Il presidente Fofi, riprendendo le parole di Papa Leone XIV, sottolinea come la salute sia essenziale per la pace sociale e ribadisce l'impegno della categoria nel ridurre le disuguaglianze attraverso un servizio di prossimità e solidarietà, specialmente verso i più vulnerabili.
"‘La salute non è un lusso, ma una condizione essenziale per la pace sociale': il messaggio del Santo Padre richiama tutti a un impegno condiviso per costruire una sanità più vicina alle persone e capace di ridurre le disuguaglianze”.
Così Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani (Fofi), intervenuto all'udienza di Papa Leone XIV con i partecipanti al convegno “Oggi chi è il mio prossimo?”, promosso dal Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa, dall’Oms Europa e dalla Cei in occasione della pubblicazione del secondo Rapporto Oms sull’equità nella salute.
“La tutela della salute - prosegue Mandelli - richiede risposte accessibili e integrate, capaci di avvicinare concretamente prevenzione e cure ai cittadini, senza lasciare indietro nessuno. È un impegno che coinvolge quotidianamente i farmacisti, negli ospedali e sul territorio, dove la prossimità si traduce in ascolto, orientamento e presa in carico, soprattutto per le persone più fragili. Un ruolo insieme sanitario e sociale che contribuisce alla coesione delle comunità e che trova ulteriore forza nell’impegno dei farmacisti volontari, protagonisti di un’azione solidale che affianca l’attività professionale quotidiana e ne rafforza il valore di presidio di prossimità favorendo l’accesso ai medicinali e ai servizi sanitari anche per chi vive in condizioni di maggiore vulnerabilità”.
‘Soltanto insieme potremo costruire comunità solidali nelle quali si sviluppino benessere e pace’, ha ricordato Papa Leone XIV. “Sono parole importanti - conclude il presidente Fofi - che indicano una direzione chiara: lavorare insieme per costruire un sistema più equo e inclusivo e garantire concretamente il diritto alla salute, obiettivo che guida il nostro impegno quotidiano”.