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19 NOVEMBRE 2017
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Legge di Bilancio. Inizia la battaglia delle Regioni: per la sanità mancano i soldi per contratti e per i nuovi Lea. E poi servono almeno altri 2.000 contratti di formazione medica specialistica. Chiesto un rinvio di sette giorni al parere per cercare accordi.  Ecco gli emendamenti
Le Commissioni finanze e salute e i governatori confermano: i conti non tornano per almeno 1,3 miliardi (contratti) e sono a rischio la sostenibilità del livello di servizi previsti dai nuovi Lea. Oltre trenta emendamenti nel carnet delle Regioni e quasi una decina riguardano la sanità, pay back in testa. LA PRIMA BOZZA DEGLI EMENDAMENTI DELLE REGIONI - IL DOCUMENTO SUGLI EMENDAMENTI CONSEGNATO AL GOVERNO -  LE PRIME VALUTAZIONI SULLA MANOVRA 2018
09 NOV - La premessa è secca: le Regioni non condividono che il livello di finanziamento del servizio Sanitario Nazionale sia mantenuto al di sotto del 6,5 % del Pil e che non sia prevista la copertura delle risorse per i rinnovi contrattuali dei dipendenti pubblici e convenzionati del Servizio Sanitario Nazionale. Il mancato finanziamento del contratto mette a rischio la sostenibilità del livello di servizi previsti dai nuovi Lea.

I conti sono chiari e i governatori li hanno formalizzati nel documento di prime valutazioni sulla manovra 2018 presentato in audizione alle commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato del 7 novembre e nelle slide che illustrano tagli e fabbisogni: “Si stimano risorse necessarie per circa 1,400 miliardi di cassa per il rinnovo dei contratti che a regime implicano un costo a decorrere di circa 700 milioni che dovrebbero incrementare il Fsn per allinearlo all’incremento delle risorse che il Bilancio dello Stato effettua per se stesso. Il fabbisogno sanitario previsto in 113,4 miliardi circa per il 2018 è stato così rideterminato a seguito della riduzione di 604 milioni dal decreto Mef 5 giugno 2017. Il Fondo non risulta capiente né per i rinnovi contrattuali né per i nuovi Lea in assenza di ulteriori stanziamenti. L’applicazione dei nuovi Lea a pieno regime nel 2018, infatti, comporterà nuova spesa”.

E altrettanto secca è la richiesta di base: la priorità è un incremento delle risorse per il finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale.
Sulla legge di bilancio le Regioni hanno elaborato una serie di emendamenti che hanno consegnato al Governo, ma viste le troppe criticità, hanno anche chiesto il rinvio della discussione in Conferenza Unificata, per cercare di giungere la prossima settimana con qualche accordo in più.
"Non saremmo al momento nella possibilità di dare un parere favorevole: chiederemo si possa rinviare di una settimana perché si e' sempre riusciti alla fine a trovare un ragionevole accordo e mi auguro che anche stavolta il governo ci ascolti", ha detto il presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini al termine della Conferenza delle Regioni sulla manovra.
 
"Abbiamo da un lato alcune centinaia di milioni di euro di riequilibrio, come abbiamo chiesto di poter ottenere, sulla parte  extra sanità - ha spiegato - E poi alcune questioni sulla sanità, a partire dal contratto, che possono essere riformulate". "In questi  casi bisogna non fasciarsi la testa, lavorare sodo e cercare di  ottenere nella trattativa quello che immaginiamo possa essere un ragionevole ed equilibrato compromesso", ha concluso.   Gli emendamenti elaborati sono oltre trenta, di cui una decina circa riguardano direttamente o indirettamente la sanità.
Una parte di questi è frutto della Commissione salute delle Regioni.

Il primo riguarda il pay back farmaceutico.  Le proposte di emendamento puntano  a consentire l’iscrizione nei bilanci regionali delle somme derivanti dal pay back farmaceutico per gli anni 2013/2015 e 2016, anche in considerazione che solo per le annualità 2013 e 2014 era stata consentita l’iscrizione di una quota di pay back pari al 90% degli importi contenuti nell’apposita determina Aifa. Scopo dell’emendamento è rendere piùù agevole per le Regioni e Province Autonome l’utilizzo dei registri Aifa.

