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Dengue. Schillaci: “Situazione sotto controllo. Siamo allertati e stiamo facendo tutto ciò che è necessario”
"L'Italia si contraddistingue come il primo Paese europeo che ha posto in essere immediatamente le misure di prevenzione della Dengue, attraverso l'azione del Ministero della salute e dei dipendenti uffici periferici di sanità marittima, aerea e di frontiera collocati nei principali porti ed aeroporti italiani". Così il ministro della Salute rispondendo al Senato all'interrogazione di Mazzella (M5S).
22 FEB -

"Riguardo alla patologia virale Dengue, la situazione in Italia è sotto controllo. Siamo allertati e stiamo facendo tutto ciò che è necessario. L'Italia si contraddistingue come il primo Paese europeo che ha posto in essere immediatamente le misure di prevenzione della Dengue, attraverso l'azione del Ministero della salute e dei dipendenti uffici periferici di sanità marittima, aerea e di frontiera collocati nei principali porti ed aeroporti italiani".

Così il ministro della Salute, Orazio Schillaci, rispondendo oggi al Senato all'interrogazione sul tema presentata da Orfeo Mazzella (M5S).

Di seguito la risposta integrale del ministro Schillaci.

"Signor Presidente, ringrazio il senatore Mazzella, perché mi consente di confermare in sede parlamentare quanto già espresso a margine di un evento dedicato alle tematiche della salute tenutosi ieri a Roma.

Riguardo alla patologia virale Dengue, la situazione in Italia è sotto controllo. Siamo allertati e stiamo facendo tutto ciò che è necessario. Tra le misure preventive adottate, riveste un particolare rilievo la nota circolare del 14 febbraio scorso, diramata dal Ministero a tutti i dipendenti e uffici periferici di sanità marittima, aerea e di frontiera USMAF-SASN.

Con questa nota, nello specifico, sono state date disposizioni al fine di attuare, immediatamente e con prontezza, tutte le misure previste dal Piano nazionale di prevenzione, sorveglianza e risposta alle arbovirosi (PNA 2025), con riferimento specifico alla Dengue e alla prevenzione dell'introduzione della zanzara Aedes aegypty, principale vettore della malattia, attualmente non ancora presente in Italia.

Ciò si è reso necessario per poter fornire pronta risposta all'aumento dei casi globali di Dengue, soprattutto in Centro e Sud America e all'approssimarsi della stagione delle piogge nella fascia tropicale, e per garantire una maggiore sensibilizzazione nei riguardi dell'adesione alle necessarie misure di prevenzione.

Desidero sottolineare che l'Italia si contraddistingue come il primo Paese europeo che ha posto in essere immediatamente le misure di prevenzione della Dengue, attraverso l'azione del Ministero della salute e dei dipendenti uffici periferici di sanità marittima, aerea e di frontiera collocati nei principali porti ed aeroporti italiani. Inoltre, l'Italia è tra quei Paesi europei che ha previsto, fin dall'epidemia della patologia zika in America meridionale e centrale, misure specifiche di disinfettazione degli aeromobili ai punti di ingresso e misure di igiene ambientale nei porti ed aeroporti.

Per quanto concerne la dotazione del vaccino contro la Dengue, destinato all'utilizzo nell'ambito della medicina dei viaggi, preciso che in Italia è dispensato il vaccino denominato Qdenga. Allo stato attuale, il suo acquisto rientra nelle competenze dei servizi sanitari regionali.

In merito alla segnalazione di casi sospetti, in applicazione del PNA 2025, la sorveglianza degli eventuali casi importati di malattia da virus Dengue nel territorio nazionale si estende per tutto l'anno, con la raccomandazione alle Regioni di potenziare il sistema di sorveglianza nel periodo di maggiore attività vettoriale in termini di tempestività e sensibilità, per permettere l'identificazione rapida dei casi sospetti, per avere una immediata e necessaria azione di controllo e per ridurre ogni rischio di trasmissione autoctona.

Queste attività sono state effettuate anche nel corso della stagione vettoriale 2023. Sono stati registrati 362 casi di Dengue, ottantadue dei quali autoctoni. Questi dati sono in via di consolidamento. Per il corrente anno, nel territorio nazionale sono stati identificati, al 21 febbraio 2024, quarantotto casi confermati di Dengue, tutti importati. Alla luce della panoramica illustrata, non posso che ribadire che la situazione in Italia oggi non risulta allarmante".

Orfeo Mazzella (M5S) in sede di replica: "intanto evidenzio che la circolare, come lei ha affermato, è del 14 febbraio. In quest'Aula io avevo chiesto un'informativa urgente e, quanto a prontezza di riflessi, dopo una settimana non mi sembra proprio che sia stata veramente data una risposta urgente.

Detto ciò, effettivamente i casi, come lei ha affermato, sono molto di più di quegli 82 che ho citato, perché quelli erano solo i casi autoctoni; molto probabilmente nei casi non autoctoni si tratta di persone che sono andate a fare dei viaggi nei Paesi che hanno questo tipo di virosi, quindi sono passati proprio per gli USMAF e le unità territoriali, dove sostanzialmente viene presentato un documento per la vaccinazione. Vorrei rilevare che in questo documento con cui si dà il consenso per la vaccinazione la dengue non viene proprio nominata.

Vi invito veramente a rivedere il piano delle arbovirosi al fine di migliorare i protocolli per la raccolta delle informazioni sulla dengue, nominando anche la dengue in questo piano, soprattutto dando maggiori informazioni alla popolazione sulla possibilità che la dengue possa diffondersi se non vengono applicate le norme di profilassi come le vaccinazioni".

22 febbraio 2024
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