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Giornata mondiale Aids. Schillaci: “Anche l’Italia al fianco di Unaids per combattere le disuguaglianze e favorire la fine all’Aids”
Questi gli obiettivi prioritari: facilitare l’accesso al test e l’emersione del sommerso; garantire a tutti l’accesso alle cure e favorire il mantenimento in cura dei pazienti diagnosticati e in trattamento; migliorare lo stato di salute e di benessere delle persone che vivono con HIV e AIDS; tutelare i diritti sociali e lavorativi delle persone che vivono con HIV e AIDS; promuovere l’empowerment e il coinvolgimento attivo delle popolazioni chiave e, non da ultimo, promuovere la lotta allo stigma
01 DIC -

Di seguito pubblichiamo il saluto del Ministro della Salute Orazio Schillaci in occasione dell'evento al Ministero della Salute per la Giornata mondiale contro l'AIDS che si celebra oggi in tutto il Mondo.

E’ per me particolarmente significativo, come medico e come Ministro della Salute, intervenire in occasione della Giornata mondiale contro l’AIDS. Questa ricorrenza costituisce un’opportunità fondamentale per fare il punto della situazione e sensibilizzare la popolazione sull’importanza di incrementare gli sforzi per contrastare la malattia, investendo in ricerca, prevenzione e comunicazione sanitaria.

Grazie ai progressi scientifici, le terapie combinate, introdotte a metà degli anni ‘90 e ampiamente utilizzate nei Paesi industrializzati, sono state efficaci sul decorso dell’infezione da HIV, migliorando la qualità della vita e ritardando l’insorgenza dell’AIDS e le sue conseguenze più gravi nei soggetti con infezione da HIV.

Relativamente all’andamento dell’epidemia in Italia, i recenti dati dell’ISS-COA (Centro Operativo AIDS) riportano che l’incidenza delle nuove diagnosi HIV è in diminuzione dal 2012, con una riduzione più evidente dal 2018 e particolarmente accentuata negli ultimi due anni. Tuttavia, le limitazioni dovute alla pandemia Covid-19 e la paura delle persone di accedere ai servizi sanitari nel primo periodo dell’emergenza sanitaria hanno probabilmente comportato un ritardo nella diagnosi dell’infezione da HIV.

Come è noto, negli ultimi anni l’attenzione internazionale è stata rivolta principalmente al Covid-19, eppure questa Giornata ci ricorda che è doveroso non sottovalutare un’altra pandemia globale che, ad oltre quarant’anni dalla sua comparsa, continua a rappresentare uno dei principali problemi di salute pubblica a livello mondiale, come evidenziato dal recente rapporto UNAIDS 2022.

Tale rapporto evidenzia peraltro che, negli ultimi due anni, la pandemia Covid-19 ha avuto, a livello globale, un impatto devastante sulle persone che vivono con l’HIV. I nuovi dati del report indicano che i progressi fatti stanno vacillando, le risorse si sono ridotte e le disuguaglianze sono aumentate.
Quest’anno, in occasione di questa Giornata mondiale contro l’AIDS, UNAIDS esorta i Paesi proprio ad affrontare le disuguaglianze che frenano i progressi nella lotta all’AIDS. Lo slogan scelto, “Equalize”, è un invito all’azione: uno stimolo per tutti noi a lavorare per affrontare le disuguaglianze e favorire la fine all’AIDS.

È questo un obiettivo prioritario per il Ministero della Salute, fortemente impegnato in attività riguardanti la prevenzione, l’informazione, la ricerca, l’assistenza, la cura, la sorveglianza epidemiologica e il sostegno dell’attività del volontariato, in linea con quanto disposto dalla Legge 135/90 “Programma di interventi urgenti in materia di prevenzione e lotta all’AIDS”.

Sin dagli anni Ottanta, l’Italia collabora attivamente con tutte le persone coinvolte nel raggiungimento degli obiettivi definiti dalle strategie internazionali, non soltanto con le istituzioni, i clinici e i ricercatori, ma anche con il terzo settore e le organizzazioni comunitarie che hanno svolto un ruolo di primo piano nel fornire servizi e supporto fin dalle prime fasi della risposta all’HIV e che durante la pandemia Covid-19 hanno intensificato il loro sostegno alle persone in difficoltà.

Tutti questi attori hanno collaborato alla realizzazione del Piano Nazionale di interventi contro l’HIV e AIDS che rappresenta il documento programmatico per assicurare idonea assistenza alle persone affette da tali patologie e per contrastare la diffusione delle infezioni da HIV mediante le attività di prevenzione.

