Il Global Climate Highlights 2025 diffuso dal servizio Copernicus delle istituzioni europee conferma l’accelerazione della crisi climatica e i suoi effetti sanitari: aumento dei ricoveri per stress da caldo, aggravamento delle patologie croniche, più incendi e alluvioni. L’Italia, nel 2025, è tra i Paesi europei più colpiti da ondate di calore prolungate, siccità, fenomeni meteorologici estremi e un Mediterraneo sempre più caldo. IL REPORT
L’apertura del rapporto Copernicus non lascia dubbi: il 2025 ha rappresentato un punto critico non solo per l’equilibrio climatico, ma soprattutto per la salute pubblica.
L’aumento delle temperature e la crescita dello stress termico (fino a +110 giorni in alcune aree del pianeta) hanno avuto conseguenze dirette:
In Europa — e particolarmente nel bacino Mediterraneo — queste dinamiche sono risultate più marcate, con l’Italia tra le aree più colpite da eventi climatici e sanitari combinati.
2025: terzo anno più caldo della storia
Il rapporto Copernicus conferma che il 2025 è stato il terzo anno più caldo mai registrato, con un riscaldamento globale pari a +1,4°C rispetto al periodo pre-industriale.
La media triennale 2023–2025 ha superato per la prima volta +1,5°C, soglia critica dell’Accordo di Parigi, segnalando un’accelerazione del riscaldamento globale.
Ocean warming senza El Niño: un segnale strutturale
La temperatura media della superficie del mare (SST) è rimasta molto elevata per tutto il 2025, anche in assenza di El Niño.
Il Mediterraneo più caldo amplifica ondate di calore, siccità e fenomeni estremi lungo le coste, con impatto diretto sull’Italia.
Ghiacci polari ai minimi
Il 2025 ha segnato nuovi minimi storico-satellitari:
Eventi estremi in aumento: alluvioni, cicloni, incendi
Il 2025 ha visto un incremento di eventi estremi con forti impatti su salute, infrastrutture e sistemi sanitari:
In Europa tempeste nominate e piogge estreme hanno colpito Irlanda, Regno Unito, Scandinavia e Mediterraneo orientale.
FOCUS ITALIA
L’Italia è indicata nel rapporto come una delle regioni europee più esposte e vulnerabili agli impatti del riscaldamento globale, con ripercussioni dirette su sanità, agricoltura, risorse idriche e infrastrutture.
1. Ondate di calore prolungate e più intense
Durante l’estate 2025, l’Italia — soprattutto Centro e Sud — ha registrato ondate di calore ripetute, spesso precoci e accompagnate da condizioni di umidità elevata che aumentano il rischio di stress termico.
Le città più colpite secondo Copernicus e dati meteorologici correlati:
Conseguenze sanitarie riscontrate o attese:
2. Mediterraneo bollente: impatti su coste, pesca e turismo
Il Mediterraneo ha registrato anomalie termiche significative, tra le più elevate d’Europa.
Effetti sul territorio italiano:
3. Piogge estreme e alluvioni
Il 2025 ha confermato la tendenza a precipitazioni improvvise e violente.
In Italia si sono registrati episodi significativi, in particolare:
Impatti sanitari:
4. Incendi e qualità dell’aria
Le condizioni di siccità e ondate di calore hanno favorito incendi soprattutto in:
Con conseguenze sulla salute:
5. Ritorno delle malattie trasmesse da vettori
Il riscaldamento del Mediterraneo favorisce la diffusione verso nord di insetti come:
L’Italia ha già registrato negli ultimi anni un aumento dei casi autoctoni di arbovirosi, fenomeno destinato a intensificarsi secondo gli scenari climatici.
Con un riscaldamento globale a +1,4°C nel 2025 e la prospettiva di superare strutturalmente +1,5°C entro il 2029, la roadmap europea — e italiana — deve accelerare sia sul fronte mitigazione sia adattamento sanitario.
Le priorità evidenziate dal rapporto includono: