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Lunedì 19 NOVEMBRE 2018
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Consiglio Nazionale Fofi: “Capillarità rete farmacie fondamentale per rispondere ai problemi dei cittadini”
Anche per questo, per il presidente della Fofi, accanto alla dispensazione è “oggi imprescindibile costruire una serie di prestazioni professionali specifiche del farmacista capaci di migliorare l’esito delle terapie, di contribuire all’educazione sanitaria del paziente, a evitare il ricorso improprio alle prestazioni, per esempio, del pronto soccorso, a migliorare l’uso delle risorse e a ridurre gli sprechi”. LA RELAZIONE DI MANDELLI
11 OTT - “La capillarità della rete delle farmacie di comunità è fondamentale per rispondere ai problemi dei cittadini che non richiedono l’accesso al pronto soccorso o alla guardia medica” e “credo che anche in Italia si debba cominciare a ragionare su questa maggiore integrazione della farmacia nel servizio sanitario”. Ad affermarlo è stato oggi il presidente della Fofi (Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani), Andrea Mandelli, in occasione del Consiglio nazionale della Federazione.

“In Inghilterra – ha spiegato Mandelli - è stato sperimentato con successo un programma, chiamato Community Pharmacy Referral Service, nel quale i pazienti che avevano chiamato il numero unico del servizio sanitario – il 111 – lamentando disturbi di minore entità̀, anziché́ essere indirizzati al pronto soccorso, alla guardia medica o al medico di medicina generale, sono stati invitati a recarsi nella più vicina delle 338 farmacie arruolate nella sperimentazione. In due terzi dei 6000 casi affrontati nelle farmacie, il farmacista ha potuto risolvere la situazione, evitando un ricorso improprio alle altre strutture. Non è un contributo trascurabile”.

Molte altre le questioni affrontate poi da Mandelli nella Relazione presentata al Consiglio. Questioni specifiche della professione, ma anche riguardanti il sistema sanitario nel suo complesso.

IL FINANZIAMENTO DEL SSN
“Le incognite che abbiamo di fronte si concentrano sul finanziamento della sanità, e non è certo un fatto nuovo, accentuate oggi da una sostanziale mancanza di chiarezza sulle priorità nella spesa pubblica”, ha detto Mandelli, con riferimento agli altri progetti del Governo, tra reddito di cittadinanza e riduzione del prelievo fiscale.

Mandelli ha evidenziato come “oggi la spesa sanitaria pro-capite italiana, secondo l’ultimo rapporto Bloomberg Health Care Efficiency, è pari a 2700 dollari contro i 4590 della Germania, i 4026 della Francia, i 4005 della Finlandia; eppure, se si valutano i risultati in termini di aspettativa di vita, siamo al secondo posto in Europa, superati solo dalla Spagna. Quindi abbiamo una spesa efficiente, secondo il rapporto, ma è evidente che non potrà continuare così se si continua a ignorare l’impatto sempre più forte dell’innovazione farmacologica, l’allungarsi delle liste di attesa e la carenza di personale medico”. A fronte di tutto questo, anziché quella di mettere finalmente capo al riassetto del Servizio sanitario si coglie l’intenzione di agire ancora sulla spesa farmaceutica. Così come non sono mancati accenni a nuovi interventi sulla distribuzione del farmaco”.

DISTRIBUZIONE DIRETTA
Per il presidente della Fofi, “ancora oggi, a 17 anni dall’istituzione della distribuzione diretta, non si è ancora in grado di stabilire dati alla mano se e quanto questa modalità abbia consentito risparmi reali” mentre “è certo che ha complicato la vita dei pazienti ed escluso il farmacista di comunità dal circuito dell’innovazione farmacologica. Ma non soltanto, visto che in alcune realtà anche i generici sono stati inclusi nella distribuzione diretta, malgrado la stessa Assogenerici - ormai quasi due anni fa - avesse sottolineato l’irrazionalità della misura, visto che con questa modalità il farmaco non branded viene a costare di più”.

DISTRIBUZIONE DEL FARMACO
Dopo avere evidenziato come la spesa ospedaliera continui a sforare il tetto, Mandelli ha illustrato quelli che ha definito “i guasti delle liberalizzazioni possiamo anche citare i casi sempre più frequenti di carenze di questo o quel farmaco cui non è estraneo il fatto di aver concesso ai titolari di farmacia la possibilità di operare come grossisti. Una conferma, questa, del prezzo inferiore dei farmaci in Italia rispetto a buona parte dei paesi europei”.

