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Garattini: "La medicina alternativa non può essere a carico del Ssn"
Il direttore del ‘Mario Negri’ di Milano, stronca la possibilità di cure alternative alla medicina ufficiale a carico del Ssn come già avviene all'ospedale di Grosseto. “Nessuno contesta il diritto dei cittadini a essere liberi nella scelta o nel rifiuto delle terapie” ma, dice il farmacologo,  “la via delle due medicine è anche un attentato alla sostenibilità del Ssn".
26 APR - “Nessuno contesta il diritto dei cittadini a essere liberi nella scelta o nel rifiuto delle terapie” ma allora “perché non garantire la disponibilità di amuleti a carico del Servizio Sanitario Nazionale, visto che nel paese vi sono molti scaramantici?”. La provocazione arriva da Silvio Garattini, direttore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche ‘Mario Negri’, che dalle pagine del settimanale “Oggi” in edicola domani, critica duramente la decisione dell’ospedale di Grosseto di accogliere al suo interno ambulatori di agopuntura, omeopatia e fitoterapia (ndr. in realtà è in tutta la Regione Toscana che vige da tempo la possibilità di ricorrere a selezionate prestazioni di medicina alternativa a carico del Ssn vedi allegato).
 
“Da qualche decennio - sostiene Garattini - la vera medicina cerca di passare dalle impressioni alle prove, per evitare che gli ammalati vengano trattati senza la ragionevole sicurezza di ricevere interventi che indurranno un giovamento. È la medicina basata sull’evidenza che diventa sempre più attenta a valutare criticamente il rapporto benefici-rischi e, a parità di benefici, il rapporto costi-benefici. L’altra medicina è invece completamente senza prove. L’agopuntura è tutta in discussione anche per le molteplici modalità con cui può essere eseguita; i prodotti omeopatici, in gran maggioranza, non contengono nulla, i prodotti fitoterapici non si sa bene che cosa contengano e possono variare da preparazione a preparazione. Non vi è nessun controllo, sono stati messi in commercio solo con una notifica e non sono obbligati a presentare alcuna documentazione che ne garantisca l’efficacia”.
 
Ma c’è anche un altro elemento a far ritenere sbagliata al direttore del Mario Negri la decisione dell’ospedale di Grosseto. “Mentre i prezzi dei farmaci rimborsati dal Servizio sanitario nazionale sono frutto di negoziazioni, i prodotti omeopatici e fitoterapici hanno facoltà di fissare il prezzo che vogliono”, evidenzia Garattini aggiungendo che “la pseudo-ragione che determina la scelta di mettere le due medicine sullo stesso piano si basa sul diritto dei cittadini a essere liberi nella scelta o nel rifiuto delle terapie. Nessuno contesta questo diritto. Se, però, si accettasse il principio secondo cui bisogna accontentare i desideri di tutti, perché non dare spazio in ospedale anche a fattucchiere, a maghi e guaritori in cui una parte del pubblico ripone grande fiducia? E perché non garantire la disponibilità di amuleti a carico del Servizio Sanitario Nazionale, visto che nel paese vi sono molti scaramantici?”.
Per Garattini, in definitiva, “la via delle due medicine è anche un attentato a un bene prezioso: il Servizio Sanitario Nazionale, la cui sostenibilità nel tempo è legata al rimborso dei trattamenti basati sull’evidenza. E’ bene che i politici riflettano sulla necessità di privilegiare la razionalità anziché rincorrere tutto ciò che può portare consensi e voti”.
26 aprile 2011
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