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Clima, 2025 tra gli anni più caldi di sempre: cresce l’impatto sulla salute. In Italia ondate di calore, incendi e mare sempre più caldo. Il rapporto Copernicus

Il Global Climate Highlights 2025 diffuso dal servizio Copernicus delle istituzioni europee conferma l’accelerazione della crisi climatica e i suoi effetti sanitari: aumento dei ricoveri per stress da caldo, aggravamento delle patologie croniche, più incendi e alluvioni. L’Italia, nel 2025, è tra i Paesi europei più colpiti da ondate di calore prolungate, siccità, fenomeni meteorologici estremi e un Mediterraneo sempre più caldo. IL REPORT

14 GEN -

L’apertura del rapporto Copernicus non lascia dubbi: il 2025 ha rappresentato un punto critico non solo per l’equilibrio climatico, ma soprattutto per la salute pubblica.

L’aumento delle temperature e la crescita dello stress termico (fino a +110 giorni in alcune aree del pianeta) hanno avuto conseguenze dirette:

  • incremento di accessi al Pronto Soccorso per colpi di calore e disidratazione,
  • peggioramento di malattie cardiovascolari e respiratorie,
  • aumento della mortalità estiva soprattutto tra anziani e fragili,
  • impatti sulla salute mentale legati a incendi, alluvioni ed evacuazioni,
  • aumento della diffusione di insetti vettori (zanzare, zecche) che favoriscono malattie trasmesse.

In Europa — e particolarmente nel bacino Mediterraneo — queste dinamiche sono risultate più marcate, con l’Italia tra le aree più colpite da eventi climatici e sanitari combinati.

2025: terzo anno più caldo della storia

Il rapporto Copernicus conferma che il 2025 è stato il terzo anno più caldo mai registrato, con un riscaldamento globale pari a +1,4°C rispetto al periodo pre-industriale.

La media triennale 2023–2025 ha superato per la prima volta +1,5°C, soglia critica dell’Accordo di Parigi, segnalando un’accelerazione del riscaldamento globale.

Ocean warming senza El Niño: un segnale strutturale

La temperatura media della superficie del mare (SST) è rimasta molto elevata per tutto il 2025, anche in assenza di El Niño.

  • SST 2025: 20,73°C, terzo valore più alto di sempre.
  • Pacifico nordoccidentale: condizioni “eccezionalmente calde”.
  • Nord Atlantico ed Europa: estesi settori sopra la soglia dei record.
  • Mediterraneo: tra le aree con riscaldamento più rapido dal 1980 (+1,3°C).

Il Mediterraneo più caldo amplifica ondate di calore, siccità e fenomeni estremi lungo le coste, con impatto diretto sull’Italia.

Ghiacci polari ai minimi

Il 2025 ha segnato nuovi minimi storico-satellitari:

  • Artico: massimo di marzo più basso di sempre in 47 anni di rilevazioni.
  • Antartide: quarto minimo annuale e livelli persistentemente sotto-media.
  • Febbraio 2025: mese con la minore estensione globale dei ghiacci mai registrata.

Eventi estremi in aumento: alluvioni, cicloni, incendi

Il 2025 ha visto un incremento di eventi estremi con forti impatti su salute, infrastrutture e sistemi sanitari:

  • 103 tempeste tropicali globali (20 di massima intensità);
  • alluvioni improvvise per piogge record in USA, Asia e Africa;
  • intensificazione di incendi e siccità in Nord America, Europa, Australia.

In Europa tempeste nominate e piogge estreme hanno colpito Irlanda, Regno Unito, Scandinavia e Mediterraneo orientale.

FOCUS ITALIA

L’Italia è indicata nel rapporto come una delle regioni europee più esposte e vulnerabili agli impatti del riscaldamento globale, con ripercussioni dirette su sanità, agricoltura, risorse idriche e infrastrutture.

1. Ondate di calore prolungate e più intense

Durante l’estate 2025, l’Italia — soprattutto Centro e Sud — ha registrato ondate di calore ripetute, spesso precoci e accompagnate da condizioni di umidità elevata che aumentano il rischio di stress termico.

Le città più colpite secondo Copernicus e dati meteorologici correlati:

  • Roma
  • Firenze
  • Bari
  • Palermo
  • Cagliari
  • Milano e Torino (con ondate meno lunghe ma molto intense)

Conseguenze sanitarie riscontrate o attese:

  • aumento della mortalità estiva tra fragili,
  • crescita degli accessi al PS per disidratazione e complicanze cardio-respiratorie,
  • sovraccarico dei servizi territoriali nei periodi di allerta,
  • difficoltà nella gestione dei pazienti cronici e dei non autosufficienti.

2. Mediterraneo bollente: impatti su coste, pesca e turismo

Il Mediterraneo ha registrato anomalie termiche significative, tra le più elevate d’Europa.

Effetti sul territorio italiano:

  • aumento del livello del mare e rischio erosione,
  • stress sugli ecosistemi marini e calo della biodiversità,
  • proliferazione di specie invasive (es. meduse, alghe tossiche),
  • impatti sulla salute (ustioni da contatto, infezioni cutanee, proliferazione batterica).

3. Piogge estreme e alluvioni

Il 2025 ha confermato la tendenza a precipitazioni improvvise e violente.

In Italia si sono registrati episodi significativi, in particolare:

  • Nord Italia: eventi alluvionali improvvisi in primavera e autunno.
  • Centro: fenomeni intensi legati a “bombe d’acqua”.
  • Sud e isole: nubifragi associati a cicloni mediterranei e mari molto caldi.

Impatti sanitari:

  • contaminazione delle acque e aumento del rischio di patologie enteriche;
  • evacuazioni e stress psicologico;
  • difficoltà di accesso ai servizi sanitari per interruzione delle vie di comunicazione.

4. Incendi e qualità dell’aria

Le condizioni di siccità e ondate di calore hanno favorito incendi soprattutto in:

  • Sicilia
  • Sardegna
  • Calabria
  • Puglia

Con conseguenze sulla salute:

  • aumento delle irritazioni respiratorie,
  • aggravamento delle patologie asmatiche e broncopneumopatiche,
  • incremento ricoveri per problemi cardiocircolatori legati al fumo,
  • stress psicologico e traumi da evacuazione.

5. Ritorno delle malattie trasmesse da vettori

Il riscaldamento del Mediterraneo favorisce la diffusione verso nord di insetti come:

  • zanzare tigre (Aedes albopictus),
  • zanzare Aedes aegypti, vettori di dengue, zika, chikungunya,
  • zecche vettori di TBE e altre infezioni.

L’Italia ha già registrato negli ultimi anni un aumento dei casi autoctoni di arbovirosi, fenomeno destinato a intensificarsi secondo gli scenari climatici.

Con un riscaldamento globale a +1,4°C nel 2025 e la prospettiva di superare strutturalmente +1,5°C entro il 2029, la roadmap europea — e italiana — deve accelerare sia sul fronte mitigazione sia adattamento sanitario.

Le priorità evidenziate dal rapporto includono:

  • piani nazionali e regionali contro le ondate di calore,
  • sistemi di allerta precoce per eventi estremi,
  • rafforzamento della sanità territoriale nei mesi estivi,
  • protezione delle categorie fragili,
  • monitoraggio delle malattie infettive emergenti,
  • resilienza delle infrastrutture sanitarie (ospedali e RSA).
14 gennaio 2026
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