Per il presidente della Fofi, dunque, la distribuzione del farmaco richiederebbe un riassetto, “ma volto a rimediare ai guasti della stagione delle liberalizzazioni, non certo a proseguire su questa strada. La stessa che ha portato a creare in Italia un unicum a livello europeo, cioè la creazione di esercizi commerciali in cui è presente un farmacista, nei quali è possibile vendere medicinali SOP e OTC e farmaci veterinari e allestire preparazioni galeniche”.

PARAFARMACIE E GDO
Mandelli ha spiegato come le parafarmacie rette da farmacisti siano oggi in crisi. Le uniche a reggere sono “quelle di proprietà di gruppi e, soprattutto, i corner della grande distribuzione”. “Fin dall’inizio avevamo detto con estrema chiarezza che questo della parafarmacia non era un modello sostenibile e i fatti ci hanno dato purtroppo ragione, così come avevamo detto che l’apertura alla GDO costituiva un precedente pericolosissimo che, in un certo senso, è stato perfezionato dalla Legge sulla Concorrenza”, ha osservato Mandelli, secondo il quale, oggi, “qualsiasi altra liberalizzazione, si tratti dei farmaci di Fascia C soggetti a prescrizione o della farmacia non convenzionata, si tradurrebbe in un immediato beneficio per i capitali, non per i professionisti”.

In questo contesto, Mandelli ha ricordato l’impegno preso lo scorso luglio, nel corso degli Stati generali delle Parafarmacie, di convocare un incontro tra il Comitato Centrale e tutte le organizzazioni dei colleghi che operano nelle parafarmacie che avevano fatto pervenire il loro statuto alla Federazione. Il primo incontro si è svolto il 17 settembre, alla presenza di CULPI, MNLF, FTPI, FederFarDis, FNPI, LPI e UNAFTISP. “E’ evidente che i colleghi delle parafarmacie vivono un disagio fortissimo, del quale, a differenza della politica, conoscono le cause, così come le conosciamo noi. Il tavolo promosso dalla Federazione mira a un solo obiettivo: fornire un quadro esauriente e veritiero della situazione, e offrire la massima collaborazione, al decisore politico”, ha spiegato. Mandelli ha quindi riferito che al termine della giornata, UNAFTISP, LPI e FTPI hanno deciso di proseguire in questo lavoro di approfondimento: “Un fatto che giudichiamo positivo ribadendo però che la partecipazione resta aperta anche a chi ha espresso in quella occasione una posizione differente.  Difendere il primato dei farmacisti nella distribuzione dei medicinali, rispetto ad altre realtà nelle quali il ruolo professionale può trovarsi subordinato rispetto alla mera logica del profitto, è fondamentale anche per quella evoluzione del nostro ruolo all’interno del processo di cura che perseguiamo fin dal 2006”.

I CODICI BIANCHI IN FARMACIA
Premesso che “dalla dispensazione secondo scienza e coscienza non si può prescindere”, Mandelli ha evidenziato la necessità di costruire “una serie di prestazioni professionali specifiche del farmacista capaci di migliorare l’esito delle terapie, di contribuire all’educazione sanitaria del paziente, a evitare il ricorso improprio alle prestazioni, per esempio, del pronto soccorso, a migliorare l’uso delle risorse e a ridurre gli sprechi”. Ha quindi citato l’esperienza inglese: “In Inghilterra – ha spiegato - è stato sperimentato con successo un programma, chiamato Community Pharmacy Referral Service, nel quale i pazienti che avevano chiamato il numero unico del servizio sanitario – il 111 – lamentando disturbi di minore entità̀, anziché́ essere indirizzati al pronto soccorso, alla guardia medica o al medico di medicina generale, sono stati invitati a recarsi nella più vicina delle 338 farmacie arruolate nella sperimentazione. In due terzi dei 6000 casi affrontati nelle farmacie, il farmacista ha potuto risolvere la situazione, evitando un ricorso improprio alle altre strutture. Non è un contributo trascurabile. E credo che anche in Italia si debba cominciare a ragionare su questa maggiore integrazione della farmacia nel servizio sanitario”.

