Questo l’obiettivo della proposta di Accordo per l’avvio, nel 2025, di una campagna nazionale di informazione e sensibilizzazione dedicata alla salute riproduttiva femminile che sarà vagliata domani in Conferenza Stato-Regioni.
Un’iniziativa prevista della legge di Bilancio 2025 che autorizza uno stanziamento di 0,5 milioni di euro per il 2025 e di 1,5 milioni per il 2026 e 2027, destinati al Ministero della Salute.
Modalità operative Le attività saranno definite da un tavolo di lavoro Ministero-Regioni, istituito presso il Ministero della Salute. La Conferenza delle Regioni individuerà una Regione capofila, incaricata anche di coordinare e promuovere le attività degli altri territori.
Il Ministero realizzerà la campagna tramite un Accordo di collaborazione con la Regione capofila.
Due gli organismi previsti: un Comitato scientifico paritetico, incaricato di elaborare i contenuti delle iniziative e individuare le modalità di monitoraggio, e un Comitato di redazione, composto da esperti in comunicazione istituzionale designati dalle parti e coordinato dalla Direzione generale della comunicazione del Ministero, con il compito di declinare i contenuti scientifici in azioni di comunicazione e informazioni ad hoc.
L’attività dei Comitati non comporterà oneri economici per le istituzioni coinvolte e non sono previsti compensi o rimborsi per i membri.
Le Regioni e le Province autonome si impegnano a diffondere i materiali informativi sul proprio territorio, adottando le modalità ritenute più efficaci per raggiungere la popolazione femminile. Parallelamente, il Ministero della Salute promuoverà la diffusione della campagna attraverso una specifica collaborazione con la RAI.
Ripartizione delle risorse Il documento definisce anche la distribuzione dei 500.000 euro stanziati per il 2025: 300.000 euro destinati alle attività delle Regioni nell’ambito dell’Accordo di collaborazione; 200.000 euro per la collaborazione con la RAI finalizzata alla diffusione dei messaggi.
Le Province autonome di Trento e Bolzano, come previsto dalla legge 191/2009, non partecipano alla ripartizione dei finanziamenti statali