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Farmacie. Fatturato di 24,2 miliardi di euro nel 2019, lo 0,7% in meno del 2018. I dati IQVIA
Prosegue la flessione dell’etico, sceso sia in termini di volumi (2,4%) che in termini di fatturato (-1,3%). Buon andamento degli integratori (+3,1%). Leggera contrazione della parafarmacia a 848 milioni di eur. Il fatturato dei corner degli iper-supermercati cala dell’1,1% a 672 milioni. Negli iper- supermercati senza corner il calo è più marcato a 1.692 milioni (-4,4%).
21 FEB - Il mercato italiano dei prodotti venduti in farmacia chiude il 2019 con un fatturato annuale totale di 24,2 miliardi di euro, segnando uno 0,7% in meno rispetto al 2018. A descrivere lo scenario è IQVIA, provider globale di dati in ambito sanitario, farmaceutico, tecnologie innovative, consulenza e servizi di ricerca clinica.

“Il mercato - spiega IQVIA nella nota che illustra l’andamento - nasconde una distinzione tra il comparto “etico” (medicine da prescrizione), che rappresenta ancora il 58,6% delle vendite in farmacia, e quello commerciale. Nel 2019, l’etico registra una diminuzione dell’1,3% a 14,2 miliardi di euro, cioè una perdita totale di fatturato di circa 180 milioni di euro, mentre a volumi il calo è stato del 2,4%. Accanto al calo del mercato etico, IQVIA registra un forte aumento della distribuzione per conto (DPC), più 16% a valori (2,7 miliardi di euro) e più 11% a volumi. La DPC permette al paziente di ritirare i farmaci in confezione ospedaliera in farmacia, pertanto al di fuori del monitoraggio della spesa convenzionata, e comporta una remunerazione più bassa per la farmacia”.

Il comparto commerciale e quello dell’autocura, invece, confermano un trend positivo a oltre 10 miliardi di euro (+0,1%), ma calano le vendite a volumi dell’1,9%.

“Il calo del fatturato dei prodotti etici in farmacia - commenta Sergio Liberatore, Amministratore delegato di IQVIA Italia - è costante da anni, sia a causa della ‘genericazione’ di molti farmaci da prescrizione, sia per il forte controllo esercitato sulla spesa farmaceutica convenzionata. Infatti, negli ultimi anni è stato esercitato un forte controllo sulla spesa farmaceutica convenzionata - ricetta rossa - il cui costo è a carico dello Stato. Oggi la dispensazione del 90% dei farmaci più innovativi - e pertanto più costosi - avviene attraverso l’ospedale o l’ASL con l’obiettivo di ridurre i costi attraverso l’acquisto diretto di medicinali dall’industria farmaceutica. Questo ha influito pesantemente sulla redditività della farmacia.  Negli anni scorsi, la diminuzione dei ricavi era stata compensata dalla capacità dei farmacisti di vendere nuovi prodotti ad alta marginalità come gli integratori, i farmaci da banco, le creme e i cosmetici. Nel 2019, tuttavia, l’andamento del comparto commerciale non neutralizza completamente, come è successo in anni precedenti, la decrescita del mercato totale”.

Per quanto riguarda il mercato commerciale, nel 2019, il comparto dei prodotti da banco di autocura (per es. aspirina, tachipirina) in farmacia registra vendite per 2,3 miliardi (-0,2%), e un calo a volumi del 3,2%.  Gli integratori, invece, continuano la loro crescita a valori del 3,1% nel 2019 per un giro d’affari di 3,8 miliardi, e un aumento a volumi dell’1,1%. Questa crescita è evidente sul mercato italiano da molti anni. Per il 32% dei consumatori italiani il farmacista rappresenta una figura di riferimento per l’uso degli integratori per la propria salute, mentre per il 42% il consiglio viene dal medico.

Il comparto cura della persona (creme, cosmetici, ecc.) è in leggero aumento in farmacia nel 2019 (+0,8%) a due miliardi di euro, con un calo a volumi dello 0,5%. In questo segmento, la farmacia è particolarmente apprezzata dal cliente che cerca la qualità dei prodotti, la capacità di ascolto e il consiglio professionale, distinguendosi dai canali più commerciali.

