Il presidente della Federazione, ospite di Tgcom24: “Non siamo coinvolti nelle trattative, ma rappresentiamo la casa di tutti i farmacisti. Servono proposte coerenti con l'evoluzione della professione e il ruolo nella sanità di prossimità”.
La Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani non è coinvolta per legge nelle trattative sul contratto collettivo nazionale di lavoro dei farmacisti dipendenti delle farmacie private. Ma rappresenta “la casa di tutti i farmacisti” e come tale promuove il dialogo. Lo ha ribadito il presidente Andrea Mandelli, ospite di Tgcom24.
Nel corso dell'intervista, Mandelli ha invitato le parti a riflettere su proposte coerenti con l'evoluzione della professione, che riconoscano le competenze e il ruolo dei farmacisti nella sanità di prossimità. Un ruolo che, soprattutto dopo la pandemia e con l'avvio della farmacia dei servizi, è diventato sempre più centrale nell'assistenza territoriale.
Due, in particolare, le misure auspicate dal presidente della Fofi. La prima è l'inquadramento del Ccnl nel comparto sanitario, un passaggio che qualificherebbe il lavoro del farmacista dipendente alla stregua degli altri professionisti della salute. La seconda è l'introduzione di una indennità di funzione sanitaria, una misura che – secondo Mandelli – potrebbe rappresentare “una prima risposta concreta” nel percorso verso la definizione di un contratto specifico per la categoria.
Un impegno, quello della Federazione, orientato a valorizzare il ruolo professionale del farmacista e a rafforzare la sanità di prossimità, con un obiettivo finale chiaro: il beneficio dei cittadini, primi destinatari di un servizio essenziale che ogni giorno le farmacie private garantiscono sui territori.