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Manovra. Fondo unico per farmaci innovativi e il 51% del capitale delle farmacie dovrà essere posseduto da farmacisti iscritti all’Albo. Ecco gli emendamenti di PD e M5S
Inoltre, le società di capitali non potranno possedere più del 10% delle farmacie esistenti nel territorio di una stessa regione o provincia autonoma. Proposti 2.000 posti in più per gli specializzandi in medicina e viene incrementato di 100 mln il Fondo non autosufficienze. E ancora, tra le proposte depositate dai 5 stelle, l'istituzione di un Osservatorio Epidemiologico Nazionale per l’Equità nella Salute presso l'Inmp, un incremento di 100 mln per il potenziamento delle reti di terapia del dolore, e l'istituzione di una specifica unità funzionale di valutazione presso Agenas che assicuri supporto alle Regioni. EMENDAMENTI M5S, EMENDAMENTI PD
19 NOV - Nuovi tetti per le farmacie di capitali, più fondi per aumentare di 2.000 unità i contratti per la specialistica in medicina, 100 milioni in più per le non autosufficienze, un Fondo unico per i farmaci innovativi e gli innovativi oncologici, misure per il personale infermieristico. E ancora, torna a proporsi il 51% della proprietà delle farmacie di capitali a farmacisti iscritti all'Albo, più risorse per le cure palliative e terapie del dolore, istituzione di un Osservatorio Epidemiologico Nazionale per l’Equità nella Salute presso l'Inmp e tanto altro ancora.
 
Questi solo alcuni degli emendamenti al disegno di legge di Bilancio depositati da M5S e PD in Commissione Bilancio al Senato.
 
Di seguito il contenuto di alcune delle diverse decine di proopsta di modifica presentate da due partiti di maggioranza. 
 
Sugli specializzandi, PD e M5S sembrano avere idee molto simili. Emendamenti tra loro similiincrementatano di 50 milioni di euro nell’anno 2020, di 100 milioni di euro nell’anno 2021, di 152 milioni di euro nell’anno 2022, 204 milioni di euro nell’anno 2023 e di 230 milioni di euro a decorrere dall’anno 2024 gli stanziamenti per i contratti di formazione specialistica in medicina. 
 
I dem propongono poi un incremento di 100 mln per gli anni 2020, 2021 e 2022 per il fondo non autosufficienze.
 
E arriviamo così ai moltissimi emendamenti pentastellati. Tra questi, per citarne alcuni, Infine, in tema di farmacie, si torna nuovamente a proporre che i soci, rappresentanti almeno il 51 per cento del capitale sociale e dei diritti di voto, debbano essere farmacisti iscritti all'albo o società interamente detenute da farmacisti iscritti all'albo. Il venir meno di questa condizione costituisce causa di scioglimento della società. Le società già costituite alla data di entrata in vigore della legge, saranno tenute ad adeguarsi alle nuove disposizioni entro 36 mesi. In caso di mancato adeguamento verrà loro comminata una sanzione di 50.000 euro. Inoltre, le società di capitali non potranno possedere più del 10 per cento delle farmacie esistenti nel territorio di una stessa regione o provincia autonoma. Questa disposizione troverà applicazione anche nei confronti delle società di capitali e delle società cooperative a responsabilità limitata, costituite anteriormente alla data di entrata in vigore della presente legge.
 
Si propone poi di estendere il programma pluriennale di interventi in materia di ristrutturazione edilizia e di ammodernamento tecnologico, per potenziare le cure primarie, le cure intermedie, e l’assistenza residenziale extraospedaliera, al fine di offrire adeguate risposte al crescente bisogno di salute espresso dalla popolazione in termini di cronicità e disabilità.
 
Un Fondo unico per il concorso al rimborso alle regioni per l'acquisto dei medicinali innovativi ed oncologici innovativi. Questo per superare l’incertezza, anche normativa, legata alle modalità di rimborso delle spese sostenute dalle regioni stesse che ha determinato una non piena allocazione delle risorse rispetto alle finalità ipotizzate, e livelli di spesa significativamente diversi tra i due Fondi. 
 
In tema di precariato, poi, un emendamento esplicita la necessità di prorogare per il personale medico, tecnico-professionale e infermieristico del Servizio sanitario nazionale, l’efficacia delle disposizioni contenute nella legge di Stabilità 2016, prevedendo la proroga a tutto il 2020 per l'indizione delle procedure concorsuali straordinarie, al 31 dicembre 2021 per la loro conclusione, e al 31 ottobre 2020 per la stipula di nuovi contratti di lavoro flessibile.
 
Sui medicinali, si propone poi di facilitare l’interpretazione normativa e di rilanciare il settore dell’importazione parallela introducendo una definizione chiara di “medicinale di importazione parallela” e rendendo stabili e certe le procedure per l’assegnazione di regime di fornitura, classificazione e prezzo al pubblico. È prevista inoltre una clausola di salvaguardia che parifica la situazione di tutte le aziende del settore alle nuove regole introdotte. Infine, per condividere con il Ssn i risparmi garantiti dall’importazione parallela, si propone il pagamento di un contributo sul fatturato derivante dalla vendita di farmaci di fascia A.
 
E ancora, sull'odontoiatria si chiede che, a partire dal 1° gennaio 2022, l'esercizio dell'attività odontoiatrica in forma societaria sia consentito esclusivamente ai modelli societari che assumono la veste e forma di società tra professionisti iscritte al relativo Albo professionale.
 
Per Agenas si propone l'istituzione di una specifica unità funzionale di valutazione, a composizione multidisciplinare, che assicuri supporto alle Regioni e alla pubblica amministrazione.
 
Per valorizzare il servizio e la presenza presso le strutture del Servizio sanitario nazionale del personale della dirigenza medica, sanitaria e veterinaria nonché del personale infermieristico del Servizio sanitario nazionale, con riferimento alla retribuzione individuale di anzianità, si chiede che il livello del finanziamento del fabbisogno sanitario nazionale standard a cui concorre lo Stato venga incrementato di 42 milioni di euro per l’anno 2020, di 48 milioni di euro per l’anno 2021, di 52 milioni di euro per l’anno 2022, di 66 milioni di euro per l’anno 2023, di 82 milioni di euro per l’anno 2024, di 96 milioni di euro per l’anno 2025, di 103 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2026. Questo per recuperare la Ria per il personale infermieristico dal momento che nella precedente Legge di Bilancio 2018 è stata reinserita solo per la dirigenza e non per il personale non dirigente del Ssn.
 
Si punta inoltre ad intervenire sull'indennità di esclusività dei dirigenti delle professioni infermieristiche. "Considerato che la norma prevede che i dirigenti medici e sanitari siano assunti solo in regime di esclusività del rapporto di lavoro con diritto all’esercizio di attività libero professionale in intramoenia, non si riesce a comprendere per quale motivo logico analogo trattamento normativo non sia previsto per gli altri professionisti laureati sanitari dipendenti del Ssn a partire dagli infermieri", si spiega nella relazione illustrativa.
 
Si propone poi l'istituzione di un Fondo nazionale endometriosi e registro nazionale, così come l'istituzione di un Osservatorio Epidemiologico Nazionale per l’Equità nella Salute presso l'Inmp.
 
Infine, per il potenziamento delle reti di terapia del dolore e delle cure palliative, comprese quelle riferite all'età pediatrica, il Fondo sanitario viene incrementato di 100 mln annui.
 
Giovanni Rodriquez
19 novembre 2019
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