In quest’ambito, il Piano prevede la definizione di strategie di informazione in favore della popolazione generale e delle persone con comportamenti a rischio (popolazioni chiave). A tal fine, ogni anno, il Ministero della Salute pianifica campagne di comunicazione sul tema, anche in base alle indicazioni formulate dal Comitato Tecnico Sanitario, in particolare dalla “Sezione per la lotta contro l’AIDS” in collaborazione con la “Sezione del volontariato per la lotta contro l’AIDS”.

Quest’ultima negli anni ha anche proposto la realizzazione di diversi progetti prevenzionali nell’ambito dei quali sono stati realizzati interventi in tema di lotta contro la diffusione dell’epidemia da HIV. I progetti stipulati dal Ministero della Salute con enti pubblici, operanti nel settore sanitario, hanno riguardato diverse tematiche con il coinvolgimento di qualificate istituzioni tra cui università e IRCSS. I progetti nel settore sanitario si sono occupati di diverse tematiche, come ad esempio le nuove strategie informative via social media rivolte alla salute tra i giovani, l’impatto del Covid-19 sulla cura delle persone con HIV e la prevenzione dell’HIV negli istituti penitenziari

In questa occasione voglio, inoltre, ribadire l’attività preziosa svolta dall’Istituto Superiore di Sanità, in tema di sorveglianza dell’infezione da HIV/AIDS, di ricerca, formazione a di consulenza telefonica. Ricordo il ruolo fondamentale del Telefono Verde AIDS e Infezioni Sessualmente Trasmesse, che quest’anno ha compiuto 35 anni di attività e che dal 1987 eroga incessantemente, in maniera personalizzata e scientificamente corretta, informazioni e consulenza anche in materia legale.

L’impegno e gli sforzi profusi hanno consentito all’Italia di raggiungere risultati significativi e di fronteggiare validamente l’emergenza AIDS nel tempo. Tuttavia, la situazione dell’epidemia presenta ancora oggi profonde variazioni non solo in termini epidemiologici, ma anche per quanto attiene la realtà socio-assistenziale. Rimangono ancora questioni irrisolte, prima fra tutte il persistere della diffusione dell’infezione, seppure il numero di nuove infezioni sia in calo, ed emergono nuove problematiche, tra cui una scarsa conoscenza dell’HIV in molti ambiti specifici, in particolare in quello preventivo, ed un limitato ricorso al test HIV in Italia.

E’ urgente, dunque, concentrare tutti gli sforzi e investire tutte le energie per il raggiungimento di alcuni obiettivi prioritari:
• facilitare l’accesso al test e l’emersione del sommerso;
• garantire a tutti l’accesso alle cure e favorire il mantenimento in cura dei pazienti diagnosticati e in trattamento;
• migliorare lo stato di salute e di benessere delle persone che vivono con HIV e AIDS;
• tutelare i diritti sociali e lavorativi delle persone che vivono con HIV e AIDS;
• promuovere l’empowerment e il coinvolgimento attivo delle popolazioni chiave e, non da ultimo, promuovere la lotta allo stigma.

Obiettivi per i quali garantiamo il massimo impegno anche grazie ai contributi e alle proposte che, sono certo, emergeranno dalla giornata odierna.

Da ultimo, la comunicazione rimane uno strumento essenziale per il contrasto all’infezione da HIV, che ancora esiste, e per l’adozione di misure di prevenzione e lotta allo stigma. Per tale motivo, anche in questa giornata, la tavola rotonda conclusiva è incentrata su questo tema e ringrazio Luciano Onder per aver accettato di partecipare e condurla.

In passato, spesso, le iniziative comunicative si concentravano a ridosso della Giornata del 1° dicembre, focalizzate prevalentemente sulla consapevolezza del tema.

C’è bisogno, invece, di un’azione comunicativa continuativa e mirata che sappia valorizzare le azioni di prevenzione, trattamento e lotta allo stigma.

La giornata odierna è il punto di partenza di una attività di comunicazione, costante nel corso dell’anno, che parte da un’analisi, realizzata su un modello partecipato insieme all’Istituto Superiore di Sanità che ringrazio, che individua i bisogni informativi e comunicativi in diversi target di popolazione.

Partendo da questo studio, e non solo, saranno sviluppati progetti di comunicazione mirati, con la collaborazione dell’Istituto Nazionale delle Malattie Infettive Spallanzani e il coinvolgimento attivo delle associazioni, indirizzati ai differenti target di popolazione e articolati durante tutto il corso dell’anno.

Ringrazio ancora una volta tutti gli intervenuti per la grande professionalità. Ringrazio in particolare l’Istituito Superiore di Sanità, l’Istituto Lazzaro Spallanzani e le associazioni, poiché sono essenziali su questo tema come in molti altri, condividendo i nostri stessi obiettivi di sanità pubblica.

A tutti voi, i miei migliori auguri di buon lavoro.

Orazio Schillaci

01 dicembre 2022
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