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Covid-19. Ecco come l’aspirina modifica la proteina Spike e ostacola l’ingresso del virus nelle cellule, riducendo il danno polmonare

Un nuovo studio dell’Istituto Mario Negri, pubblicato su Frontiers in Immunology, mostra che l’aspirina induce modificazioni strutturali della proteina Spike di Sars -CoV-2, riducendone la capacità di legarsi alle cellule dell’ospite. Nei modelli sperimentali questo si associa a una diminuzione di infiammazione, fibrosi e danno polmonare

15 GEN -

Nei momenti critici della pandemia da Covid-19, studi dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri (pubblicati su: eClinicalMedicine, 2021; Frontiers in Medicine, 2022; The Lancet Infectious Diseases, 2023) suggerivano che l’uso tempestivo di farmaci antinfiammatori non steroidei, inclusa l’aspirina, poteva ridurre le manifestazioni di malattia grave e la necessità di ricorrere all’ospedale. L’importanza degli antiinfiammatori non steroidei nelle fasi precoci delle malattie respiratorie è stata poi ribadita da uno studio indipendente pubblicato nel 2024.

Un nuovo studio del Mario Negri, pubblicato su Frontiers in Immunology, ha preso ora in esame i meccanismi molecolari dell’effetto dell’aspirina sulla struttura della proteina “spike”, quella che consente al virus di legarsi alle cellule dell’ospite. La ricerca, ha spiegato Luca Perico, primo autore dello studio “ha dimostrato che concentrazioni di aspirina paragonabili a quelle che si raggiungono nell’uomo inducono modificazioni strutturali sulla proteina spike di Sars-CoV-2 che limitano la sua capacità di legarsi al recettore ACE2 sulle cellule epiteliali”.

“Queste osservazioni – aggiunge Ariela Benigni, coordinatore delle ricerche della sede di Bergamo e Ranica (BG) – sono state fatte in cellule in coltura e in modelli sperimentali nei quali si è potuto documentare che l’aspirina riduce il danno polmonare, la fibrosi e l’infiammazione indotte dalla proteina spike di Sars-CoV-2”.

Antinfiammatori non steroidei andrebbero quindi “assunti nelle prime fasi dell’infezione da Sars-CoV-2; seguendo comunque il consiglio del medico e mai in regime di autoprescrizione” conclude Giuseppe Remuzzi, Direttore dell’Istituto Mario Negri.

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15 gennaio 2026
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