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Schillaci: “Intollerabile che l’accesso alle cure dipenda dal Cap o dal reddito. Difendere universalismo e gratuità del SSN”

Il ministro della Salute interviene all’inaugurazione dell’anno accademico della Cattolica di Roma: “Il Servizio sanitario nazionale va ammodernato per affrontare le sfide demografiche e sociali. La longevità è un successo, ma bisogna puntare a vivere meglio, investendo su prevenzione e contrasto alle patologie croniche”

29 GEN -

“È impensabile che in un Paese moderno come l’Italia l’accesso alle cure o l’aspettativa di vita dipendano dal Cap di residenza o dal reddito. Questo per me è intollerabile”. Con parole nette il ministro della Salute Orazio Schillaci è tornato a richiamare il principio di equità del Servizio sanitario nazionale, intervenendo all’inaugurazione dell’anno accademico della sede romana dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

Un messaggio che riafferma i pilastri su cui, secondo il ministro, deve continuare a poggiare il SSN. “Dobbiamo conservare quelli che sono stati i punti fondamentali ai quali si è ispirato quando è stato fondato 47 anni fa: l’universalismo e la gratuità delle cure”, ha sottolineato Schillaci. Principi irrinunciabili che, tuttavia, devono essere accompagnati da un processo di ammodernamento del sistema sanitario, per renderlo “più vicino ai cittadini”.

Il ministro ha richiamato le grandi trasformazioni in atto, a partire da quelle tecnologiche e sociali, che impongono un ripensamento dell’organizzazione e delle priorità del SSN. Tra le sfide principali, Schillaci ha indicato il cambiamento demografico, segnato da un progressivo invecchiamento della popolazione e dal calo delle nascite.

“La longevità è un successo straordinario”, ha affermato, precisando però che l’allungamento della vita deve tradursi in una migliore qualità degli anni vissuti. “Vivere più a lungo deve significare soprattutto vivere meglio”, ha ribadito.

Da qui l’appello a un cambio di paradigma del sistema sanitario. Per affrontare la sfida della longevità, secondo Schillaci, “bisogna avere il coraggio di essere innovatori” e superare un modello centrato quasi esclusivamente sulla cura delle acuzie. L’obiettivo è puntare con maggiore decisione sulla prevenzione, in particolare delle patologie croniche, che “sono per lo più evitabili agendo sui fattori di rischio”.

Un impegno che, nelle intenzioni del ministro, dovrebbe diventare centrale nell’azione del Servizio sanitario nazionale e del Ministero della Salute. “Oggi il servizio sanitario nazionale e il ministero si occupano di curare i malati. Vorrei che il prima possibile il loro primo obiettivo sia quello di evitare che gli italiani si ammalino”, ha concluso Schillaci.

29 gennaio 2026
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