31 LUG - Il ritorno del West Nile Virus nelle cronache sanitarie italiane e internazionali è un campanello d’allarme che non può essere ignorato. Benché noto fin dal 1937, il WNV si conferma oggi una minaccia sanitaria concreta e diffusa, sostenuta dai cambiamenti climatici e dalle dinamiche globali. In questo scenario, la prevenzione e la sorveglianza veterinaria rappresentano i pilastri di un’efficace strategia di contenimento, in perfetta sintonia con il paradigma One Health.
Trasportato da zanzare del genere Culex, il virus ha come serbatoio naturale gli uccelli, mentre cavalli e uomini sono ospiti accidentali, incapaci di trasmettere ulteriormente l’infezione. In Italia, endemico soprattutto nella pianura padana, il virus ha esteso recentemente il suo raggio d’azione anche al centro-sud, con focolai in Lazio e Campania.
L'80% delle infezioni è asintomatico. Solo l’1-2% evolve in forme gravi (meningite, encefalite), spesso nei soggetti fragili.
L’approccio One Health si traduce in azioni concrete: il Piano Nazionale di Prevenzione e Sorveglianza delle Arbovirosi (PNA) 2020–2025 promuove un modello integrato tra salute umana, animale e ambientale. I servizi veterinari, in questo contesto, svolgono un ruolo strategico su tre fronti:
- Entomologico: monitoraggio delle zanzare con trappole e analisi;
- Sugli equidi: i cavalli, “sentinelle” cliniche, vengono osservati per sintomi neurologici;
- Sull’avifauna: controllo degli uccelli selvatici per tracciare la diffusione del virus.
Questa rete di controllo ha permesso, in alcuni casi, di rilevare la presenza del virus nei vettori anche 9 giorni prima della comparsa del primo caso umano. Ciò consente di attivare per tempo misure di biosicurezza per trapianti e trasfusioni, e campagne di disinfestazione mirate.
Non esistendo un vaccino per l’uomo, la prevenzione si fonda su strategie ambientali e individuali: uso di repellenti e zanzariere, eliminazione dei focolai larvali, trattamenti disinfestanti nelle aree a rischio (come laghi e fontane), monitoraggi costanti in porti e aeroporti, e vigilanza su equidi e volatili morti.
Il WNV è l’esempio lampante dell’interconnessione tra ecosistemi, animali e persone. Come sottolinea la SIMeVeP, solo una collaborazione strutturata tra veterinari, medici, biologi ed entomologi può garantire una risposta efficace e duratura. La salute pubblica non può più prescindere dalla salute animale e ambientale.