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Tumori. Mattarella: “Lotta al cancro grande impresa collettiva e la ricerca è garanzia di futuro”
“Curare, sperimentare, fare ricerca, promuovere la produzione di nuove terapie, di nuovi farmaci. È in questo percorso che si riassume l’impegno prezioso di migliaia di operatori” ha detto il presidente della Repubblica in occasione della celebrazione al Quirinale de ‘I giorni della ricerca’
30 OTT -

“La battaglia contro il cancro è una grande impresa collettiva, richiede impegno, collaborazione, sostegno reciproco, fiducia. Curare, sperimentare, fare ricerca, promuovere la produzione di nuove terapie, di nuovi farmaci. È in questo percorso che si riassume l’impegno prezioso di migliaia di operatori. Passi da gigante sono stati compiuti negli ultimi decenni. Infondono fiducia nell’azione che viene dispiegata”.

È quanto ha affermato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della celebrazione al Quirinale de “I giorni della ricerca” iniziativa che dal 1995 informa i cittadini sui più recenti progressi della ricerca oncologica e li coinvolge alla donazione per sostenere le carriere dei giovani ricercatori e nuovi programmi scientifici. Il capo dello Stato ha ricordato come ci sia comunque ancora tanta strada da fare: “Le nuove diagnosi sono oltre mille al giorno. E, come ha spiegato il professor Calligaris-Cappio, mentre su diverse tipologie di tumore sono stati compiuti progressi straordinari, in alcuni ambiti lo sviluppo della malattia oncologica è di più difficile contrasto”.

Mattarella ha in particolare sottolineato l’importanza della ricerca: “Abbiamo bisogno della ricerca. Di quel 'girare attorno' alla malattia, assediandola, di cui ha parlato il professor Luca Boldrini. Anzi questa esigenza si accentua con nuove patologie che si affacciano, con le scoperte anche in altri campi che forniscono conoscenze inedite, tecnologie superiori, mezzi di indagine più penetranti”.

“La ricerca – ha sottolineato – è garanzia di futuro. La ricerca è la cura: questo il motto scelto per questa edizione. La ricerca di ieri è già diventata la cura di oggi la ricerca di oggi sarà la cura di domani. Eppure, dopo tanta evidenza, dopo che è stato dimostrato nella drammatica esperienza della pandemia che i costi umani sarebbero stati di gran lunga maggiori senza la scoperta dei vaccini in tempi rapidi, continuano a circolare teorie irragionevoli e anti-scientifiche. Non soltanto offuscano la visione del bene comune, ma sovente minacciano la salute stessa dei cittadini, contravvenendo alla prescrizione dell’articolo 32 della Costituzione, secondo il quale la salute è, insieme, fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”.

La collaborazione nella ricerca, ha poi ribadito il capo dello Stato “non deve essere fermata, né rallentata dalle guerre e dalle tensioni geopolitiche. Anzi, la collaborazione tra scienziati sui grandi obiettivi comuni dell’umanità può produrre anticorpi anche contro l’espansione dei conflitti. La salvaguardia delle vite, la loro cura, deve essere la principale preoccupazione dell’umanità, segnata da un destino comune”.

“Ogni anno in Italia vengono diagnosticati oltre 350.000 casi di tumore, con una stima di incremento al 40% entro il 2040. Questo è un problema che rappresenta veramente una sfida per i servizi sanitari e necessita di una nuova visione, di dimensione non solo nazionale ed europea, con soluzioni che sfruttino al meglio l'evoluzione delle conoscenze, la disponibilità di strumenti diagnostici e terapeutici innovativi funzionali a migliorare prevenzione e trattamento delle patologie oncologiche”. Lo ha sottolineato il ministro della Salute, Orazio Schillaci, nel suo intervento alla cerimonia al Quirinale per `I Giorni della Ricerca´, annuale appuntamento promosso da Fondazione Airc.

