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Listeriosi, casi gravi in aumento in Europa: EFSA ed ECDC lanciano l’allarme nel nuovo rapporto “One Health” 2024

Nel 2024 la Listeria ha registrato la più alta percentuale di ricoveri e decessi tra tutte le infezioni alimentari nell’UE. L’invecchiamento della popolazione, il crescente consumo di prodotti pronti al consumo e pratiche scorrette di conservazione tra i principali fattori alla base dell’aumento. Campylobacter e Salmonella restano però le cause più diffuse di malattie alimentari.IL RAPPORTO

12 DIC -

Aumentano in Europa i casi più gravi di listeriosi e, secondo l’ultimo rapporto annuale “One Health” pubblicato da EFSA ed ECDC, la tendenza potrebbe essere destinata a crescere ulteriormente. A trainarla, spiegano gli esperti, sono l’evoluzione delle abitudini alimentari – in particolare il consumo di prodotti ready-to-eat – e l’invecchiamento della popolazione, che rende una fetta sempre più ampia dei cittadini vulnerabile alle forme severe dell’infezione.

Il quadro epidemiologico: più ricoveri e più decessi
Nel 2024 la listeriosi è risultata l’infezione alimentare con la più alta gravità: circa 7 pazienti su 10 hanno richiesto il ricovero e 1 su 12 è deceduto. Un dato che, pur inserito in un contesto europeo con standard di sicurezza alimentare elevati, conferma la capacità del batterio Listeria monocytogenes di provocare forme cliniche molto severe, specie in anziani, immunodepressi e donne in gravidanza.

Le fonti alimentari e i livelli di contaminazione
Le principali fonti di infezione restano uova, carne e alimenti pronti al consumo. Per questi ultimi, tuttavia, i livelli di contaminazione risultano generalmente bassi: la percentuale di campioni che superano i limiti di sicurezza europei varia dallo 0% al 3%, con le salsicce fermentate indicate come la categoria più frequentemente contaminata.
Anche se la contaminazione rimane rara, la Listeria può causare malattie molto gravi”, ha ricordato Ole Heuer dell’ECDC.

Campylobacter e Salmonella: ancora i patogeni più diffusi
Listeria è il rischio più severo, ma non il più frequente. Campylobacter e Salmonella continuano infatti a rappresentare la prima causa di malattie zoonotiche alimentari. Le carni di pollame e le uova rimangono i principali veicoli.
Preoccupa, inoltre, il settore animale: negli ultimi dieci anni è stato registrato un aumento significativo degli allevamenti di polli da riproduzione e tacchini positivi alla Salmonella. Solo 14 Stati membri hanno centrato gli obiettivi UE di riduzione nel pollame.
Un segnale, osserva Frank Verdonck dell’EFSA, che richiama alla necessità di “sforzi costanti lungo l’intera filiera alimentare”.

Sorveglianza più avanzata grazie al sequenziamento genomico
EFSA ed ECDC sottolineano come strumenti moderni, tra cui il sequenziamento dell’intero genoma, consentano oggi di identificare i focolai in modo più rapido e coordinare meglio le indagini, aumentando l’efficacia degli interventi di sanità pubblica.

Prevenzione: cosa possono fare i cittadini
La maggior parte delle infezioni alimentari è prevenibile con buone pratiche domestiche:

  • mantenere il frigorifero a = 5 °C
  • consumare gli alimenti prima della scadenza
  • cuocere adeguatamente carne e pollame
  • lavare mani e superfici dopo aver manipolato cibi crudi
  • separare alimenti crudi e cotti
    Per i gruppi più fragili, EFSA raccomanda di evitare prodotti ready-to-eat, latte crudo e formaggi a pasta molle da latte non pastorizzato.
12 dicembre 2025
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