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Interrogazioni/2. Gemmato su riabilitazione pazienti oncologici: “Dovrà essere inserita nei Pdta”
"Auspico che l'attuazione a livello regionale del Piano oncologico nazionale, appena sarà approvato, possa garantire cure e percorsi di riabilitazione più appropriati e uguali sul territorio nazionale". Così il sottosegretario alla Salute rispondendo ieri in Commissione Affari sociali all'interrogazione sul tema presentata da Zanella (Avs).
26 GEN -

La riabilitazione dei pazienti oncologici "dovrà essere inserita a pieno titolo nei Pdta e dovrà essere prevista l'attivazione di percorsi di riabilitazione precoci, personalizzati e globali (sanitari, sociali, lavorativi, finanziari), per il completo reinserimento delle persone nella società, utilizzando come strumento operativo il Piano riabilitativo individuale (Pri). Auspico che l'attuazione a livello regionale del Piano oncologico nazionale, appena sarà approvato, possa garantire cure e percorsi di riabilitazione più appropriati e uguali sul territorio nazionale".

Così il sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato, rispondendo ieri in Commissione Affari sociali all'interrogazione sul tema presentata da Luana Zanella (Avs).

Di seguito la risposta integrale del sottosegretario Gemmato.

"Proprio in considerazione dell'urgente esigenza di migliorare le azioni per la prevenzione, le diagnosi, la cura e l'assistenza al malato oncologico, nonché la sua riabilitazione, in termini di efficacia, efficienza, appropriatezza e gradimento dei pazienti, tenendo conto anche delle potenzialità offerte dalla ricerca e dall'innovazione, come è noto, è stato elaborato da un apposito Tavolo di lavoro inter-istituzionale il nuovo «Piano Oncologico Nazionale» quale documento di pianificazione e indirizzo per la prevenzione e il contrasto del cancro per il quinquennio 2022-2027, finalizzato a migliorare il percorso complessivo di contrasto delle patologie neoplastiche, contenendo i necessari costi sanitari e sociali.

Il Tavolo ha visto il coinvolgimento dei principali «stakeholder» del campo oncologico e delle cure primarie, nonché di un'ampia rappresentanza di Associazioni di pazienti e cittadini.
Nel Documento si è mantenuta la coerenza con le finalità del Piano europeo contro il cancro del 2021.
Il Piano Oncologico Nazionale è stato sviluppato secondo un approccio globale e intersettoriale, con una maggiore integrazione tra prevenzione, diagnosi precoce e presa in carico, compreso il miglioramento delle cure e la prevenzione delle recidive, e ponendo l'attenzione sulla centralità del malato e sulla riduzione o eliminazione delle disuguaglianze nell'accesso agli interventi di prevenzione, cura e riabilitazione.
È attualmente in corso l'interlocuzione in sede di Conferenza Stato-regioni, al fine di pervenire all'approvazione del Documento con apposita Intesa.

Colgo l'occasione per anticipare, che in considerazione della massima rilevanza e delicatezza della tematica in esame, il Ministro sta sostenendo una proposta emendativa per istituire nello stato di previsione del Ministero della salute un fondo denominato «Fondo per l'implementazione del Piano Oncologico nazionale 2022-2027 – PON», con una dotazione pari a 10 milioni di euro per ciascuno degli anni, destinato al potenziamento delle strategie e delle azioni per la prevenzione, la diagnosi, la cura e l'assistenza al malato oncologico, definite dal Piano Oncologico nazionale 2022-2027.

Quanto all'ottimizzazione del percorso terapeutico sarà fondamentale la piena realizzazione in tutte le regioni delle Reti oncologiche, nell'ottica di favorire un'assistenza sempre più domiciliare e integrata tra l'ospedale e i servizi territoriali avvalendosi delle nuove Case di Comunità, tramite l'implementazione della telemedicina e la valorizzazione del ruolo di medici di famiglia, pediatri e infermieri di comunità.
Questa organizzazione consentirà di evitare inutili e gravosi spostamenti del malato, e permetterà di assicurare una presa in carico precoce e globale per ogni paziente già in fase di fondato sospetto.