I 40 ANNI DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE
Per Mandelli l’istituzione del Ssn “è stato una conquista formidabile per la tutela della salute ma anche per la coesione sociale, come si è dimostrato anche in questi anni in cui la crisi economica si è fatta sentire pesantemente”. A 40 anni di distanza, tuttavia, per il presidente della Fofi “è necessaria una profonda revisione del SSN, come ormai sosteniamo tutti da tempo, che finalmente deve vedere lo sviluppo dell’assistenza sul territorio: non solo per meglio affrontare la cronicità, che è la vera epidemia del secolo, ma al contempo per garantire la sostenibilità del sistema, che significa anche liberazione di risorse per affrontare l’innovazione, la personalizzazione delle cure. Ma tutto questo non sarà possibile se di questa revisione il farmacista, di comunità e del Servizio sanitario, non sarà uno degli elementi portanti. Possiamo contribuire in modo decisivo al miglioramento del processo di cura, attraverso il supporto all’aderenza terapeutica, ma in prospettiva non c’è soltanto questo. La capillarità della rete delle farmacie di comunità è fondamentale per rispondere ai problemi dei cittadini che non richiedono l’accesso al pronto soccorso o alla guardia medica”.

IL LAVORO AI TAVOLI ISTITUZIONALI
Mandelli ha ricordato, in particolare, il recente Documento Programmatico Medici di Medicina Generale, Pediatri di Libera Scelta e Farmacisti prodotto dal Tavolo “Valutazione dell’uso dei farmaci nelle cure primarie” istituito dall’AIFA, al quale la Federazione era presente. E allo stesso tempo, l’azione costante della Federazione ha conseguito il fondamentale obiettivo di vedere finanziata l’implementazione della farmacia dei servizi in 9 regioni per un triennio. “A questo proposito, vi comunico che il Ministero della Salute ha istituito un gruppo di lavoro, del quale la Federazione fa parte, per la definizione dei criteri che qualificano i servizi che la farmacia dei servizi dovrà offrire, per cominciare, proprio nell’ambito della sperimentazione in ambito regionale”, ha detto Mandelli.

Tra i tavoli a cui partecipa la Fofi, il presidente ha ricordato il tavolo sulla distribuzione del farmaco coordinato dall’AIFA alle “Cabine di regia” per l’implementazione del Fascicolo sanitario elettronico, e per il monitoraggio del piano Cronicità e ai tavoli ministeriali dedicati ad antimicrobicoresistenza, veterinaria e alle malattie cardiocerebrovascolari, solo per fare qualche esempio. “A queste iniziative dedichiamo il massimo impegno per far sì che il nostro contributo abbia il peso che gli spetta e confermare così la centralità del nostro ruolo anche nell’elaborazione delle strategie del Servizio sanitario”.


FORMAZIONE ED ECM
Parlando di formazione il presidente della Fofi ha spiegato che “La Federazione ha avviato da tempo un proficuo lavoro con la Conferenza dei Direttori di Dipartimento per modificare il corso di laurea, ma non è un obiettivo raggiungibile in tempi brevi.”

Quanto all’ECM, “abbiamo ottenuto l’istituzione del Dossier formativo proprio per costruire un percorso di aggiornamento strutturato sulle reali necessità del nuovo modello di intervento del farmacista disegnato con la farmacia dei servizi”.

UNIVERSITA’ E OCCUPAZIONE
Parlando di occupazione, Mandelli è tornato a parlare dell’ipotesi di introdurre il numero chiuso per la facoltà di Farmacia. “ Può darsi che sia una condizione non sufficiente, ma è comunque una condizione necessaria”, ha detto. Poi aggiunto: “Del resto, non è da oggi che diciamo che occorre non soltanto ridurre l’offerta, per così dire, ma anche aumentare la domanda: è un problema che oggi tocca tutte le professioni. E questo significa da una parte realizzare compiutamente il nuovo modello di farmacia che ho descritto, restituire alla farmacia il ruolo di canale preferenziale di distribuzione del farmaco; dall’altra, aumentare la presenza del farmacista ospedaliero nei dipartimenti – perché la pharmaceutical care è strategica nel ricovero e nella dimissione - ma anche nelle strutture territoriali perché oggi la farmacovigilanza, gli studi di Fase IV, cioè la raccolta di dati dal mondo reale è divenuta fondamentale”.

“La Federazione – ha proseguito - ha posto tutte le premesse necessarie perché si realizzi questo cambiamento di paradigma: quello che è mancato è l’azione concreta della politica e a tutti i livelli. Poi è evidente che è giusto non trascurare nessuna via per individuare sbocchi occupazionali, anche se abbiamo ben chiaro che non potranno mai avere effetti a livello di sistema: l’insegnamento o la comunicazione, oppure l’industria alimentare, pur considerando la crescita di interesse per la nutraceutica”.
 
