Il presidente della Fofi interviene a Farmacista33 sul rinnovo del Ccnl: "Funzioni ampliate, servono più riconoscimento e una specifica indennità di funzione sanitaria".
Valorizzare il ruolo del farmacista attraverso un contratto di lavoro specifico del comparto sanitario, che renda la professione più attrattiva per giovani e laureati. È la proposta lanciata dal presidente della Federazione Ordini Farmacisti Italiani (Fofi), Andrea Mandelli, in un’intervista rilasciata a Farmacista33, nel dibattito sul rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro delle farmacie private.
La sintonia con la Filcams Cgil e la trasformazione in atto
Mandelli ha espresso piena sintonia con le posizioni della responsabile del Progetto Farmacie della Filcams Cgil, Benedetta Mariani, che nei giorni scorsi aveva sottolineato la necessità di “valorizzare e motivare i farmacisti a sostenere l’evoluzione della farmacia”. “Condividiamo le parole espresse dalla dott.ssa Mariani – ha chiarito il presidente Fofi – un obiettivo che è al centro della politica federale e che ha trovato concreta attuazione nel percorso avviato nel 2005”. Un percorso che, ha ricordato Mandelli, “ha progressivamente trasformato l’attività professionale del farmacista e inciso in modo significivo anche sulla formazione universitaria dei farmacisti di domani”.
Perché un contratto sanitario? Coerenza tra funzioni e riconoscimento
Al centro della proposta avanzata dal Consiglio nazionale della Fofi c’è il passaggio dall’attuale inquadramento contrattuale a quello del comparto sanitario, con la definizione di un contratto specifico per la professione. “L’ampliamento delle funzioni affidate al farmacista – ha spiegato Mandelli – in coerenza con il rafforzamento della sanità territoriale e con la piena integrazione della Farmacia dei servizi nel Ssn, comporta responsabilità professionali crescenti e un impegno strutturato in termini di formazione e aggiornamento continuo”. In questo quadro, un inquadramento sanitario “consentirebbe una maggiore coerenza tra funzioni svolte e riconoscimento professionale, contribuendo anche a rafforzare l’attrattività della professione in una fase in cui il sistema salute ha un crescente bisogno di farmacisti sul territorio”.
La proposta intermedia: un’indennità di funzione sanitaria già nel rinnovo
Pur non avendo un ruolo attivo diretto nella contrattazione, la Fofi ha voluto offrire il proprio contributo al confronto in corso, auspicando che le organizzazioni sindacali possano “individuare quanto prima le opportune convergenze”. Nell’attesa dei “tempi tecnici necessari per un eventuale cambio di inquadramento”, Mandelli ha indicato una possibile soluzione intermedia: “L’introduzione di una specifica indennità di funzione sanitaria già nell’attuale rinnovo del Ccnl può rappresentare uno strumento di valorizzazione delle competenze e delle responsabilità oggi richieste ai farmacisti collaboratori”.
Il ruolo della Fofi: stimolo nel rispetto delle parti sociali
“La Fofi – ha concluso il presidente – continuerà a svolgere il proprio ruolo istituzionale di stimolo e analisi, nel pieno rispetto delle prerogative delle parti sociali, con l’auspicio che il dialogo conduca rapidamente a soluzioni condivise nell’interesse dei professionisti e dei cittadini”. Una presa di posizione che rilancia il tema della valorizzazione contrattuale di una figura sempre più centrale nel nuovo assetto della sanità territoriale.