Il Ministero della Salute, di concerto con il Ministero per lo Sport e i Giovani, ha approvato con il decreto del 28 maggio 2025 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.168 del 22 luglio 2025) la nuova lista delle sostanze e pratiche mediche il cui impiego è considerato doping. Il provvedimento recepisce l’elenco stilato dall’Agenzia Mondiale Antidoping (WADA) in vigore dal 1° gennaio 2025 e mira a garantire un aggiornamento puntuale e conforme agli standard internazionali.
La struttura dell’Allegato III: una classificazione in cinque sezioni
Sezione 1: Classi vietate
Le sostanze e pratiche sono suddivise in tre grandi gruppi:
- Sempre vietate (in gara e fuori gara): sostanze non approvate (S0), agenti anabolizzanti (S1), ormoni peptidici e fattori di crescita (S2), beta-2 agonisti (S3), modulatori ormonali (S4), diuretici e agenti mascheranti (S5).
- Vietate solo in gara: stimolanti (S6), narcotici (S7), cannabis e derivati (S8), glucocorticoidi (S9).
- Vietate solo in determinati sport: alcool (P1) e betabloccanti (P2).
Sezione 2: Principi attivi vietati
Include l'elenco dettagliato dei principi attivi vietati, classificati secondo le sezioni sopra elencate. Tra questi si trovano sostanze come l'androstendione, la nandrolone, la stanozololo, e molti altri agenti ad azione anabolizzante, stimolante o mascherante.
Sezione 3: Medicinali contenenti principi attivi vietati
In questa sezione sono indicati i medicinali presenti sul mercato che contengono i principi attivi proibiti, utili per l’identificazione diretta da parte di atleti e medici sportivi.
Sezione 4: Elenco alfabetico
È fornito un elenco in ordine alfabetico dei principi attivi vietati e dei rispettivi medicinali contenuti nel mercato italiano, utile per una rapida consultazione e verifica.
Sezione 5: Pratiche e metodi vietati
Questa sezione comprende:
Manipolazione del sangue: reintroduzione di sangue (autologo o omologo), emoglobine modificate, composti per il trasporto dell’ossigeno.
Manipolazione chimico-fisica: alterazioni dei campioni biologici, infusioni oltre 50 ml in 6 ore se non giustificate clinicamente, assunzione di sostanze che alterano l’escrezione urinaria.
Doping genetico: trasferimento di acidi nucleici o uso di cellule geneticamente modificate.