“Nella lotta al cancro, c'è bisogno del grande impegno della comunità scientifica e del Servizio sanitario nazionale, con la fattiva sinergia delle organizzazioni non governative attive nel settore, che danno un contributo realmente importante alla ricerca italiana sul cancro e una preziosa attività di supporto ai pazienti», prosegue Schillaci esprimendo «apprezzamento per il lavoro di tutti i ricercatori impegnati in questo ambito, e dell'Airc, che hanno consentito di raggiungere traguardi significativi nel campo della ricerca oncologica, con l'obiettivo di dare risposte adeguate ai bisogni dei pazienti”.

“Nell'ultimo quinquennio, sono stati finanziati 183 progetti di ricerca finalizzata in ambito oncologico con bandi competitivi - ricorda i ministro - per un finanziamento complessivo di quasi 80 milioni di euro”.

“Con la Legge di bilancio 2023 è stato stanziato un ulteriore finanziamento di 1 milione e 750mila euro per gli Irccs della rete oncologica del ministero impegnata nello sviluppo delle nuove tecnologie antineoplastiche Car-T. La ricerca sulle terapie cellulari e delle Car-T in Italia è molto avanzata - rivendica Schillaci - e può ulteriormente avere un ruolo di apripista grazie al progetto della rete di `officine farmaceutiche cellulari´ che il ministero ha finanziato con oltre 60 milioni di euro”.

“Progetti di ricerca in tema oncologico sono posti anche tra le iniziative del Programma sviluppo e coesione Salute che ha finanziato 4 progetti in tema di oncologia per un valore complessivo di oltre 15 milioni di euro - prosegue - A tali finanziamenti, si aggiungono gli investimenti della Missione Salute del Pnrr per la valorizzazione e il potenziamento della ricerca biomedica del Servizio sanitario nazionale: 100 milioni per le malattie e i tumori rari; oltre 300 milioni di euro per le malattie croniche non trasmissibili ad alto impatto sul Ssn e circa 100 milioni per biotecnologia, bioinformatica e sviluppo farmaceutico. In aggiunta, nel programma complementare sono stati stanziati 40 milioni per la diagnostica avanzata e altrettanti per le terapie avanzate”.

“Il ministero della Salute è consapevole, infine, di quanto sia strategica la sinergia con gli altri Stati dell'Unione europea per rendere disponibili ai cittadini strumenti diagnostici e terapeutici innovativi - conclude Schillaci - al fine di migliorare prevenzione e trattamento delle tante patologie oncologiche”.

E sul tema della ricerca ha lanciato l’allarme Andrea Sironi, presidente di Fondazione Airc: “Sono troppo pochi i fondi dedicati alla ricerca. Bisogna invertire la rotta”

Lo scorso anno, ha ricordato, si sono registrati 390mila nuovi casi di cancro, più di mille al giorno e si assiste a un aumento delle diagnosi, anche per l’aumento di alcune forme tumorali fra i più giovani. Ma vediamo anche un aumento costante delle guarigioni: “Dopo una diagnosi di tumore, sono vivi 3 milioni e 600mila italiani il 37% in più rispetto a 10 anni fa. La ricerca sta togliendo sempre più terreno al cancro grazie al lavoro degli scienziati”

Ma se l’Italia ha una lunga storia di eccellenza nella ricerca scientifica altri Paesi europei hanno aumentato gli investimenti, mentre nel nostro investiamo ancora troppo poco. “Dalla crisi del 2008– ha spiegato – la spesa pubblica in ricerca e sviluppo ha subito una costante riduzione ed è scesa allo 0,55% del Pil per risalire solo negli ultimi tre anni allo 0,65%. Sommando la spesa privata a quella pubblica si arriva a 1,46% del Pil, un valore molto inferiore a quello delle principali economie dell’Unione europea: Francia al 2,45%, Germania sopra al 3%. A fronte di questi dati, la comunità scientifica italiana si trova a fronteggiare una situazione complessa che mette a rischio la capacità del Paese di competere globalmente e di attrarre e trattenere i giovani più capaci e promettenti, quei giovani che noi stessi formiamo nelle nostre università con investimenti significativi. Occorre investire per invertire questa tendenza – ha concluso – dal momento che il cancro resta un’emergenza nazionale e la ricerca scientifica è l’unica vera arma che abbiamo per combatterlo, al fianco della prevenzione e della diagnosi precoce”.

30 ottobre 2023
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