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Vaccino Covid. Regioni a Speranza: “Coinvolgere medici di famiglia e farmacisti con fondi ad hoc”
La richiesta in una lettera della commissione Salute delle Regioni inviata al Ministro della Salute, Roberto Speranza. Icardi: “Prevedere un finanziamento ad hoc in grado di assicurare, insieme alle attività effettuate dalle Aziende sanitarie e dal personale reclutato dalla Struttura commissariale, un’adeguata copertura della popolazione, attraverso il diretto coinvolgimento dei medici di medicina generale e dei farmacisti”
18 GEN - “Ho inviato al ministro della Salute Roberto Speranza due lettere sulle modalità di coinvolgimento dei medici di medicina generale e dei farmacisti nella campagna di vaccinazione contro il covid-19”. Lo scrive su facebook il Coordinatore della Commissione Salute delle Regione e assessore alla Sanità del Piemonte, Luigi Icardi.
 
“Premessi – sottolinea -  la numerosità, la diffusione capillare sul territorio e il rapporto di fiducia con gli assistiti che rendono entrambe le categorie soggetti capaci di favorire una più ampia partecipazione dei cittadini al programma vaccinale, specie delle persone in età avanzata, in veste di coordinatore nazionale della commissione salute, chiedo al Ministero di prevedere un finanziamento ad hoc, con risorse aggiuntive rispetto a quelle già previste dal Fondo della Sanità nazionale, in grado di assicurare, insieme alle attività effettuate dalle Aziende sanitarie e dal personale reclutato dalla Struttura commissariale, un’adeguata copertura della popolazione, attraverso il diretto coinvolgimento dei medici di medicina generale e dei farmacisti, come peraltro già previsto da diversi accordi stipulati a livello regionale”.
 
“In particolare – rimarca Icardi - , per la parte relativa ai medici, è necessario un adeguato stanziamento nazionale, anche in funzione della necessità di effettuare o meno due inoculi per vaccino. Analogamente, richiediamo la possibilità di valorizzare economicamente la somministrazione, consentita in via sperimentale, dei vaccini nelle farmacie, sotto la supervisione di medici, assistiti, se necessario, da infermieri o da personale sanitario opportunamente formato”.
 
“In Piemonte – segnala - , il sistema congiunto di medici di medicina generale e farmacisti nell’ultima campagna antinfluenzale ha saputo vaccinare quasi un milione di persone in appena due mesi. L’unico intoppo è stata l’interruzione della fornitura del vaccino da parte della ditta appaltatrice. Questo vuol dire che il meccanismo della distribuzione e della somministrazione del vaccino in modo capillare sul territorio esiste già e funziona. Se ci forniscono le dosi nelle quantità e nei tempi stabiliti, siamo in grado di far fronte anche agli straordinari impegni della vaccinazione anti covid-19, fermo restando che non si può prescindere dall’attivazione di medici di medicina generale e farmacisti, perché le sole forze delle Asl e dei “rinforzi” commissariali temiamo non siano sufficienti. Per questa ragione, sollecitiamo il Governo a mettere a disposizione le risorse necessarie”.
 
18 gennaio 2021
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