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Giovedì 20 SETTEMBRE 2018
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Incidenti domestici (e stradali) per 3,5 milioni di italiani: dieci volte in più di quelli sul lavoro. Più colpiti anziani e donne. E nel 28% dei casi c’è bisogno di ricovero ospedaliero 
Nel  mirino incidenti stradali,  infortuni domestici e infortuni nel tempo libero, nel normale ambiente di vita cioè, che hanno causato lesioni, vale a dire ferite, fratture, ustioni, contusioni, lussazioni, e così via dieci volte di più di quelli sul lavoro, nei 12 mesi precedenti l’indagine che l’Istat ha fatto per il 2015 nell’ambito del rapporto sulle condizioni di salute e ricorso ai servizi sanitari in Italia e nell'Unione europea.
21 GEN - Oltre 3,5 milioni di italiani, in un anno, hanno avuto un infortunio o un incidente e di questi quasi un milione hanno avuto bisogno di un ricovero ospedaliero.
 
Non si sta parlando di lesioni causate da atti volontari da parte di altre persone (aggressioni) oppure di incidenti e infortuni sul lavoro. A rilevare quelli ci pensa l’Inail che nei primi sette mesi del 2017 ne ha contati oltre 380mila con quasi 600 morti e  una intensificazione delle cosiddette “morti bianche” del 5,2% rispetto all’anno precedente.

Si sta parlando di incidenti stradali,  infortuni domestici e infortuni nel tempo libero, nel normale ambiente di vita cioè,  che hanno causato lesioni, vale a dire ferite, fratture, ustioni, contusioni, lussazioni, e così via dieci volte di più di quelli sul lavoro, nei 12 mesi precedenti l’indagine che l’Istat ha fatto per il 2015 nell’ambito del rapporto sulle condizioni di salute e ricorso ai servizi sanitari in Italia e nell'Unione europea.

Su Quotidiano Sanità dell’indagine Istat sono state pubblicate finora le analisi relative alle malattie croniche e l’assistenza domiciliare,  alle cure dentali , al ricorso a medici di famiglia e specialisti,quella sui motivi delle rinunce alle cure,  l’analisi di quanti italiani soffrono di dolore fisico e quella di chi ha la percezione di un sostengo sociale debole, intermedio o forte da parte delle persone che lo circondano.

Un tipo di rilevazione che mostra quasi una parità di sesso, pur sempre con un leggero “vantaggio” delle donne: oltre 1,7 milioni di incidenti e cure mediche sono toccate ai maschi, oltre 1,8 milioni alle femmine e i primi hanno subito per questi 487mila ricoveri, le seconde, sicuramente più soggette agli incidenti domestici, 502mila.

E una situazione che dai dati rilevati ancora una volta dimostra il peso di un’aggravante per tante persone che sfocia nel ricorso ai servivi sanitari: l’età.

Degli oltre 3,5 milioni di italiani che hanno subito un incidente, infatti, più di 1,7 milioni (circa la metà) sono persone con più di 65 anni e con una intensificazione degli episodi dannosi oltre i 75 (più di un milione di incidenti solo in questa fascia di età).

Anche dal punto di vista della necessità di un ricovero ospedaliero per colpa dell’incidente/infortunio sono maggiormente vittime gli anziani: quasi 700mila dei 989mila ricoveri (nel 28% circa degli incidenti/infortuni, quindi) sono toccati a loro, ancora una volta più concentrati (circa 400mila) tra gli over 75. E soprattutto, stavolta, tra le donne: ne sono finite in ospedale quasi 500mila oltre i 65 anni.

Il rovescio della medaglia è che tra quelli che hanno avuto un incidente/infortunio, 1,567 milioni non ha avuto bisogno di ricovero e 916mila persone (quindi quasi quanto quelle finite in ospedale) nemmeno di cure mediche. Ma in questi casi il peso dell’età è decisamente minore  per chi dal medico c’è finito senza passare dall’ospedale (sono “solo” 729mila) e svanisce nel caso non siano state necessarie particolari cure: si arriva a circa 250 mila, ma la distribuzione nelle fasce di età – over 65 e over 75 che dividono equamente la cifra i primi con 105mila incidenti senza cure mediche e i secondi con 152mila  – è analoga a quella nelle altre fasce più giovani. Anzi, i più “colpiti” sono tra 45 e 54 anni con 191mila incidenti senza interventi medici.

Come dire, gli anziani da soli proprio non ce la fanno e sono comunque sempre quelli più seriamente danneggiati e che più spesso finiscono in corsia, anche perché magari, come hanno dimostrato altre rilevazioni Istat, c’è carenza di assistenza sul territorio.

Non c’è molta differenza tra aree geografiche dove si verificano gli incidenti, anche se è sempre un po’ più avanti il Nord Est che sia nella fascia di età oltre i 15 anni (8,3%) che in quella oltre i 65 (9,6%) conta più incidenti/infortuni delle altre aree, mentre la quota minore è in entrambi le fasce di età al Sud rispettivamente con il 4,7 e il 6 per cento.

Anche il titolo di studio stavolta influisce poco e semmai in questo caso va meglio agli anziani più colti, così pochi che la quantificazione non è “ritenuta significativa” dall’Istat.

Nemmeno il reddito è determinante. Tanto che le differenze oltre i 15 sono minime e vanno dal 6,1% nel primo quintile (il più povero) al 7,3% nel secondo quintile, con il quinto, il più ricco, al 7,2% e una media tra tutte le fasce del 6,9 per cento.

Stesso discorso, anche se con percentuali più alte, vale per gli over 65 che mostrano però percentuali leggermente più distaccate, dal 7,1% del quintile più ricco al 9,2% del secondo quintile, con una media dell’8 per cento.

Le differenze maggiori in questo caso sono rispetto alle percentuali di chi ha avuto bisogno di un ricovero (in media 27,7% con percentuali più alte nelle fasce più povere oltre i 15 anni e 37,9% oltre i 65 con il picco del 44,5% nel primo quintile) e di chi non ha nemmeno avuto bisogno di cure (solo 14,4% degli over 65 con il 9,9% del quintile più ricco contro il 25,6% di chi ha più di 15 anni con il picco al 30,3% per il quintile di reddito più povero).

Quindi: anziani e donne più a rischio in casa (infortuni domestici e infortuni nel tempo libero) che fuori casa (incidenti stradali). Ma soprattutto per loro un tasso maggiore di ricoveri ospedalieri. Sicuramente perché l’età è un’aggravante di determinate situazioni che richiedono maggiori accertamenti e controlli, ma anche perché tutto questo sul territorio non si riesce ancora ad assistere come si deve.
 
 

 

 

 

 
 
 
  
21 gennaio 2018
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