In farmacia è in calo il comparto del parafarmaco (siringhe, termometri, ecc.) a 1,6 miliardi (-5,7%), mentre è meno evidente il calo delle vendite a volumi (-3,8%). Anche il mercato del nutrizionale (latti in polvere, alimenti per celiaci, ecc.) è in diminuzione a 400 milioni (-4,3%), meno 5,8% a volumi. Quest’ultimo comparto risente particolarmente della concorrenza della grande distribuzione organizzata (GDO) dove i prodotti vengono venduti a un prezzo minore. Infatti, nel nutrizionale la GDO vende circa il 62% del fatturato del comparto.

“Se si confrontano le vendite della farmacia con quelle della parafarmacia e della grande distribuzione organizzata nel mercato dei prodotti commerciali - spiega ancora IQVIA - il quadro dimostra la  resilienza della farmacia. Infatti, mentre la farmacia fattura dieci miliardi in questo settore e rappresenta complessivamente il 75,7% del fatturato, le vendite della parafarmacia diminuiscono dell’1,1% a 848 milioni di euro. Per quanto riguarda la GDO, il fatturato dei corner degli iper-supermercati cala dell’1,1% a 672 milioni di euro. Nel caso degli iper- supermercati senza corner il calo è più marcato a 1.692 milioni di euro (-4,4%)”.

Secondo i dati di IQVIA, in Italia c’è un trend di crescita delle vendite online a doppia cifra. Nel 2018, il valore dell’e-commerce farmacia in Italia è stato di circa 155 milioni di euro, con un’accelerazione di oltre il 60% rispetto ai 96 milioni del 2017. Secondo le previsioni di IQVIA, il mercato italiano continuerà a crescere arrivando nel 2019 a fatturare 240 milioni di euro, mentre nel 2020 si prevedono vendite per 315 milioni di euro. “Se queste stime di crescita a doppia cifra saranno confermate - spiega la nota -, l’Italia diventerà il terzo mercato europeo nel 2020, dietro alla Germania e alla Francia”.

“In realtà, comunque - chiarisce IQVIA, i numeri delle vendite online di prodotti da farmacia in Italia anche se crescono a doppia cifra sono ancora piccoli, infatti oggi rappresentano appena l’1,9% del totale del fatturato. Si tratta infatti di una quota esigua rispetto al totale mercato, ma l’e-commerce è un servizio che il consumatore sta chiedendo in maniera sempre più decisa e rappresenta una prospettiva positiva per il futuro".

Secondo l’analisi di IQVIA, per quanto riguarda i prodotti da farmacia, il principale fattore che spinge il consumatore all’e-commerce è il prezzo. “Su internet il cliente ha la possibilità di confrontare i prodotti, le offerte e gli sconti e di acquistare il bene al prezzo più competitivo. Ma ci sono anche altri parametri che influenzano la decisione, per esempio, per alcuni, è importante la riservatezza, l’acquisto on-line permette al consumatore di mantenere l’anonimato fisico. Inoltre, gioca un ruolo importante la comodità di fare shopping 24 ore al giorno, sette giorni alla settimana senza dover uscire di casa. Elemento non trascurabile specialmente se si è ammalati”.

Per quanto riguarda il numero di farmacie, attualmente se ne contano circa 19.100 in Italia. Sulla redditività media della farmacia ha inciso anche l’apertura, negli ultimi anni,  di circa 300 nuove farmacie all’anno. “Questo ha determinato una riduzione media del bacino di utenza della singola farmacia pari al 7% negli ultimi tre anni. Si tratta di un fenomeno in controtendenza rispetto al resto d’Europa, infatti, il nostro paese è al momento l’unico ad aumentare i punti vendita, una tendenza destinata comunque a stabilizzarsi, come già avvenuto in Spagna. In Inghilterra e Germania, al contrario, le farmacie stanno chiudendo”.

In conclusione, il mercato della farmacia, come tutti i mercati retail, “sta vivendo delle profonde trasformazioni, ma se vuole mantenere il suo ruolo come “dispensatore di salute”, il farmacista deve continuare sulla via dell’innovazione offrendo prodotti e servizi nuovi”.
21 febbraio 2020
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