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Governo. Conte rinuncia e rimette il mandato. Saltano le trattative sul nome di Savona al Mef
Prima la convocazione ufficiale del Quirinale per il premier incaricato. Poi, in maniera del tutto irrituale, i due leader di Lega e M5S si presentano da Mattarella. Il nodo resta quello legato a Paolo Savona all'Economia. Altissima la tensione per il veto del Quirinale. Fallisce anche l'ultimo tentativo di mediazione del premier incaricato che, a quel punto, rinuncia e rimette il mandato. Ora possibile governo elettorale per traghettare il Paese al voto dopo l'estate
27 MAG - Sul nome di Paolo Savona al Ministero dell'Economia naufraga il Governo giallo-verde guidato da Giuseppe Conte. A nulla è servito l'ultimo tentativo di mediazione. In serata il premier incaricato ha rinunciato e rimesso il suo mandato. Già nel pomeriggio filtrava un forte pessimismo per l'esito delle trattative.
 
Nel pomeriggio, a sorpresa ed in maniera del tutto irrituale, a salire sul Colle erano stati i due leader di Lega e MoVimento 5 stelle, Matteo Salvini Luigi Di Maio. A seguito di questi due incontri si era registrata immediatamente un'altissima tensione per la conferma del veto del Quirinale nei confronti di Paolo Savona all'Economia. Il comunicato stampa con cui l'economista aveva provato a spiegare la sua posizione sull'Europa pare non sia servito ad ammorbidire la posizione del presidente della Repubblica nei suoi confronti. 
 
Nella nota Savona spiegava: "Voglio un’Europa diversa, più forte, ma più equa". Ma se il governo giallo-verde non riuscisse ad ottenere risultati soddisfacenti nelle sue trattative in Europa, quale scenario si potrebbe prospettare? Resterebbe valido quel "bisogna preparare un piano B per uscire dall'euro" scritto nel suo ultimo libro? L'economista sorvolava su questo punto ed evitava di esprimersi in maniera chiara su quello che continuava a rappresentare il principale scoglio alla sua candidatura.
 
Resta il fatto che nella lista che Conte ha presentato a Mattarella, quello di Savona era l'unico nome scritto da Lega e M5S al Mef. Dal Quirinale sottolineavano come in Costituzione non sia presente l'istituto del veto ma, sul nome di Savona, "ci si trova davanti a un irrigidimento delle forze politiche" sulla squadra di governo, a fronte di "rilievi di merito su un aspetto fondamentale della impostazione dell'esecutivo".

A questo punto è possibile che venga formato un governo elettorale per traghettare il Paese al voto dopo l'estate. 
 
Giovanni Rodriquez
27 maggio 2018
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