I dati aggiornati relativi alla partecipazione dei dipendenti di farmacia privata allo sciopero nazionale del 13 aprile, mostrano un tasso di adesione intorno al 9% tra il personale farmacista e intorno al 2,5% tra i dipendenti non farmacisti, con una media ponderata complessiva pari circa al 7%, scrive Federfarma, rispondendo ai sindacati sull'interpretazione parziale dei numeri.
Federfarma risponde ai sindacati con i dati aggiornati sulla partecipazione allo sciopero del 13 aprile, riaffermando la bassa adesione dopo l’accusa di aver strumentalizzato informazioni parziali.
I dati aggiornati relativi alla partecipazione dei dipendenti di farmacia privata allo sciopero nazionale del 13 aprile, mostrano un tasso di adesione intorno al 9% tra il personale farmacista e intorno al 2,5% tra i dipendenti non farmacisti, con una media ponderata complessiva pari circa al 7%. Soltanto 52 farmacie sono rimaste chiuse per mancanza di personale, scrive Federfarma.
Le rilevazioni sono state effettuate sulla base delle comunicazioni pervenute da circa 10.000 farmacie (oltre il 50% del totale), la partecipazione dei dipendenti è diminuita di oltre il 50% rispetto allo sciopero del 6 novembre 2025. “A tal proposito, si evidenzia come il campione di 6.000 farmacie presentato all’indomani dello sciopero sarebbe stato già ampiamente sufficiente per garantire la validità statistica del dato, che risulta quindi pienamente confermato” spiega ancora Federfarma.
La Federazione si rende poi disponibile a dialogare con le organizzazioni sindacali sui dati raccolti, nel rispetto della privacy dei dipendenti. “Da verifiche effettuate a campione emerge che le farmacie nelle quali i dipendenti non si sono astenuti dal lavoro, tendono a non comunicare tale informazione. Pertanto è verosimile che il tasso complessivo di adesione allo sciopero sia ancor più basso” aggiunge.
Federfarma ribadisce la propria convinzione sulla necessità di pervenire in tempi brevi alla conclusione delle trattative, nell’interesse dei dipendenti che potranno così beneficiare quanto prima di migliori condizioni economiche e lavorative.
Ora, “Federfarma auspica che le Organizzazioni sindacali effettuino una profonda riflessione sulle proposte oggetto di contrattazione e, superando le attuali posizioni, si rendano finalmente disponibili a riaprire le trattative da loro interrotte”.