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Farmacie. Mandelli (Fofi): "Una rete sempre più forte per il Paese. Le carenze di farmaci si risolvono con le competenze"

Il presidente della Federazione degli ordini dei farmacisti italiani: "Il testo unico è una necessità reale, la normativa risale ai regi decreti del 1934. L'evoluzione? L'avevamo progettata già vent'anni fa".

25 MAG -

In un Paese che invecchia, con famiglie che si sfilacciano e pazienti sempre più soli, la farmacia non può restare immobile. Lo ha detto Andrea Mandelli, presidente della Fofi (Federazione degli ordini dei farmacisti italiani), intervistato da L’Identità in occasione dell'edizione di quest'anno di Cosmofarma.

"Per noi, un appuntamento molto importante – ha spiegato Mandelli – rappresenta un punto di incontro tra i farmacisti, che ci consente di trattare i temi più importanti che impattano sulla nostra professione. Dall'approfondimento scientifico e operativo alle questioni politiche affrontate in Plenaria. Una kermesse che ci consente di stare al passo con i tempi effervescenti che sta vivendo il comparto".

Un Paese che invecchia e famiglie che si sfilacciano
"Il Paese sta invecchiando – ha osservato il presidente – ce lo ha ripetuto anche l'Istat: facciamo pochi figli e abbiamo sempre più capelli bianchi. A ciò si aggiunge l'allungamento delle speranze di vita. E dico grazie a Dio, non per interessi di corporazione ma perché siamo tutti ben contenti di stare al mondo". Questo, però, comporta l'emergere di ulteriori sfide, prima fra tutte la cronicità delle malattie.

Ma c'è un'altra questione molto importante che conferisce un ruolo ancora più centrale alle farmacie. "Le famiglie si sfilacciano, siamo sempre più soli e i pazienti hanno sempre più bisogno di una figura di prossimità che li aiuti a prendere un farmaco, a interpretare un problema – ha spiegato Mandelli –. I farmacisti, grazie alla presenza capillare sul territorio e alla copertura, grazie al sistema dei turni, di ogni giorno e fascia oraria, riescono a garantire questa presenza".

Una rete di 19mila farmacie e 110mila professionisti
"Non c'è giorno in cui gli italiani non possano contare sulla copertura delle farmacie", ha sottolineato il presidente. Su tutto il territorio nazionale ce ne sono 19mila, una ogni 3.300 abitanti. Al banco lavorano circa 70mila farmacisti laureati. In tutto, i professionisti del settore in Italia sono 110mila.

L'intuizione del 2006: la farmacia dei servizi
Mandelli ha rivendicato la capacità della categoria di anticipare i tempi: "Noi il futuro l'avevamo immaginato, e anticipato, già vent'anni fa. Fu proprio nel 2006 che progettammo il futuro della nostra professione". Rispetto a vent'anni fa, il farmacista resta dispensatore del farmaco e preparatore di prodotti galenici, ma "allora avemmo la visione di voler fare qualcosa di più, anticipando quello che sarebbe stato il cambiamento della società che ci avrebbe investito".

"Ci voleva un cambiamento – ha aggiunto – per un professionista che doveva essere protagonista della telemedicina, diventando figura centrale in quegli esami orientativi che, oggi, si possono fare, appunto, in farmacia". Nel 2009, con il governo Berlusconi, quella sulla farmacia dei servizi divenne una legge dello Stato.

Il Covid e la marcia in più dei farmacisti
"Poi è arrivato il Covid – ha ricordato Mandelli – e all'epoca della pandemia, è evidente, i farmacisti hanno mostrato di avere una marcia in più nel rispondere a tutte le esigenze di quel frangente delicatissimo: un impegno vissuto in prima fila al fianco dei cittadini, dai tamponi fino ai vaccini". Secondo il presidente, la categoria ha intercettato le dinamiche evolutive della società imprimendole alla professione del farmacista.

E ha aggiunto: "Con il nuovo percorso di studi, e siamo ormai al quarto anno, usciranno dalle università giovani ancora più preparati sotto il profilo dei servizi professionali".

La sfida del testo unico: norme ferme al 1934
Sul fronte istituzionale, Mandelli ha indicato la priorità del nuovo testo unico. "È una necessità reale – ha affermato – parliamo di una materia che è regolamentata ancora da regi decreti risalenti al 1934. Quasi non c'erano i telefoni, a quell'epoca. Oggi abbiamo l'intelligenza artificiale. È molto importante per noi che il governo, e in particolare il sottosegretario Marcello Gemmato, abbiano compreso la necessità di una spinta in questo senso. Siamo agli emendamenti, speriamo che il testo unico possa vedere finalmente la luce".

Le carenze di farmaci: il nodo dei principi attivi

Sul rischio carenze dei farmaci, il presidente ha adottato un approccio pragmatico. "È evidente che viviamo un periodo di guerra e sappiamo benissimo che ci potranno essere problemi". Qui si torna alla necessità del testo unico, "che prevede, finalmente, che anche in Italia si potranno fare i principi attivi. Se è vero, come lo è, che siamo i più bravi a 'cucinare' i farmaci, lo è altrettanto il fatto che, al momento, siamo fragili sulle materie prime. La legge servirà a rafforzarci su questo".

L'autostrada della comunicazione tra medici e farmacisti
Mandelli ha concluso con un auspicio: "Credo pure che non ci sia problema che non si possa risolvere con la comunicazione". E ha annunciato iniziative già avviate in tal senso: "Ritengo che debba aprirsi un'autostrada virtuosa di confronto tra medici e farmacisti. Se dovessero insorgere carenze, entrerebbero in gioco le competenze del professionista. E se ben due professionisti parlano tra di loro, una soluzione per alleviare le condizioni del paziente si trova sempre".

25 maggio 2026
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