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Violenza sulle donne. Farmacisti di Treviso sentinelle, al via campagna informativa e buone pratiche
Sensibilizzazione a tutto campo e un aiuto concreto alle donne vittime di violenza. L’iniziativa dell’Ordine farmacisti di Treviso e di Soroptimist club, con il patrocinio di Farmacieunite e Federfarma. Oltre a informare le donne, è stato realizzato un volantino illustrativo destinato ai singoli farmacisti per offrirgli informazioni utili per contrastare il fenomeno, anche segnalando i casi sospetti, e per contattare i centri antiviolenza territoriali.
22 NOV - Il 25 novembre ricorre la “Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne” voluta dall’ONU nel 1999. Giornata simbolica per ricordare che questa violenza è ancora una realtà troppo diffusa, e l'Ordine dei Farmacisti della Provincia di Treviso, con il patrocinio delle associazioni di categoria Farmacieunite e Federfarma di Treviso, aderisce alla campagna di sensibilizzazione contro la violenza di genere, promossa dal Soroptimist Club di Conegliano e Vittorio Veneto grazie alla sensibilità della Presidente Jane Helen Wood.

La campagna di sensibilizzazione e di aiuto per le vittime di violenza consiste nella distribuzione a tutte le farmacie della provincia di Treviso di sacchetti sui quali è riportato in evidenza il numero 1522, numero unico nazionale a cui rivolgersi in caso di violenze, abusi o stalking.

La novità di quest’anno è la consegna di un volantino illustrativo destinato a supportare i singoli farmacisti con informazioni relative alla struttura e alla rete di contrasto alla violenza, dal quale possono reperire informazioni, contatti e riferimenti dei centri antiviolenza territoriali. “In tal modo i farmacisti possono diventare delle vere e proprie sentinelle sul territorio – spiega in una nota il presidente dell’Ordine Farmacisti di Treviso, Giuseppe Losego - indicando alle vittime di violenza i punti di aiuto più vicini a cui rivolgersi, oppure segnalando direttamente alle strutture di aiuto le vittime di violenza”.

“In questo territorio non c’è paese in cui non ci sia una farmacia, i farmacisti sono a diretto contatto con le famiglie, le stesse famiglie hanno molta fiducia nei farmacisti – osserva Maria Cama, consigliere dell’Ordine che ha seguito in prima persona questa iniziativa – pertanto possiamo svolgere un ruolo importantissimo: consigliare alle possibili vittime di violenza che si manifesta in varie forme, non solo fisica, di farsi aiutare. E se servirà, anche segnalando la presunta situazione di violenza”.

Questa iniziativa si inserisce in un percorso cominciato già da alcuni anni con la Rete territoriale interistituzionale che raccoglie una pluralità di soggetti trasversali: Tribunali, Forze dell’Ordine, Università, Amministrazioni civili, Uffici scolastici, Ulss, Enti di accoglienza, Ordini professionali (farmacisti, medici, psicologi, giornalisti, assistenti sociali ed altri). Ognuna di queste istituzioni si impegna a promuovere al proprio interno e ad estendere all’esterno le buone pratiche di sensibilizzazione contro la violenza di genere, ad attuare risorse e progetti comuni per contrastare la discriminazione e l’abuso sulle donne, a condividere tra loro procedure codificate di accoglienza e presa in carico delle vittime, a promuovere l’aggiornamento e campagne di prevenzione e informazione verso i cittadini, a sostenere percorsi educativi rivolti alle scuole, elaborare i dati relativi al fenomeno sulla violenza per studi, ricerche, report.

“Il quadro normativo di riferimento a livello regionale – spiegano i promotori dell’iniziativa - è indirizzato al sostegno delle donne nei loro percorsi di autonomia e si concretizza sia attraverso il supporto alle strutture di accoglienza, quali i Centri antiviolenza e Case Rifugio, sia attraverso il consolidamento della rete territoriale. Uscire da una situazione di violenza è un percorso complesso, difficile e spesso discontinuo, i servizi di aiuto a disposizione delle donne sono quindi pensati su diversi livelli di intervento: dal numero di pubblica utilità 1522 che rappresenta una prima possibilità di riscontro ed indirizzamento, per proseguire con i Centri antiviolenza e le Case Rifugio”.

La rete di protezione è di fondamentale importanza per le donne vittime di violenza: prima di iniziare il percorso di uscita dalla violenza, il 40% delle donne si è rivolta ai parenti per cercare aiuto, il 30% alle forze dell’ordine, il 19,3% ha fatto ricorso al pronto soccorso e all’ospedale.

In Italia, nel 2022 le vittime segnalate al 1522 sono donne nel 97,7% dei casi, di età compresa tra i 35 e i 54 anni, nell’80,9% dei casi sono italiane e nel 53% dei casi hanno figli. La violenza riportata è soprattutto la violenza psicologica (77,8%), seguita dalle minacce (54,5%) e dalla violenza fisica (52,3%). Nel 66,9% dei casi vengono segnalate più tipologie di violenze subite dalle vittime.

La violenza riportata alle operatrici del 1522 è soprattutto una violenza nella coppia: il 50% da partner attuali, il 19% da ex partner e lo 0,7% da partner occasionali. Dalle informazioni raccolte dalle operatrici del 1522 risulta che la maggior parte delle vittime donne dichiara di non aver denunciato la violenza subita (69,3%) per paura della reazione del violento (20% dei casi), o per non compromettere il contesto familiare (18,5% dei casi). Ma persiste una parte consistente (7,1% dei casi) che non procede alla denuncia perché non ha un posto sicuro dove andare.

In Veneto, il numero delle strutture collocate nel territorio regionale sono: 26 Centri antiviolenza; 17 Case Rifugio A; 10 Case Rifugio B.
Completano l’elenco delle strutture operanti in Veneto i 38 sportelli di centri antiviolenza già operativi. Sommando il numero dei centri antiviolenza e quello degli sportelli, i punti di accesso per le donne nella Regione Veneto sono 91, distribuiti in tutte le province, con un’offerta di servizio in aumento rispetto agli anni precedenti.

Centri di aiuto per uomini
UNA CASA PER L’UOMO – CAMBIAMENTO MASCHILE Spazio di ascolto per uomini che agiscono violenza nelle relazioni affettive Montebelluna (TV) - tel. 345 9528685 - email: cambiamentomaschile@gmail.com
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