diventare una priorità d'azione durante il mandato di Sindaci e decisori politici a tutti i livelli. A loro spetta, infatti, il ruolo di individuare un nuovo modello di governance collaborativa, tramite il quale le istituzioni stesse, insieme a imprese, organizzazioni della società civile e cittadini possano contribuire alla progettazione di un nuovo assetto urbano in cui la salute, con le sue molte determinanti, assuma il ruolo chiave".
 
"Se ci riferiamo alla stima secondo cui nei prossimi decenni la popolazione urbana rappresenterà il 70 per cento della popolazione globale – ricorda la senatrice Daniela Sbrollini co-presidente dell’Intergruppo Parlamentare ‘Qualità di Vita nelle Città’ – già attualmente in Italia il 37 per cento della popolazione risiede nelle 14 Città Metropolitane per un totale di circa 22 milioni di abitanti: è necessario identificare strategie di azione per rendere maggiormente consapevoli governi, regioni, città e cittadini dell’importanza della promozione della salute nei contesti urbani, affrontando il carico di onerosità che le malattie croniche come il diabete portano con sé, immaginando un nuovo modello di welfare urbano e partecipativo. L’Italia oggi può essere in prima linea nello studio di queste dinamiche correlate alla salute se sapremo interagire e confrontarci con un approccio multidisciplinare, integrato e coerente, per dare risposta all’urgenza dei bisogni espressi, che é poi l'obiettivo per cui è nato l’Intergruppo Parlamentare ‘Qualità di Vita nelle Città’ è nato". 
 
#MoveAndTheCity: famiglie in movimento contro il diabete. Il concorso fotografico della SID suInstagram
La Società Italiana di Diabetologia aderisce dunque allo spirito della Giornata Mondiale del Diabete 2018, focalizzata sul ruolo della famiglia, cercando di esplorare anche nuovi linguaggi, come quello ‘no word’ di Instagram, che comunica per immagini ad una platea universale (un miliardo gli utenti attivi mensili a giugno 2018, 19 milioni gli utenti attivi mensili in Italia a settembre 2018). Per questo la SID, in occasione della Giornata Mondiale 2018 ha lanciatoil concorso fotografico #MoveAndTheCity che viaggerà su Instagram e sugli altri canali social della SID. “Come Società Italiana di Diabetologia e Fondazione Diabete Ricerca – afferma la professoressa Simona Frontoni, responsabile SID delle attività per la giornata mondiale del diabete – invitiamo chi ci segue attraverso i nostri canali social ad esplorare la città insieme ai propri cari per raccontarci con una foto in che modo l’intera famiglia si tiene in movimento. Correre al parco, andare in bicicletta al lavoro, raggiungere a piedi le proprie mete, tanti possono essere gli spunti per la foto da postare su Instagram e che potrebbe essere la vincitrice del nostro concorso”.Il vincitore del concorso fotografico verrà premiato a Riccione, nel corso del congresso Panorama Diabete (9-13 marzo 2019).
 
Queste le regole del concorso:
1) Scatta una foto che racconti in che modo la tua famiglia si tiene in movimento in città
 
2) Postala su Instagram con l’hashtag #MoveAndTheCity
 
3) Scrivi nella didascalia (caption) cos’è per te il concetto del tenersi in forma in famiglia, anche in città.
 
Il concorso partito il 9 novembre, si concluderà il 16 febbraio 2019.
 
Ogni settimana, la giuria di esperti, composta da Irene Alison, giornalista, esperta di progetti di fotografia nei nuovi media, Massimo Siragusa, fotografo esperto di ambienti urbani, docente di fotografia allo IED a Mario Peliti, editore, fotografo, attualmente direttore della galleria del Cembalo di Palazzo Borghese sceglierà una best of the week che verrà ri-postata sull’account Instagram della SID.
 
Il premio (Fotocamera Sony Alpha 7RII full-framedel valore di 2.300,00 euro, offerta dalla storica azienda fotografica Forniture Guido Sabatini di Roma) verrà consegnato in occasione dell’inaugurazione del Congresso ‘Panorama Diabete’ della Società Italiana di Diabetologia che si terrà a Riccione dal 9 al 13 marzo 2019.
 
La giornata mondiale del diabete
Il World Diabetes Day (WDD) è stato creato nel 1991 dalla International Federation of Diabetes e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità; solo nel 2006 questa giornata è stata inclusa nelle ‘giornate’ delle Nazioni Unite, a seguito della risoluzione 61/225. La scelta è caduta sul 14 novembre perché è l’anniversario della nascita di Sir Frederick Banting, il ricercatore che ha scoperto l’insulina nel 1922, insieme a Charles Best, e che con questa scoperta ha di fatto sancito l’inizio dell’era del trattamento del diabete, fino ad allora malattia dalla prognosi infausta, soprattutto nel tipo 1.
 
La giornata mondiale si celebra attualmente in 160 nazioni e raggiunge con le sue iniziative un pubblico di oltre 1 miliardo di persone. Un’audienceimmensa e un’occasione unica per fare awareness. Ma non basta.
 
Sarebbe auspicabile che quest’opera di sensibilizzazione proseguisse tutto l’anno perché i numeri del diabete e dell’obesità, un’epidemia strettamente interconnessa a quella del diabete di tipo 2, descrivono uno scenario che è preoccupante oggi, ma catastrofico per gli anni a venire. Le proiezioni per il 2045 prevedono 736 milioni di persone con diabete nel mondo per un costo di 1 trilione di dollari. Cifre del tutto insostenibili per i budget sanitari di tutto il pianeta.
14 novembre 2018
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