Sebbene il finanziamento della sanità in Italia sia inferiore alla media Ocse sia in rapporto al Pil che pro capite a parità di potere d'acquisto, il nostro Paese registra una spesa sanitaria sostenuta direttamente dalle famiglie ("out of pocket") superiore alla media dei paesi Ocse.
Questo è quanto emerge dal rapporto Health at a Glance: Europe 2025 dell'Ocse.
A fronte di un'incidenza media della spesa sanitaria sul consumo delle famiglie del 3,2%, il dato italiano si attesta al 3,5%, in linea con la Spagna ma sensibilmente più alto rispetto a Germania (2,5%) e Francia (2%).

A cosa è dovuta questa spesa? A livello generale, i farmaci e altri dispositivi medici costituiscono la principale voce di spesa per le famiglie, rappresentando in media il 41% della spesa sanitaria a carico dei cittadini nel 2023. In Messico, Slovacchia e Polonia, i prodotti farmaceutici hanno superato il 60% della spesa out of pocket.
Tuttavia, nel caso italiano, la principale componente di spesa è rappresentata dall'assistenza ambulatoriale. Se questa voce incide in media per il 22% sulla spesa sanitaria delle famiglie, in Italia raggiunge il 48% - il secondo dato più elevato nell'area Ocse dopo il Portogallo (52%).

Un ulteriore indicatore considerato è la "spesa sanitaria catastrofica", relativa alle famiglie che sostengono costi sanitari insostenibili. Questa quota varia notevolmente tra i paesi Ocse, passando da meno del 2% in Svezia, Slovenia, Regno Unito, Irlanda e Paesi Bassi, a oltre il 10% in Lituania, Lettonia e Ungheria. Con l'8,6% di famiglie gravate da spese catastrofiche, l'Italia registra il nono peggior risultato nell'area Ocse, posizionandosi su livelli comparabili a quelli di alcuni paesi dell'Europa orientale.

Giovanni Rodriquez