Poi la certificazione Inail. La norma ha l’obiettivo di consentire la remunerazione dei professionisti pubblici e convenzionati che svolgono l’attività di certificazione per infortuni e malattie professionali e prevede non la remunerazione del singolo certificato emesso ma del servizio di certificazione nell’ambito dell’attività medica. Infatti, le risorse aggiuntive previste incrementano le risorse dei contratti di lavoro. In sostanza si prevede il trasferimento di risorse da Inail alle risorse del fabbisogno indistinto del Servizio Sanitario Nazionale di 25 milioni euro. Poi che le risorse di competenza dei professionisti pubblici, definite d’intesa tra lo Stato-Regioni confluiscano nei fondi integrativi aziendali e quelle di competenza dei professionisti convenzionati, definite d’intesa tra lo Stato-Regioni integrino la quota capitaria definita dai contratti collettivi di lavoro. Si prevede poi una possibile rivalutazione da parte di Inail dei 25 milioni, fino ad un incremento massimo del 20%, sulla base dei dati disponibili ogni due anni. Il nuovo meccanismo dovrebbe comportare una più corretta analisi del fenomeno. Gli oneri a carico dell’Inail saranno solo per i servizi telematici e sempre per i 25 milioni trasferiti e non potranno essere richiesti compensi ai soggetti infortunati e ai malati professionali per il rilascio della certificazione a cui si applicano, per quelle trasmesse fino a fine 2017, gli accordi sottoscritti da Inail e dalle sigle sindacali.

Altro emendamento riguarda l’attuazione del Piano cronicità per consentire alle Regioni e Province Autonome di attuarlo, dando loro la possibilità alle Regioni di operare la stratificazione degli assistiti.

In sostanza nella legge di bilancio si dovrebbe prevedere che “per garantire l’attuazione del Piano Nazionale Cronicità e l’efficiente allocazione delle risorse, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano operano la stratificazione degli assistiti per rischio di malattia, elaborando le informazioni derivanti dai dati clinico-sanitari, sociali e socio-sanitari, dell’assistito presenti negli archivi del sistema informativo regionale, a fini di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione e di programmazione sanitaria, verifica delle qualità delle cure e valutazione dell'assistenza sanitaria”.

Un ulteriore emendamento riguarda gli indennizzi agli emotrasfusi e secondo le Regioni è necessario in quanto hanno anticipato per gli anni 2015, 2016 e 2017 le risorse per questa funzione e sono ancora in attesa del trasferimento dallo Stato delle somme dovute. E chiedono anche di ripristinare il finanziamento a regime per l’esercizio degli emoindennizzi a decorrere dal 2018.

C’è poi nel carnet della Commissione salute un emendamento per il finanziamento di ulteriori 2000 nuovi contratti di formazione specialistica a decorrere dal prossimo anno accademico (a.a. 2017/2018). Il numero dei contratti di formazione specialistica medica per il  2016/2017 con finanziamento a carico dello Stato (compreso il Fondo Sanitario) è stato determinato in 6.105 unità dal Dm 22 settembre 2017 del ministero della Salute di concerto con i ministeri dell’Istruzione e dell’economia. L’emendamento si propone di incrementare per i prossimi anni accademici il numero di un contingente di 2.000 nuove unità, per rendere maggiormente congruente la corrispondenza tra i fabbisogni di medici specialisti dichiarati dalle Regioni e il numero degli studenti ammessi a frequentare i corsi di laurea in medicina e chirurgia con i medici ammessi alla formazione specialistica.
Prevista anche la stabilizzazione dei ricercatori del Ssn, quelli degli Irccs pubblici, degli Izs e dei ricercatori degli altri enti del Ssn nel ruolo  del comparto e nel ruolo della dirigenza, anche in relazione alla definizione di uno specifico inquadramento contrattuale.

Ci sono poi altri emendamenti che comunque riguardano la sanità.

Tra questi ad esempio uno riguarda il personale per le funzioni di difesa fitosanitaria obbligatoria e di tutela idrogeologica e prevede la possibilità di acquisire le risorse umane a tempo determinato, in considerazione della natura stagionale delle attività da realizzare, impegnate per garantire le attività di difesa fitosanitaria obbligatoria e di tutela idrogeologica e forestale.

E c'è anche un emendamento che riguarda la dirigenza pta della sanità (professionale, tecnica e amministrativa) e che prevede il passaggio dei dirigenti professionali, tecnici e amministrativi del sistema sanitario nazionale nell’area di contrattazione della sanità. Il passaggio è necessario secondo le Regioni per il mancato esercizio della delega prevista dalla legge 124/2015 che prevedeva il passaggio della dirigenza professionale tecnica e amministrativa degli enti del sistema sanitario nazionale nel ruolo della dirigenza regionale.
 

 

 

 


 
 
09 novembre 2017
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