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Spesa farmaceutica. È bufera sulle misure di razionalizzazione della regione Umbria. Contro aziende, farmacisti, associazioni e opposizione in Consiglio regionale
Quelli che solo pochi giorni fa erano stato definiti dal direttore regionale della sanità umbra Massimo D’Angelo “non tagli alle prescrizioni ma appropriatezza secondo le indicazioni dettate dall’Agenzia italiana del farmaco” sono invece stati accolti come veri e propri tagli all’assistenza farmaceutica da parte di Farmindustria, Federfarma, Cittadinanzattiva e Dem umbri. IL PROVVEDIMENTO DELLA DISCORDIA.
21 OTT -

Aziende farmaceutiche, associazioni di pazienti, farmacisti e opposizione in consiglio regionale sono scesi in campo in questi giorni contro la nota della direzione regionale della sanità umbra con la quale si richiamano le Asl al rispetto di “tutte le disposizioni inerenti l’assistenza farmaceutica assunte da settembre 2021 ad oggi ed in particolare alla DGR 305 del 30/03/2022”.

Le disposizioni, come sottolineato proprio nei giorni scorsi dallo stesso direttore Massimo D’Angelo in una conferenza stampa al fianco del presidente e dell’assessore alla sanità, nascono “alla luce del fatto che l’Umbria è la regione in cui le prescrizioni segnano un numero decisamente più alto per quantità di farmaco e alto costo, ha ribadito la necessità di portare le aziende sanitarie verso un riequilibrio garantendo però la salute della popolazione”.

“Non tagli alle prescrizioni quindi, ma appropriatezza secondo le indicazioni dettate dall’Agenzia italiana del farmaco”, avevano detto in conferenza stampa gli esponenti regionali.

Una visione che evidentemente non ha convinto la filiera del farmaco, medici, associazioni e opposizioni che hanno appunto ribadito la loro contrarietà a quello che il presidente di Farmindustria Marcello Cattani ha definito oggi come un provvedimento che “limita il diritto alla salute dei pazienti, che vengono privati della terapia più appropriata, e la libertà dei medici che non potranno più in scienza e coscienza scegliere e prescrivere la cura migliore. E questo perché obbligati a rispettare tetti di spesa ospedaliera totalmente sottodimensionati e non adeguati ai reali bisogni dei cittadini”.

Per Cattani a dettare la linea della Regione sono “motivazioni puramente economicistiche, che non garantiscono l’applicazione del principio, sancito dalla Costituzione, dell’univocità dell’assistenza farmaceutica, perché non tiene in considerazione le valutazioni regolatorie e scientifiche effettuate a livello centrale da parte dell’Agenzia italiana del farmaco”.

“La salute – continua Cattani - è il bene più prezioso da tutelare e un investimento sociale ed economico e non un costo. E i cittadini non devono essere discriminati a seconda della Regione in cui vivono. Per questo è sempre più urgente abbandonare la logica dei silos, dei tagli lineari, dei tetti di spesa, dei payback, basata su una visione che fa male a tutti”.

“Ecco perché è più che mai necessaria una cabina di regia nazionale – conclude il Presidente di Farmindustria - che renda omogenea l’erogazione delle prestazioni e dunque delle cure a tutti i cittadini. Per il bene del Paese.”

Nei giorni scorsi era intervenuta anche la presidente di Cittadinanzativa Anna Lisa Mandorino ha parlato di provvedimenti che “per il modo in cui sono formulati e per la sostanza stessa, appaiono preoccupanti, alcuni probabilmente illegittimi, e, perciò, meritano molta attenzione”.

Per il presidnete di Federfarma Mauro Cossolo, poi, "nella tipologia di misure adottate dalla Regione Umbria per ridurre la spesa farmaceutica, si rilevano possibili presupposti di illegittimità, in quanto è nota a tutti la sentenza della Corte Costituzionale che prevede non solo il divieto di incidere sulla libertà prescrittiva del medico, ma anzi crea i presupposti per sanzionare il medico che accetti detto tipo di imposizioni”.

E per i i consiglieri regionali PD Simona Meloni, Michele Bettarelli, Tommaso Bori e Fabio Paparelli, “il provvedimento in questione finalizzato a fornire una risposta allo sforamento della spesa farmaceutica regionale certificata dalla Corte dei Conti, darà luogo a tagli lineari e al ricorso sistematico ai farmaci a più basso costo terapia, senza tenere conto delle singole patologie”.

“A parità di indicazioni terapeutiche - proseguono - un cittadino umbro si troverà ad avere a disposizione un farmaco di vecchia generazione rispetto ad un altro più innovativo e costoso. Nessun livello di tolleranza o discrezionalità sarà concesso ai medici che, in caso non intendessero allinearsi a questo diktat, rischiano d’incorrere addirittura nel reato di danno erariale”.

Leggi qui la nota integrale della direzione generale della sanità umbra con tutte le indicazioni alle Asl per il contenimento della spesa

21 ottobre 2022
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