Semaforo verde dalla Conferenza Stato Regioni di oggi a quattro provvedimenti di interesse sanitario: dai fondi per le prestazioni riabilitative residenziali specialistiche per il trattamento delle dipendenze patologiche ai criteri di riparto delle risorse per dipendenze patologiche, fino alle risorse per far marciare il sistema Sangue e servizi trasfusionali
Dipendenze patologiche. Sancita l’intesa sul decreto interministeriale che disciplina le modalità di utilizzo del Fondo da 15 milioni di euro annui, istituito dalla Legge di Bilancio 2024, per il finanziamento delle prestazioni terapeutico-riabilitative erogate da strutture residenziali specialistiche per il trattamento delle dipendenze patologiche.
Il provvedimento prevede che il fondo - con decorrenza dal 2025 - sia destinato alla copertura delle prestazioni riabilitative erogate da soggetti autorizzati e accreditati, già rientranti nei Livelli Essenziali di Assistenza. Le risorse sono interamente a carico del fabbisogno sanitario standard, senza oneri aggiuntivi per le Regioni, comprese quelle a statuto speciale.
Il testo definisce in modo puntuale i criteri di accesso e riparto del fondo, uniformando su scala nazionale i requisiti per l’erogazione delle prestazioni.
Con l’approvazione definitiva del decreto si colma un vuoto regolatorio nella remunerazione dei percorsi terapeutico-riabilitativi residenziali per le dipendenze, assicurando maggiore equità nell’accesso alle cure e stabilità al sistema di offerta accreditato. Le strutture interessate dovranno essere iscritte negli elenchi previsti dal Dpcm LEA e rispondere ai requisiti organizzativi già previsti dalla normativa vigente.
Parere reso allo schema di decreto del Ministero della Salute che definisce i criteri per la ripartizione del Fondo per la prevenzione, cura e riabilitazione delle dipendenze patologiche. A partire dal 2025, le Regioni si divideranno 94 milioni di euro annui secondo un meccanismo che punta a premiare i territori più attivi sul fronte dei servizi.
Il nuovo criterio prevede che l’80% delle risorse sia assegnato in proporzione al numero di utenti trattati nei servizi pubblici per le dipendenze, come rilevato dal Sistema informativo nazionale sulle dipendenze (SIND). Il restante 20% sarà invece distribuito in base alla quota storica di accesso al Fondo assegnata nel 2024, in analogia con i criteri del Fondo sanitario nazionale.
L’obiettivo è rendere la distribuzione delle risorse più aderente ai bisogni reali delle Regioni, premiando la capacità organizzativa e assistenziale dei territori nel contrasto alle dipendenze patologiche.
Riparto fondo sangue 2025 La Conferenza Stato-Regioni, nella seduta del 10 luglio, ha dato l’ok all’accordo per il riparto tra le Regioni e le Province autonome del finanziamento di 860,9 milioni di euro destinato al sistema sangue. Le risorse, previste dalla legge 219/2005, sono finalizzate a garantire l’efficienza e l’efficacia delle attività delle strutture regionali per il coordinamento delle attività trasfusionali (SRC), promuovendo il raggiungimento di obiettivi fondamentali quali la gestione del plasma e la compensazione interregionale.
La proposta, elaborata dal Ministero della Salute con il supporto del Centro nazionale sangue, ha definito i criteri per la ripartizione sulla base di indicatori legati alla complessità dei sistemi regionali, al livello di raccolta e al conferimento industriale del plasma.
Nel documento si evidenzia come i fondi siano stati suddivisi secondo una tabella tecnica e secondo indicatori strutturati per favorire una valutazione omogenea e oggettiva delle performance regionali nel settore trasfusionale. Particolare attenzione è stata posta alle Regioni con maggiori criticità o che storicamente hanno livelli inferiori di autosufficienza ematica.
Sancito l’accordo sui criteri di riparto dei fondi 2025 per la tracciabilità e qualità dei servizi trasfuzionali. Sempre rimanendo in tema Sangue, dalla Conferenza Stato-Regioni è arrivato il parere positivo alla proposta del Ministero della Salute di obiettivi e criteri per la ripartizione dei fondi 2025 destinati a sostenere la tracciabilità del sangue e degli emocomponenti destinati a trasfusion e la qualità dei servizi trasfusionali, in attuazione dei decreti legislativi 207/2007 e 208/2007.
Lo stanziamento complessivo, pari a circa 666.949 euro, sarà equamente suddiviso: il 50% andrà alle Regioni e Province autonome per il coordinamento della rete trasfusionale e il 50% al Centro nazionale sangue.
Il provvedimento, elaborato sulla base di criteri condivisi e indicatori strategici, mira a garantire la prosecuzione delle attività del sistema trasfusionale nazionale, favorendo un’equa ripartizione dei fondi, l’efficienza nella raccolta e nella gestione del sangue e la collaborazione tra i soggetti pubblici e l’industria. Gli indicatori di riferimento comprendono il tasso di incidenti (IP), l’efficienza della raccolta (ID), la gestione industriale (IDPI) e l’efficienza nei consumi clinici (ICPDO).