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Farmacisti dipendenti. Federfarma propone un aumento di 220 euro al mese. I sindacati: “Ancora insufficiente”

Federfarma propone un aumento di 220 euro mensili e nuove tutele per i farmacisti dipendenti, ma i sindacati bocciano l'offerta come insufficiente, lasciando la trattativa in stallo e rinviando i benefici.

04 FEB -

Un aumento complessivo di 220 euro al mese, una serie di misure per il riconoscimento professionale e la qualità della vita, ma la trattativa nazionale si arena ancora una volta. È quanto emerge dall’incontro tenutosi oggi tra Federfarma e le organizzazioni sindacali dei dipendenti di farmacia privata, nel quale l’associazione dei titolari ha presentato una nuova proposta contrattuale, definendola “un ulteriore passo in avanti” per rispondere alle richieste dei collaboratori e garantire la sostenibilità delle farmacie, specie nelle aree più fragili.

La proposta di incremento salariale si articola in tre quote: una base di 130 euro comune a tutti i livelli, una quota aggiuntiva di 70 euro riservata ai farmacisti – per riconoscere “gli anni di studio, il livello professionale e la delicatezza del ruolo” – e 20 euro a titolo di garanzia, in attesa dell’attivazione della contrattazione regionale di secondo livello. Secondo Federfarma, l’intervento tiene conto delle “istanze espresse dai farmacisti collaboratori” e della necessità di “mantenere la sostenibilità di tutte le farmacie, anche quelle che operano in piccoli centri spesso privi di altri servizi”.

Oltre all’aumento lineare, la proposta include una serie di vantaggi economici e normativi:

- Integrazione al 100% della retribuzione durante il congedo di maternità obbligatorio;

- Rimodulazione dei requisiti per l’attribuzione del livello Q2, per un riconoscimento più chiaro della professionalità;

- Riduzione dei tempi di avanzamento di livello (ad esempio, passaggio dal primo livello al Q3 dopo un anno invece di due);

- Definizione puntuale del lavoro notturno, con maggiorazione a partire dalle ore 20.00 o dall’orario di chiusura serale previsto a livello regionale;

- 8 ore retribuite annue per la formazione ECM in orario di lavoro;

- Aumento del periodo di comporto per malattie gravi;

- Incrementi delle maggiorazioni per reperibilità (dal 10% al 15%) e lavoro supplementare (dal 25% al 35%);

- Introduzione di un congedo per le vittime di violenza di genere;

- Possibilità di anticipazione del TFR in nuove casistiche;

- Avvio della contrattazione regionale di secondo livello, con linee guida nazionali.

Nonostante il pacchetto articolato, le organizzazioni sindacali hanno giudicato le proposte ancora insufficienti, dichiarandosi «insoddisfatte» e rinviando così la prosecuzione delle trattative. La conseguenza, secondo Federfarma, è un ulteriore ritardo nell’erogazione delle nuove condizioni economiche e dei benefici fiscali previsti dalla legge di bilancio 2026 per i dipendenti del settore.

La trattativa rimane dunque in stallo, mentre Federfarma ribadisce l’obiettivo di “valorizzare la professionalità dei collaboratori e migliorarne la qualità della vita”, e i sindacati chiedono un ulteriore passo in avanti sul fronte salariale e delle tutele.

04 febbraio 2026
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