Fofi Week. Giornata nazionale del sollievo, la Fofi accende i riflettori su cure palliative e ruolo dei farmacisti

In occasione della 25ª Giornata Nazionale del Sollievo, che si celebra il 31 maggio, la FOFI dedica un nuovo appuntamento di Fofi Week alla cultura del sollievo, alle cure palliative e all’assistenza alle persone fragili. Protagonisti dell’incontro il presidente della FOFI Andrea Mandelli e Leopoldo Mannucci, farmacista e storico componente della Fondazione Gigi Ghirotti

Promuovere la cultura del sollievo dalla sofferenza fisica e morale, garantire dignità e assistenza alle persone affette da malattie inguaribili e sostenere le loro famiglie. Sono questi gli obiettivi della Giornata Nazionale del Sollievo, istituita con direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 24 maggio 2001 e giunta quest’anno alla sua venticinquesima edizione. Questa ricorrenza rappresenta un momento di riflessione e sensibilizzazione sui temi delle cure palliative, della terapia del dolore, dell’umanizzazione dell’assistenza, della formazione dei volontari e dell’informazione ai cittadini. Nel corso degli anni il concetto di sollievo si è progressivamente ampliato, fino a comprendere non soltanto la fase terminale della vita, ma tutte quelle condizioni di malattia e fragilità che richiedono ascolto, supporto e presa in carico globale della persona.

Mandelli: “La cultura del sollievo va coltivata ogni giorno”

Proprio a questi temi è dedicato il nuovo appuntamento di Fofi Week, il format di approfondimento della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani. Nel videomessaggio che introduce l’iniziativa, il presidente della FOFI, Andrea Mandelli, definisce la Giornata del Sollievo “un appuntamento ormai entrato nella tradizione degli eventi importanti che riguardano il mondo della salute del Paese”, un’occasione per riflettere con sempre maggiore impegno su problematiche che toccano da vicino la sofferenza di molti cittadini. Per Mandelli, la ricorrenza non deve rappresentare soltanto un momento celebrativo, ma uno stimolo a diffondere in modo sempre più capillare la cultura delle cure palliative e dell’accompagnamento delle persone fragili. “Anche quest’anno la Federazione vuole promuovere questa giornata nel senso di cercare sempre di più di espandere una cultura del sollievo, una cultura della terapia palliativa, una cultura di portare un supporto a chi ne ha bisogno”, sottolinea il presidente della FOFI. Un impegno che, aggiunge, non può limitarsi a una singola giornata dell’anno. “È vero che questo messaggio viene sottolineato oggi, ma in realtà tutti i giorni sono i giorni in cui dobbiamo dedicare attenzione alla crescita di questa sensibilità su un tema così delicato”.

Il farmacista come presidio di prossimità

Per approfondire il tema, Fofi Week ospita Leopoldo Mannucci, farmacista e componente storico della Fondazione Gigi Ghirotti, da oltre trent’anni impegnato nelle attività della Fondazione nata per mantenere viva l’eredità umana e culturale del giornalista Gigi Ghirotti. Mannucci ricorda che la Giornata del Sollievo nacque nel 2001 per iniziativa del Ministero della Salute guidato da Umberto Veronesi, in collaborazione con la Fondazione Gigi Ghirotti e l’Associazione Nazionale Comuni Italiani, con l’obiettivo di sensibilizzare operatori sanitari e cittadini sull’importanza del sollievo per i malati terminali, le persone fragili e le loro famiglie. Quest’anno oltre 200 strutture tra ospedali, hospice e organizzazioni assistenziali parteciperanno alle iniziative organizzate sul territorio nazionale.

Il lavoro della Fondazione Gigi Ghirotti

Nel suo intervento Mannucci ripercorre anche l’attività della Fondazione Gigi Ghirotti, che nel 2026 celebra cinquant’anni dalla sua nascita: “La Fondazione gestisce servizi di assistenza domiciliare e hospice, tre dei quali portano il nome di Gigi Ghirotti tra Liguria e Puglia. Solo nell’ultimo anno ha assistito a domicilio circa 2.000 pazienti e accolto oltre 500 persone nelle strutture residenziali. A questo si aggiunge un servizio di ascolto psicologico dedicato ai malati e alle loro famiglie”, spiega il farmacista. Tra le iniziative più significative promosse negli anni vi è il progetto “Le città del sollievo”, realizzato insieme all’ANCI, che coinvolge oggi circa cinquanta amministrazioni comunali impegnate a condividere esperienze, buone pratiche e modelli innovativi di sostegno alle persone più fragili. “Vedere sindaci di città grandi e piccole confrontarsi sulle esperienze realizzate nei propri territori è una cosa veramente interessante”, racconta Mannucci, ricordando come in molti casi le amministrazioni locali abbiano sviluppato interventi innovativi per sostenere cittadini e famiglie in condizioni di particolare vulnerabilità.

Dalla telemedicina all’assistenza domiciliare: il contributo dei farmacisti

L’intervento di Mannucci offre anche uno spaccato del contributo storico fornito dalla professione farmaceutica allo sviluppo di modelli innovativi di assistenza. Tra le esperienze ricordate figura il progetto che contribuì alla diffusione dell’elettrocardiogramma in farmacia attraverso l’utilizzo di strumenti di telemedicina, oggi divenuti una realtà consolidata nei servizi offerti ai cittadini. Un altro esempio è rappresentato dalle prime esperienze di assistenza domiciliare realizzate nel Lazio all’inizio degli anni Duemila, quando questo tipo di servizi era ancora quasi esclusivamente affidato a ospedali e aziende sanitarie. Grazie alla collaborazione delle farmacie territoriali fu possibile costruire una rete capillare di supporto ai pazienti direttamente nelle loro case. Nel corso degli anni, inoltre, FOFI e Federfarma hanno promosso programmi formativi dedicati all’assistenza domiciliare e alla terapia del dolore che hanno coinvolto oltre 2.000 farmacisti.

“La mia farmacia”: il valore della prossimità

Per Mannucci il ruolo del farmacista trova la sua espressione più autentica nella prossimità ai cittadini e nella capacità di costruire relazioni di fiducia. “Penso che la mission del farmacista sia quella di presidiare il territorio – afferma -. Le persone devono dire ‘la mia farmacia’, perché devono sapere che entrando troveranno professionisti preparati, capaci di ascoltare e di cercare risposte ai loro bisogni”. Una visione che si lega strettamente ai principi della Giornata del Sollievo e alla necessità di sviluppare una rete di assistenza sempre più vicina alle persone fragili. Grazie alla loro presenza capillare in tutti i Comuni italiani, conclude Mannucci, le farmacie possono rappresentare un tassello fondamentale nella promozione della salute, nell’accompagnamento dei pazienti e nella costruzione di percorsi assistenziali integrati con il Servizio sanitario nazionale, il volontariato e le comunità locali. In questo contesto, la 25ª Giornata Nazionale del Sollievo diventa non soltanto un’occasione di sensibilizzazione, ma anche un invito a rafforzare una cultura della cura che metta al centro la persona, la dignità e la qualità della vita in ogni fase della malattia.

https://youtu.be/GALgg_GqjJw


28/05/2026

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