In continuità con il tema del percorso viene affrontato quello della riabilitazione dei malati oncologici: infatti, la guarigione intesa come completo recupero fisico, psichico e sociale, raggiungimento dell'autonomia relazionale e reinserimento occupazionale dei pazienti guariti o dei cronicizzati, costituiscono obiettivi non solo di politica sanitaria, ma del welfare in generale.
Altro obiettivo importante è mantenere lo stato di benessere raggiunto e prevenire l'insorgenza di patologie cronico-degenerative e di ripresa di malattia.

Il Documento sottolinea la necessità di superare una visione che considera l'intervento riabilitativo in oncologia volto al mero recupero della funzione fisica lesa, per poter impostare un piano di attività multidisciplinare e multisettoriale (sanitario e socio-sanitario), volto al reinserimento completo del malato nella società.
La riabilitazione dovrà essere inserita a pieno titolo nei Pdta e dovrà essere prevista l'attivazione di percorsi di riabilitazione precoci, personalizzati e globali (sanitari, sociali, lavorativi, finanziari), per il completo reinserimento delle persone nella società, utilizzando come strumento operativo il Piano riabilitativo individuale (Pri).

In particolare, vengono delineate 4 linee strategiche: 1) attivare percorsi riabilitativi territoriali fin dall'inizio del percorso oncologico; 2) aumentare l'offerta di programmi di esercizio fisico strutturato e di attività fisica adattata (Afa); 3) attivare interventi di supporto psicologico ospedaliero e territoriale per pazienti e caregiver; 4) implementare programmi di reinserimento al lavoro in collaborazione con i medici competenti.
Sarà necessario anche tener conto degli effetti tardivi e delle diverse esigenze di riabilitazione o di supporto (ad esempio fisico, psicologico, sociale, cognitivo, sessuale, nutrizionale).
Il team riabilitativo, pertanto, dovrà essere composto da professionisti con competenze diverse, a seconda delle disabilità presenti, dei setting riabilitativi e del contesto psicosociale.

L'ultima parte del Piano è dedicata alla formazione degli operatori sanitari, da sempre uno dei migliori investimenti per garantire alti livelli di performance.
Una maggiore attenzione al ruolo della riabilitazione oncologica e al suo impatto sulla qualità di vita del paziente deve prevedere anche specifici programmi di formazione.
Allo stesso tempo è dato molto risalto alla sensibilizzazione e al coinvolgimento della popolazione generale.
Più in generale, ricordo che il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 12 gennaio 2017, nell'ambito del Capo IV, dedicato all'assistenza socio-sanitaria, garantisce ai pazienti percorsi assistenziali integrati e personalizzati, in base alle esigenze terapeutico-riabilitative degli assistiti.
Vengono garantite, altresì, le cure palliative sia nel setting domiciliare sia presso strutture residenziali (Hospice).

Concludo, auspicando che l'attuazione a livello regionale del Piano, appena sarà approvato, possa garantire cure e percorsi di riabilitazione più appropriati e uguali sul territorio nazionale".

Luana Zanella (Avs) replicando, ricorda che una vasta platea di soggetti, composta da diversi milioni di pazienti oncologici, necessita di terapie riabilitative. Rileva come la risposta fornita dal rappresentante del Governo contenga elementi incoraggianti, a condizione che siano accompagnati dallo stanziamento di risorse adeguate e dall'inserimento dei percorsi di riabilitazione per i pazienti oncologici nei livelli essenziali di assistenza, al fine di garantire uniformità di applicazione sul territorio nazionale. Osservando che la Commissione Affari sociali dovrà svolgere un compito di monitoraggio in tal senso, ribadisce l'obiettivo di garantire a tutti cittadini l'erogazione di prestazioni ritenute indispensabili da parte del Servizio sanitario nazionale.

26 gennaio 2023
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