Tra le nuove possibilità, Mandelli ha quindi illustrato l’accordo con il Consiglio Superiore della Magistratura e il Consiglio Nazionale Forense per far sì che negli Albi dei periti e dei consulenti tecnici tenuti dai Tribunali sia prevista una sezione dedicata alla professione di farmacista. “Infatti, la normativa vigente, legge 24/2017, stabilisce che all’interno degli Albi deve essere garantita, «oltre a quella medico-legale, un'idonea e adeguata rappresentanza di esperti delle discipline specialistiche riferite a tutte le professioni sanitarie». L’inserimento nell’albo è subordinato al possesso di una speciale competenza e quindi non è sufficiente il solo possesso dell’abilitazione”.

IL CONTRATTO DEI COLLABORATORI
Mandelli ha spiegato di avere scritto a Federfarma sollecitando la ripresa delle trettative per il rinnovo del contratto dei collaboratori e annunciato che i colloqui riprenderanno il prossimo 15 ottobre.

IL NUOVO CODICE DEONTOLOGICO E IL COMMENTARIO
Approvato a maggio, il nuovo Codice Deontologico sostituisce quello approvato nel 2007. “A questo fondamentale aggiornamento del Codice si affianca ora un Commentario (approvato nel corso del Consiglio odierno, ndr), che fornisce un’illustrazione delle norme del Codice così da favorire un’interpretazione univoca e, di conseguenza, un’applicazione uniforme. E’ evidente – ha detto Mandelli - che comunque ciascun Ordine valuterà il comportamento del proprio iscritto per decidere eventualmente di sanzionarlo in base alle circostanze concrete, ma abbiamo ritenuto necessario fornire una guida in questa che possiamo senz’altro definire una fase di transizione non solo dal Codice del 2007 a quello attuale, ma anche dal precedente procedimento disciplinare a quello introdotto con la Riforma degli Ordini delle professioni sanitarie”.

IL SOSTEGNO DELLA FOFI ALLE ATTIVITA’ DEGLI ORDINI
Per Mandelli l’attività degli Ordini è stata resa più complessa e più onerosa dai molti provvedimenti introdotti nel tempo, dal nuovo regolamento sulla privacy al codice sugli appalti. “La Federazione si è da subito impegnata a supportare gli Ordini, sia per approfondire e illustrare le nuove normative in funzione delle peculiarità dei nostri enti, sia mettendo a disposizione strumenti e risorse”, ha evidenziato il presidente illustrando questi strumenti.

I TRAGUARDI DEL PASSATO SONO IL PONTE VERSO IL FUTURO
Mandelli ha quindi illustrato alcuni degli obiettivi centrati negli anni: “Legge 69 2009, che ha istituito la farmacia del servizi e il Dlgs 153 dello stesso anno. Poi da lì abbiamo costruito il fondamentale razionale scientifico del nuovo ruolo del farmacista, con il progetto triennale I-MUR, cominciato nel 2011, che ha condotto al finanziamento della sperimentazione di questa prestazione nella Legge di Stabilità 2016. Nel 2013 l’istituzione del Dossier farmaceutico aggiornato dal farmacista in seno al Fascicolo sanitario elettronico. Nel 2017 l’atto di indirizzo per il rinnovo della Convenzione sanciva la presa in carico del paziente da parte del farmacista della farmacia di comunità e, infine, la Legge di Stabilità 2018 ha previsto il finanziamento, con 36 milioni di euro, dell’introduzione della farmacia dei servizi in 9 regioni per un triennio”.
 
Non solo. “Nel contempo - ha proseguito il presidente - abbiamo promosso l’ammodernamento e l’adeguamento alla situazione attuale di strumenti fondamentali quali la Tariffa nazionale, supportando una della attività professionali più rilevanti, cioè la preparazione galenica, e la revisione della Farmacopea, che ha liberato l’esercizio in farmacia di gravami ormai inutili. E nel far questo, il peso politico e la capacità propositiva della nostra professione sono cresciuti presso gli interlocutori istituzionali e le altre professioni, come prova il sempre maggiore coinvolgimento della Federazione in tutti i tavoli che stanno progettando il futuro della nostra sanità: dal ReSet dell’AGENAS al Piano cronicità e gli altri che ho citato. E’ per questo – ha concluso Mandelli - che affermo che ormai manca soltanto l’ultimo miglio: far sì che questa convinzione, questi strumenti, diventino patrimonio comune di tutti i colleghi. E’ importante per la collettività ed è importante per noi, perché fuori da questo modello esiste soltanto una deriva commerciale nella quale il professionista non può che risultare perdente rispetto a una concorrenza che si preannuncia agguerrita. Non sarà facile, ma non ci mancano la determinazione e le capacità per farlo”.
11 ottobre 2018
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